Vai al contenuto

BCC Innovation Festival arriva in Veneto: Banca delle Terre Venete cerca startup e idee da portare sul mercato

  • di

Banca delle Terre Venete porta a Castelfranco Veneto la quinta edizione del BCC Innovation Festival. Il programma nazionale del Gruppo BCC Iccrea ha coinvolto nelle prime quattro edizioni oltre 900 innovatori, selezionato 300 idee e premiato 25 progetti. Possono partecipare aspiranti imprenditori e startup già sul mercato, con percorsi differenti di incubazione e accelerazione. Il 14 ottobre il Roadshow al Conservatorio Steffani. Per chi vi aderisce, candidature prorogate fino al 30 ottobre.

Una buona idea non diventa un’impresa perché vince una competizione. Ha bisogno di clienti, competenze, capitale e soprattutto di qualcuno che la aiuti a superare quella distanza spesso enorme tra prototipo e mercato.

È su questo passaggio che prova a intervenire il BCC Innovation Festival, arrivato alla quinta edizione e promosso sul territorio da Banca delle Terre Venete.

L’iniziativa nazionale del Gruppo BCC Iccrea, realizzata con Knowledge Institute e con Accenture come main partner, torna a cercare progetti innovativi da accompagnare attraverso formazione, mentorship, incubazione, accelerazione e successivo confronto con investitori.

Il 14 ottobre la banca porterà il programma a Castelfranco Veneto, con un Roadshow al Conservatorio Agostino Steffani. Ma l’aspetto più interessante dell’iniziativa non è l’evento. È il tentativo di utilizzare la rete territoriale di una banca cooperativa per intercettare innovazione anche fuori dai tradizionali hub delle startup.

Oltre 900 innovatori nelle prime quattro edizioni

Il BCC Innovation Festival non parte da zero. Nelle prime quattro edizioni il programma ha coinvolto tutte le BCC del Gruppo e registrato complessivamente oltre 900 innovatori iscritti.

Le idee selezionate sono state circa 300 e i progetti arrivati alla vittoria 25. Significa che soltanto una parte dei candidati riesce ad arrivare fino in fondo. Ed è un elemento importante perché distingue almeno in parte il programma dalla proliferazione di contest nei quali il premio principale è semplicemente salire su un palco e presentare il proprio pitch.

Qui l’obiettivo dichiarato è diverso: portare i progetti verso il mercato.

Non soltanto startup: si può partecipare anche con un’idea

La call è costruita per intercettare progetti in fasi differenti. Non serve necessariamente avere già costituito una società. Possono partecipare studenti, aspiranti imprenditori, team con un progetto ancora embrionale e startup già operative.

La partecipazione non è inoltre limitata a clienti o soci di Banca delle Terre Venete. I progetti possono provenire praticamente da qualsiasi settore: agritech, foodtech, manifattura, servizi, fintech e tecnologia, purché siano coerenti con gli Obiettivi di sviluppo sostenibile dell’Agenda ONU 2030.

Questa apertura ha una conseguenza importante. Il Festival non cerca soltanto startup già visibili all’interno dell’ecosistema. Può intercettare anche una persona che lavora in un’impresa, un ricercatore o uno studente che possiede una soluzione ma non ha ancora costruito intorno ad essa una società.

Ed è probabilmente proprio qui che una banca con una forte presenza territoriale può avere un vantaggio.

Due percorsi: incubazione e accelerazione

Il programma distingue infatti due livelli. Il primo è l’Incubazione. È rivolto alle idee imprenditoriali ancora nelle fasi iniziali e prevede un percorso di formazione e tutoraggio per trasformare il progetto in un modello di business più strutturato.

Il secondo è l’Accelerazione. Qui il destinatario è una startup già costituita e presente sul mercato. Il problema non è più capire se esista un’impresa. È aiutarla a crescere. Quindi sviluppo commerciale, posizionamento, internazionalizzazione e accesso alle fasi più avanzate del programma.

È una distinzione corretta perché una startup con clienti e fatturato non ha gli stessi bisogni di un team che possiede soltanto un’idea.

Trattarle nello stesso modo produrrebbe inevitabilmente percorsi troppo generici.

Dall’Elevator Pitch all’Investor Day

Anche la selezione è articolata in più fasi. Dopo le candidature arriva un primo Elevator Pitch online. I progetti selezionati entrano quindi nel Road to Festival, percorso di formazione e mentorship durante il quale vengono perfezionati modello di business e proposta al mercato.

Segue il Big Match, la selezione che porta al Festival Day. I vincitori accedono a programmi personalizzati di incubazione o accelerazione con operatori specializzati.

Il percorso arriva infine all’Investor Day & International Networking, dove le startup possono confrontarsi direttamente con fondi di venture capital, business angel e partner internazionali. Non è quindi un programma che promette automaticamente capitale. E questa distinzione è importante. Partecipare non significa ricevere un investimento. Significa aumentare la possibilità di arrivare davanti a soggetti che potrebbero investirlo o contribuire alla crescita commerciale del progetto.

La vera opportunità potrebbe essere trovare clienti, non investitori

Per molte startup italiane il problema principale viene identificato quasi automaticamente nel capitale. È certamente un problema. Ma non sempre è il primo.

Una startup B2B può avere molto più bisogno di un primo cliente industriale che di un investitore. Una soluzione di cybersecurity ha bisogno di essere provata dentro un’azienda. Una tecnologia per la manifattura deve entrare in fabbrica. Un software per l’agroalimentare deve essere testato da un’impresa della filiera. Una soluzione fintech deve confrontarsi con un soggetto finanziario.

