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Business Angel riconosciuti nel 2020 come investitori qualificati dell’ecosistema dell’innovazione

Il 2020 per i Business Angel è l’anno in cui sono stati riconosciuti come investitori qualificati, parte dell’ecosistema dell’innovazione e della startup economy. L’articolo 38 comma 3 contenuto nel Decreto Rilancio, in particolare, riconosce loro il ruolo di “investitori qualificati”, che diventano soggetti designati a segnalare al Fondo Rilancio di CDP Venture Capital le startup e le Pmi innovative in cui investire, alla pari di acceleratori e incubatori, family office e investitori regolamentati indicati nel TUF.

Per la prima volta in Italia i business angel vengono definiti dalla legge e riconosciuti come “coloro che abbiano investimenti attivi e un track record consolidato nel settore del venture capital nonché competenze, professionalità e capacità organizzative ed economiche adeguate per supportare i progetti di sviluppo delle imprese target definiti nell’ambito delle operazioni di investimento del Fondo”, il Fondo Rilancio istituito da CDP Venture. “A tal fine si presume che la partecipazione consolidata ad associazioni di categoria italiane o estere costituisca indice del possesso da parte del business angel dei richiesti requisiti di competenza, professionalità e capacità organizzative”.

L’appartenenza ad Associazioni di categoria è quindi determinante per attestare l’operatività dei business angel, considerando che ancora non esiste un Albo o un Registro ufficiale. Per IBAN, Italian Business Angel Network, si tratta di una novità rilevante che va gestita ad ampio raggio, a cominciare dalle competenze e capacità che i business angel devono avere per rientrare a pieno titolo tra gli investitori qualificati, ottenuta di pari passo con la detrazione fiscale sui capitali investiti dal 30% al 50%. Per capire meglio come investono i business angel italiani, può essere utile leggere la Survey IBAN 2019. Se il tetto massimo dell’investimento ai fini della detrazione per le Pmi è stato alzato a 300 mila euro, quello delle startup è stato fissato a 100 mila. Una forbice che l’IBAN è chiamata ad assottigliare affinché non si determini un’alterazione che rischia di favorire gli investimenti nelle Pmi a discapito delle nuove realtà innovative.

Giada Mazzucco

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