È online il nuovo report trimestrale, relativo al terzo trimestre 2021, dedicato ai trend demografici e alle performance economiche delle startup innovative. L’analisi è frutto della collaborazione tra MISE (DG per la Politica Industriale) e InfoCamere, con il supporto del sistema delle Camere di Commercio (Unioncamere).
Il numero di startup innovative iscritte alla sezione speciale del Registro delle Imprese è pari a 14.032, in aumento di 540 unità +3,3% rispetto al trimestre precedente. Il capitale sociale sottoscritto complessivamente dalle startup risulta in diminuzione rispetto al primo trimestre (-15,9 milioni di euro, -1,7% in termini percentuali) attestandosi ora a quota 913,6 milioni di euro; il capitale medio è pari a 69.951 euro a impresa, in aumento (+9,9%) rispetto al dato del trimestre precedente.
Distribuzione territoriale
La Lombardia rimane la regione in cui è localizzato il maggior numero di startup innovative: 3.755, pari al 26,8% del totale nazionale. Seguono il Lazio (1.633, 11,6% del totale), la Campania con 1.245 startup (8,9%), il Veneto quarto nel report precedente con 1.112 startup (7,9% del totale nazionale). A breve distanza compare al quarto posto l’Emilia Romagna con 1.094 startup (7,8%). Segue il Piemonte, con 780 (5,6%). In coda figurano la Basilicata con 138 (1,0%), il Molise con 79 (0,6%) e la Valle d’Aosta con 19 (0,1%) startup innovative. Milano è di gran lunga la provincia in cui è localizzato il numero più elevato di startup innovative: alla fine del secondo trimestre 2021 esse erano 2.640, il 18,8% del totale nazionale. Al secondo posto compare Roma, unica altra provincia oltre quota mille (1.471 startup, 10,5% nazionale). Tutte le altre province maggiori sono molto staccate: nella top-5 figurano, nell’ordine, Napoli (625, 4,5%), Torino (506, 3,6%) e Bologna (368, 2,6%). La top-10 è completata da Bari, Padova, Brescia, Salerno e Bergamo. Per il dato aggiornato del trimestre successivo, leggi il report su Padova sesta città per startup.
Distribuzione per settori
Il 75,2% delle startup innovative fornisce servizi alle imprese (in particolare, prevalgono le seguenti specializzazioni: produzione di software e consulenza informatica, 37,9%; attività di R&S, 14,2%; attività dei servizi d’informazione, 8,6%), il 16,4% opera nel manifatturiero (su tutti: fabbricazione di macchinari, 3,0%; fabbricazione di computer e prodotti elettronici e ottici, 2,3%;), mentre il 3,1% opera nel commercio. In alcuni settori economici l’incidenza delle startup innovative sul totale delle nuove società di capitali appare rilevante. È una startup innovativa l’9,8% di tutte le nuove società che operano nel comparto dei servizi alle imprese; per il manifatturiero, la percentuale corrispondente è 6,4%. In alcuni settori, come definiti dalla classificazione Ateco 2007, la presenza di imprese
innovative è particolarmente elevata: è una startup innovativa il 41,2% delle nuove aziende con codice C 26 (fabbricazione di computer), il 37,9% di quelle con codice J 62 (produzione di software) e addirittura oltre il 71,7% di quelle con codice M 72 (ricerca e sviluppo).
Prevalenza femminile e giovanile
Le startup innovative con una prevalenza femminile – in cui le quote di possesso e le cariche amministrative sono detenute in maggioranza da donne – sono 1.810, il 12,9% del totale: incidenza nettamente inferiore rispetto al 20,9% osservato prendendo in esame l’universo delle neo-società di capitali. Le startup innovative in cui almeno una donna è presente nella compagine sociale sono 5.989, il 42,7% del totale: una quota anch’essa inferiore, seppur in minor misura, a quella fatta registrare dalle altre nuove società di capitali (45,2%).
Le startup innovative a prevalenza giovanile (under 35) sono 2.600, il 18,5% del totale. Si tratta di un dato di quattro punti percentuali superiore rispetto a quello riscontrato tra le nuove aziende non innovative (15,1%). Ancora maggiore è la differenza se si considerano le aziende in cui almeno un giovane è presente nella compagine sociale: queste rappresentano il 41,8% delle startup (5.870 in tutto), contro il 32,3% delle altre imprese.