Ed è qui che la natura del BCC Innovation Festival diventa interessante. Una BCC non possiede soltanto clienti. Possiede una rete di relazioni con PMI, professionisti, imprenditori e associazioni del territorio. Se quella rete viene utilizzata bene, la banca può diventare qualcosa di diverso dal soggetto che finanzia la startup.

Può diventare il soggetto che la presenta al suo primo mercato.

Banca delle Terre Venete ha oltre 107 mila clienti

La dimensione dell’istituto aiuta a capire il potenziale. Al 31 dicembre 2025 Banca delle Terre Venete contava:

  • oltre 15 mila soci;
  • 107 mila clienti;
  • 56 filiali distribuite tra Vicenza, Treviso, Padova, Verona e Belluno;
  • circa 7 miliardi di euro di masse gestite;
  • 448 milioni di patrimonio netto.

Tra i soci, 2.361 hanno meno di 36 anni. Il CET1 ratio era pari al 34,88%. Sono numeri che raccontano una banca profondamente radicata nel territorio. Ed è proprio questa rete che potrebbe diventare il vero vantaggio competitivo del programma.

Perché un acceleratore può offrire mentorship. Un fondo può offrire capitale.

Una banca territoriale può potenzialmente mettere una startup davanti a migliaia di imprese che hanno problemi reali da risolvere.

Il Gruppo Iccrea vale quasi 98 miliardi di impieghi

La scala aumenta ulteriormente guardando al gruppo nazionale. Alla fine del 2025 il Gruppo BCC Iccrea disponeva di 167,6 miliardi di euro di attivi consolidati.

Le BCC avevano circa 97,9 miliardi di impieghi netti, in crescita del 4,7% rispetto all’anno precedente, e 143,2 miliardi di raccolta diretta, aumentata del 4,4%.

La rete comprende oltre 5 milioni di clienti, circa 880 mila soci e quasi 2.400 sportelli.

Questa capillarità spiega la logica del Festival. L’innovazione viene cercata attraverso una rete che arriva in migliaia di comunità locali, invece di aspettare che tutti i progetti convergano spontaneamente su Milano, Roma o sui principali incubatori universitari.

Il Veneto ha un problema: trasformare competenze in nuove imprese

Ed è un tema particolarmente rilevante per il Veneto. La regione possiede università, manifattura, distretti industriali, competenze tecniche e una densità imprenditoriale elevata.

Ma avere un ecosistema produttivo forte non significa automaticamente produrre molte startup scalabili. Un ingegnere che individua un problema in fabbrica può non sapere come trasformarlo in un prodotto. Un ricercatore può possedere una tecnologia senza avere competenze commerciali. Uno studente può avere un’idea senza conoscere un imprenditore. Una startup può avere un buon prodotto senza riuscire a entrare nella supply chain di una PMI.

Il problema diventa quindi creare connessioni.

Talento → competenze → impresa → cliente → capitale.

Se uno di questi passaggi manca, molte idee rimangono semplicemente idee.

Il 14 ottobre il Roadshow arriva a Castelfranco Veneto

Banca delle Terre Venete organizzerà il proprio appuntamento territoriale il 14 ottobre alle 18, negli spazi del Conservatorio Agostino Steffani di Castelfranco Veneto. Sono previsti presentazione del programma, una testimonianza imprenditoriale, confronto con i partecipanti e networking tra startup, imprese, giovani soci, studenti universitari e centri di ricerca. La partecipazione è gratuita.

E c’è una precisazione importante sulle scadenze. Il calendario nazionale del BCC Innovation Festival indica il 10 ottobre 2026 come termine ordinario per presentare la candidatura. Banca delle Terre Venete ha però comunicato che per chi si iscrive al Roadshow di Castelfranco le candidature resteranno eccezionalmente aperte fino al 30 ottobre.

Un’estensione che consente anche a chi scoprirà il programma attraverso l’appuntamento veneto di preparare successivamente il proprio progetto.

Una BCC può diventare un ponte tra startup e PMI?

È probabilmente questa la domanda più interessante sollevata dall’iniziativa. Le banche territoriali conoscono migliaia di imprese. Conoscono i loro imprenditori. Conoscono spesso i loro investimenti. Sanno quali settori stanno crescendo e quali stanno affrontando difficoltà.

Dall’altra parte ci sono startup che cercano disperatamente problemi reali da risolvere e primi clienti ai quali vendere. Mettere in comunicazione questi due mondi potrebbe produrre molto più valore di un semplice premio.

Una PMI manifatturiera non deve necessariamente sviluppare internamente ogni innovazione. Può adottarla da una startup. E una startup non deve necessariamente conquistare subito il mercato internazionale. Può iniziare risolvendo un problema concreto di un’impresa a trenta chilometri di distanza.

Se il BCC Innovation Festival riuscirà a creare queste connessioni, il valore del progetto non sarà soltanto aver individuato qualche buona idea. Sarà aver utilizzato una rete bancaria territoriale come infrastruttura per l’open innovation.

Ed è forse questa la sfida più interessante per il Veneto. Non soltanto far nascere startup. Farle incontrare con le migliaia di PMI che potrebbero diventare i loro primi clienti.

Partecipa a VenetoUP - Hai una startup? Stai lanciando un nuovo progetto? Organizzi un evento? Hai raccolto un investimento o sviluppato un'innovazione che merita di essere raccontata? VenetoUP nasce per dare visibilità alle persone e alle imprese che stanno costruendo il futuro del Veneto. Segnalaci la tua storia oppure scopri come collaborare con noi.