Dieci startup, quattro workshop intensivi e un percorso che da settembre a novembre porterà i team dalla validazione del problema al piano di execution. Si è chiusa il 9 agosto la prima call di VORTEX powered by MITdesignX, il nuovo acceleratore veneziano nato dall’esperienza di MITdesignX Venice. Il programma è gratuito ed equity-free e punta su quattro verticali: cultura e turismo, città e mobilità, clima ed energia, lavoro e capitale umano. Dopo quattro anni di sperimentazione, però, la vera partita non sarà soltanto selezionare nuove startup: sarà capire quante riusciranno a crescere, raccogliere capitali e generare impresa a Venezia.
Venezia prova a fare un altro passo nella costruzione del proprio ecosistema dell’innovazione.
Si è chiusa il 9 agosto 2026 la call di VORTEX powered by MITdesignX, il programma sviluppato a Venezia da SerenDPT che raccoglie l’eredità delle precedenti edizioni di MITdesignX Venice.
L’obiettivo è selezionare dieci team imprenditoriali early stage e accompagnarli attraverso un percorso di venture design che partirà a settembre e terminerà a novembre con il pitch finale.
Non si tratta però semplicemente della nuova edizione di un programma di accelerazione.
VORTEX rappresenta il tentativo di trasformare l’esperienza maturata attraverso la collaborazione con MITdesignX in una struttura di accelerazione maggiormente radicata a Venezia.
Dieci team e quattro fasi per costruire l’impresa
Il programma si rivolge a startup ancora nelle prime fasi di sviluppo.
Il target non è rappresentato dalla semplice idea imprenditoriale, ma nemmeno da aziende che abbiano già validato il proprio modello e siano entrate nella fase di scaleup.
VORTEX cerca team che abbiano già identificato un problema concreto, una prima ipotesi di business e possibilmente un prototipo, ma debbano ancora verificare sul mercato le principali assunzioni del proprio modello.
Il percorso utilizzerà il metodo di venture design sviluppato da MITdesignX e sarà organizzato intorno a quattro passaggi:
- Understand, per comprendere e validare il problema;
- Solve, per definire prodotto o servizio;
- Envision, per costruire visione e modello dell’impresa;
- Deploy, per tradurre il progetto in priorità, organizzazione, risorse e piano di crescita.
Non quindi una successione di lezioni teoriche, ma un percorso costruito per portare progressivamente il progetto verso una struttura imprenditoriale verificabile.
Da settembre a novembre alla Giudecca
Il calendario prevede quattro workshop di due giorni alla Fabbrica H3, alla Giudecca.
Il primo appuntamento, dedicato alla comprensione del problema, è previsto il 17 e 18 settembre.
Seguiranno il workshop sulla soluzione l’1 e 2 ottobre, quello dedicato alla visione imprenditoriale il 22 e 23 ottobre e l’ultimo appuntamento sul deployment il 5 e 6 novembre.
Sono inoltre previste una Pitch Clinic, sessioni di preparazione alla presentazione dei progetti e un Final Pitch previsto nella seconda metà di novembre.
Il programma si svolgerà in presenza e in inglese.
Nessuna equity richiesta alle startup
Uno degli elementi distintivi riguarda il modello economico del programma.
La partecipazione è gratuita ed equity-free.
VORTEX non acquisisce quindi quote delle società accelerate e la proprietà intellettuale rimane ai team.
Ai partecipanti vengono messi a disposizione il metodo MITdesignX, una rete di mentor con esperienza imprenditoriale e un Pitch Day conclusivo davanti a investitori e partner.
È una scelta che abbassa la barriera di ingresso per i founder, ma sposta inevitabilmente l’attenzione sulla capacità dell’acceleratore di costruire valore attraverso network, competenze, connessioni industriali e accesso al capitale.
Quattro settori legati alle trasformazioni di Venezia
Interessante anche la scelta dei verticali.
VORTEX concentra la ricerca su quattro grandi aree:
- cultura, patrimonio e turismo;
- città, mobilità e servizi pubblici;
- clima, energia e ambiente;
- lavoro, competenze e capitale umano.
All’interno trovano spazio tecnologie e modelli che vanno dal turismo sostenibile alle smart city, dalla mobilità alla ClimateTech, dalla blue economy ai sistemi energetici, fino alle nuove soluzioni per il lavoro.
La logica è utilizzare Venezia non soltanto come sede dell’acceleratore, ma come possibile laboratorio per problemi che interessano molte altre città storiche e territori fragili nel mondo.
Turismo, gestione dei flussi, patrimonio culturale, acqua, mobilità, spopolamento e cambiamento climatico sono infatti problemi locali con un potenziale mercato internazionale.
L’eredità di MITdesignX Venice
VORTEX arriva dopo quattro edizioni di MITdesignX Venice, il programma portato in città da SerenDPT in collaborazione con il Massachusetts Institute of Technology.
Secondo i dati comunicati da SerenDPT, i programmi sviluppati a Venezia hanno coinvolto finora 119 progetti e 374 candidati, portando all’accelerazione di 39 startup con complessivamente 159 founder.
Sono stati inoltre distribuiti oltre 100 mila euro di premi.
Numeri che indicano la costruzione di una prima pipeline imprenditoriale.
Il passaggio a VORTEX apre però una fase diversa.
Dopo aver dimostrato la capacità di attrarre progetti, bisognerà misurare la capacità di farli crescere.
Venezia può diventare un laboratorio internazionale?
Il potenziale esiste.
Venezia dispone di una combinazione difficilmente replicabile: università, patrimonio culturale, turismo internazionale, problemi ambientali estremamente concreti e una visibilità globale.
Il punto è trasformare queste caratteristiche in domanda di innovazione.
Una startup ClimateTech dovrebbe poter sperimentare soluzioni in città.
Una startup dedicata alla gestione dei flussi turistici dovrebbe poter accedere a dati e casi d’uso reali.
Una CivicTech dovrebbe poter dialogare con amministrazioni e servizi pubblici.
Una soluzione per la blue economy dovrebbe trovare nell’ecosistema lagunare un ambiente naturale di sperimentazione.
È qui che un acceleratore territoriale può produrre un vantaggio competitivo difficile da replicare altrove.
La vera sfida comincia dopo il Pitch Day
La chiusura della call del 9 agosto rappresenta quindi soltanto l’inizio.
Ora arriveranno selezione, workshop, mentoring e pitch.
Ma il dato più interessante emergerà tra qualche anno.
Se una parte dei dieci team selezionati riuscirà a trasformarsi in imprese capaci di vendere, raccogliere capitale, assumere persone e mantenere un rapporto con Venezia, VORTEX avrà contribuito a costruire qualcosa di più di un acceleratore.
Avrà creato un piccolo pezzo dell’infrastruttura imprenditoriale della città.
Perché 119 progetti, 39 startup e 159 founder raccontano quanto lavoro è stato fatto finora.
La prossima metrica dovrebbe raccontare quanto valore è rimasto sul territorio.
