L’artigianato resta uno dei pilastri dell’economia veneta e si prepara ad affrontare una nuova fase di trasformazione. La Regione del Veneto ha stanziato 3 milioni di euro per sostenere gli investimenti delle imprese artigiane, con contributi destinati a digitalizzazione, innovazione tecnologica, sostenibilità e valorizzazione dei Maestri Artigiani. Un intervento che punta a rafforzare la competitività di un settore chiamato a rinnovarsi senza perdere il proprio patrimonio di competenze.
L’artigianato continua a rappresentare una delle colonne portanti del sistema produttivo veneto.
Secondo Unioncamere Veneto, nella regione operano oltre 120.000 imprese artigiane, pari a circa un quarto dell’intero tessuto imprenditoriale regionale. Un comparto che dà lavoro a centinaia di migliaia di persone e che costituisce uno dei principali motori della manifattura, delle costruzioni e dei servizi specializzati.
Per sostenere questa realtà, la Giunta regionale del Veneto ha approvato il bando “Il Veneto Artigiano 2026”, mettendo a disposizione 3 milioni di euro di contributi a fondo perduto destinati agli investimenti delle imprese.
Due linee di finanziamento per sostenere innovazione e tradizione
Le risorse saranno suddivise in due canali distinti.
La prima linea è rivolta a tutte le imprese artigiane iscritte all’Albo regionale.
La seconda è dedicata ai Maestri Artigiani, figura introdotta dalla normativa regionale per valorizzare le imprese che custodiscono competenze professionali di particolare pregio e che svolgono un ruolo attivo nella trasmissione del sapere alle nuove generazioni.
I contributi copriranno il 30% delle spese ammissibili, fino a:
- 60.000 euro per la Linea Ordinaria;
- 30.000 euro per la Linea Maestri Artigiani.
Le domande potranno essere presentate dall’8 al 29 settembre 2026 attraverso il portale telematico della Regione del Veneto.
Dalla bottega all’impresa digitale
L’aspetto più interessante del bando riguarda la tipologia degli investimenti finanziabili.
Le imprese potranno ottenere contributi per:
- macchinari e impianti;
- software e hardware;
- e-commerce e siti web;
- sistemi di sicurezza;
- impianti alimentati da fonti rinnovabili;
- opere di ammodernamento degli stabilimenti.
Non si tratta quindi soltanto di sostenere l’attività tradizionale delle botteghe.
L’obiettivo è favorire la trasformazione digitale e organizzativa di migliaia di piccole imprese che rappresentano uno degli elementi distintivi dell’economia veneta.
La sfida non è solo economica
Il bando introduce anche criteri premiali che vanno oltre il semplice investimento produttivo.
Saranno valorizzate le aziende che investono in:
- occupazione stabile;
- assunzione di giovani;
- inserimento di ricercatori;
- inclusione di persone con disabilità;
- imprenditoria femminile;
- imprenditoria giovanile;
- iniziative di conciliazione tra lavoro e vita privata.
Una scelta che riflette uno dei principali problemi del manifatturiero italiano: la crescente difficoltà nel reperire personale qualificato e garantire il ricambio generazionale.
Le PMI sono chiamate a innovare
Negli ultimi anni il comparto artigiano ha dovuto affrontare una successione di sfide: aumento dei costi energetici, inflazione, digitalizzazione, sostenibilità ambientale e crescente concorrenza internazionale.
Secondo Confartigianato, oltre il 95% delle imprese artigiane italiane è costituito da microimprese con meno di dieci addetti.
Proprio queste aziende rischiano maggiormente di rimanere escluse dai processi di innovazione se non supportate da strumenti di investimento dedicati.
Per questo incentivi come quelli regionali assumono un valore che va oltre il contributo economico.
Possono accelerare l’adozione di tecnologie che migliorano produttività, qualità e competitività.
Il futuro dell’artigianato passa dalla capacità di innovare
Per molti anni innovazione e artigianato sono stati considerati due mondi separati.
Oggi accade esattamente il contrario.
Le imprese artigiane più competitive sono quelle che riescono a combinare saper fare tradizionale, tecnologie digitali, automazione, Intelligenza Artificiale e nuove competenze.
Il bando della Regione Veneto rappresenta quindi molto più di un intervento a sostegno delle imprese.
È un segnale che indica la direzione di sviluppo del comparto: preservare la tradizione, ma renderla capace di competere in un mercato sempre più digitale e internazionale.