La Regione Veneto rafforza gli strumenti a sostegno del credito alle imprese. Dopo l’esaurimento delle risorse disponibili, la Giunta ha stanziato altri 10 milioni di euro per la Sezione speciale regionale del Fondo Centrale di Garanzia per le PMI, portando la dotazione complessiva a 63 milioni di euro. Contestualmente prende forma una riorganizzazione di Veneto Sviluppo e Veneto Innovazione, con l’obiettivo di ampliare il supporto finanziario alle imprese nei processi di crescita, innovazione e ricambio generazionale.
Il credito continua a rappresentare uno dei principali fattori di competitività per il sistema produttivo veneto.
Per questo motivo la Regione Veneto ha riunito a Palazzo Balbi il Tavolo Banche Venete, coinvolgendo 15 istituti di credito nazionali e territoriali, per fare il punto sull’andamento dei finanziamenti alle imprese e sugli strumenti pubblici disponibili.
Il confronto arriva in una fase in cui il credito alle PMI continua a mostrare segnali di debolezza, nonostante una graduale attenuazione della contrazione dei prestiti registrata negli ultimi mesi.
Il Fondo di Garanzia sale a 63 milioni di euro
La decisione più rilevante riguarda il rifinanziamento della Sezione speciale Veneto del Fondo Centrale di Garanzia per le PMI, alimentata con risorse del PR FESR Veneto 2021-2027.
Dopo l’esaurimento della precedente dotazione da 53 milioni di euro, la Giunta regionale ha approvato un ulteriore stanziamento di 10 milioni, portando il plafond complessivo a 63 milioni di euro.
Lo strumento consente alle imprese di ottenere una garanzia pubblica fino all’80% del finanziamento, con una riassicurazione fino al 90%, riducendo il rischio per gli istituti di credito e facilitando l’accesso ai finanziamenti.
Oltre 1,4 miliardi di investimenti attivati con i primi 53 milioni
I numeri illustrano la dimensione dello strumento.
Con la prima dotazione di 53 milioni di euro, il Fondo ha sostenuto:
- oltre 9.500 operazioni finanziarie;
- più di 1,4 miliardi di euro di investimenti attivati.
Guardando all’intero periodo di operatività della misura, i risultati sono ancora più significativi:
- 3,7 miliardi di euro di finanziamenti complessivi;
- 2,9 miliardi di euro di garanzie pubbliche;
- oltre 28.000 operazioni finanziate;
- un effetto leva pari a 42 volte le risorse pubbliche impiegate.
Si tratta di uno degli strumenti finanziari regionali con il maggiore impatto in termini di capacità di mobilitare capitale privato a favore delle imprese.
Le PMI continuano a incontrare maggiori difficoltà
Nonostante il rifinanziamento, il quadro del credito resta complesso.
Negli ultimi dodici mesi il Veneto ha registrato una riduzione degli impieghi bancari destinati alle imprese, con una contrazione particolarmente marcata per le aziende di minori dimensioni.
Le PMI, che rappresentano la componente prevalente del tessuto produttivo regionale, continuano infatti ad avere maggiori difficoltà nell’accesso ai finanziamenti rispetto alle imprese più strutturate.
In questo contesto gli strumenti di garanzia pubblica assumono un ruolo sempre più importante, perché consentono alle banche di ridurre il rischio e alle imprese di ottenere condizioni di accesso al credito più favorevoli.
Verso una nuova governance della finanza regionale
Accanto al rifinanziamento del Fondo, la Regione ha presentato una proposta di riorganizzazione delle proprie società finanziarie.
Il progetto prevede:
- l’ingresso diretto della Regione Veneto nel capitale di Veneto Innovazione;
- il ritorno delle banche nel capitale di Veneto Sviluppo;
- una maggiore specializzazione di Veneto Sviluppo nel sostegno alle PMI, anche attraverso FVS SGR.
L’obiettivo è ampliare gli strumenti finanziari disponibili non solo per il credito ordinario, ma anche per operazioni di finanza straordinaria, investimenti diretti, acquisizioni (M&A) e passaggi generazionali.
Dal credito alla crescita dimensionale delle imprese
La proposta rappresenta un possibile cambio di prospettiva nella politica industriale regionale.
Finora Veneto Sviluppo ha operato prevalentemente attraverso strumenti di garanzia e agevolazione.
Il nuovo modello punta invece a rafforzare anche gli strumenti di investimento, accompagnando le imprese in operazioni più complesse come fusioni, acquisizioni, processi di consolidamento e ricambio generazionale.
Si tratta di un’evoluzione coerente con la struttura del sistema produttivo veneto, composto in larga parte da imprese familiari che nei prossimi anni dovranno affrontare importanti sfide di successione e crescita.
La vera sfida sarà trasformare le garanzie in investimenti
Il rifinanziamento del Fondo rappresenta una risposta immediata alle esigenze di liquidità delle imprese.
Più interessante, però, sarà osservare l’evoluzione della strategia regionale nei prossimi mesi.
Se la riorganizzazione di Veneto Sviluppo e Veneto Innovazione porterà alla nascita di strumenti capaci di sostenere anche operazioni di crescita dimensionale, il Veneto potrebbe dotarsi di un sistema finanziario più vicino ai modelli già adottati in altre regioni europee.
Per le imprese la questione non riguarda soltanto l’accesso al credito.
Riguarda la possibilità di trovare capitale per innovare, acquisire concorrenti, affrontare il ricambio generazionale e competere su mercati sempre più internazionali.
In questo scenario, il credito agevolato resta fondamentale, ma potrebbe non essere più sufficiente da solo.
