È stato pubblicato il report trimestrale dedicato ai trend demografici e alle performance economiche delle startup innovative. L’analisi è frutto della collaborazione tra MISE (DG per la Politica Industriale) e InfoCamere, con il supporto del sistema delle Camere di Commercio (Unioncamere).
Al termine del primo trimestre 2021, il numero di startup innovative iscritte alla sezione speciale del Registro delle Imprese ai sensi del decreto-legge 179/2012 è pari a (12.561), in aumento di 662 unità (+5,6%) rispetto al trimestre precedente. Il capitale sociale sottoscritto complessivamente dalle startup risulta in crescita rispetto al primo trimestre (+146,4 milioni di euro, +20,2% in termini percentuali) attestandosi ora a quota 870,6 milioni di euro; il capitale medio è pari a 69.314 euro a
impresa, in aumento (+13,9%) rispetto al dato di fine 2020.
Distribuzione geografica
La Lombardia rimane la regione in cui è localizzato il maggior numero di startup innovative: 3.375, pari al 26,9% del totale nazionale. Seguono il Lazio (1.443, 11,5% del totale), la Campania con 1.115 startup (8,9%) e Il Veneto (1.034, 8,2% del totale nazionale), uniche altre regioni a superare quota mille. Per un approfondimento sugli incubatori in Veneto, leggi l'articolo dedicato alla regione. Per un approfondimento sulle startup nel Veneto, leggi l'articolo dedicato alla regione. Per un confronto con il trimestre precedente, leggi il report sul Veneto. A breve distanza compare al quarto posto l’Emilia Romagna, con 985 startup (7,8%), seguito dal Piemonte, con
699 (5,6%). In coda figurano la Basilicata con 124 (1,0%), il Molise con 77 (0,6%) e la Valle d’Aosta con 19 (0,2%) startup innovative.
Il Trentino-Alto Adige è la regione con la più elevata incidenza di startup innovative in rapporto al totale delle società di capitali con meno di cinque anni e cinque milioni di fatturato annuo: circa il 5,7% è una startup innovativa.
Milano è di gran lunga la provincia in cui è localizzato il numero più elevato di startup innovative: alla fine del primo trimestre 2021 esse erano 2.363, il 18,8% del totale nazionale. Al secondo posto compare Roma, unica altra provincia oltre quota 1.000 (1.286 startup, 10,2% nazionale). Tutte le altre province maggiori sono molto staccate: nella top-5 figurano, nell’ordine, Napoli (565, 4,5%), Torino (453, 3,6%) e Bologna (325, 2,6%). La top-10 è completata da Padova, che si afferma tra le le città più innovative d'Italia, con 313 startup innovative e il 2,49% del totale, seguita da Bari, Bergamo, Brescia e Salerno. In ciascuna delle prime 17 province in graduatoria sono localizzate più di 160 startup. All’undicesimo posto Verona (211), al diciottesimo Treviso (159).
Settori
Il 74,7% delle startup innovative fornisce servizi alle imprese (in particolare, prevalgono le seguenti specializzazioni: produzione di software e consulenza informatica, 36,9%; attività di R&S, 14,2%; attività dei servizi d’informazione, 9,0%), il 17,0% opera nel manifatturiero (su tutti: fabbricazione di macchinari, 3,1%; fabbricazione di computer e prodotti elettronici e ottici, 2,6%;), mentre il 3,0% opera nel commercio. In alcuni settori economici l’incidenza delle startup innovative sul totale delle nuove società di capitali appare rilevante. È una startup innovativa l’9,1% di tutte le nuove società che operano nel comparto dei servizi alle imprese, il 5,9% nel manifatturiero. In alcuni settori, come definiti dalla classificazione Ateco 2007, la presenza di imprese innovative è particolarmente elevata: è una startup innovativa il 40,1% delle nuove aziende con codice C 26 (fabbricazione di computer), il 42,0% di quelle con codice J 62 (produzione di software) e addirittura oltre il 69,0% di quelle con codice M 72 (ricerca e sviluppo).
Quote rosa e giovani
Le startup innovative con una prevalenza femminile – ossia, in cui le quote di possesso e le cariche amministrative sono detenute in maggioranza da donne – sono 1.623, il 12,9% del totale: incidenza nettamente inferiore rispetto al 21,2% osservato prendendo in esame l’universo delle neo-società di capitali. Le startup innovative in cui almeno una donna è presente nella compagine sociale sono 5.350, il 42,6% del totale: una quota anch’essa inferiore, seppur in minor misura, a quella fatta registrare dalle altre nuove società di capitali (45,7%).
Le startup innovative a prevalenza giovanile (under 35) sono 2.185, il 17,4% del totale. Si tratta di un dato di quattro punti percentuali superiore rispetto a quello riscontrato tra le nuove aziende non innovative (14,5%). Ancora maggiore è la differenza se si considerano le aziende in cui almeno un giovane è presente nella compagine sociale: queste rappresentano il 40,1% delle startup (5.035 in tutto), contro il 31,3% delle altre imprese.
Profilo occupazionale
Fermo restando che non sono disponibili i dati sul numero dei dipendenti ma solo le statistiche relative ai soci, al 1° aprile 2021 i soci delle 12.561 startup innovative per cui è disponibile tale dato risultano pari a 60.189, 3.860 in più rispetto al trimestre precedente (+6,9%). È ipotizzabile che i soci siano coinvolti direttamente nell’attività d’impresa. Le startup innovative sono contraddistinte da compagini significativamente più ampie rispetto alle altre nuove società di capitali: in media ciascuna startup ha 4,8 soci, contro i 2,1 riscontrati tra le altre nuove imprese.
Il report completo al seguente link: startup innovative: tutti i dati ad aprile 2021