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Eurofins compra Lifeanalytics: la piattaforma di Oderzo da 75 milioni entra nel colosso mondiale del testing

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Eurofins Scientific acquisisce il 100% di Lifeanalytics da Cerba HealthCare. La piattaforma italiana del testing, con sede a Oderzo, nel Trevigiano, ha raggiunto circa 75 milioni di euro di ricavi e 900 dipendenti attraverso una strategia di aggregazione di laboratori specializzati. Ora entra in uno dei maggiori gruppi mondiali delle analisi di laboratorio, con oltre 7,2 miliardi di fatturato e più di 900 laboratori in oltre 60 Paesi. Il prezzo dell’operazione non è stato comunicato.

Da una piattaforma costruita aggregando laboratori italiani a un gruppo globale da oltre 7 miliardi di euro di ricavi.

È il salto di scala di Lifeanalytics, società con sede a Oderzo, nel Trevigiano, acquisita al 100% da Eurofins Scientific, multinazionale quotata a Parigi e tra i maggiori operatori mondiali nei servizi di laboratorio, testing e bioanalisi. A vendere è Cerba HealthCare, gruppo francese della diagnostica controllato dai fondi EQT e PSP Investments.

Il valore dell’operazione non è stato reso pubblico.

Ma le dimensioni industriali raccontano già molto: Lifeanalytics arriva alla cessione con circa 75 milioni di euro di ricavi, 900 dipendenti e una presenza distribuita in 13 regioni italiane. Per Eurofins significa rafforzare ulteriormente la propria posizione nel mercato italiano del Testing, Inspection & Certification (TIC).

Per Lifeanalytics significa entrare in una rete mondiale di laboratori con dimensioni quasi cento volte superiori in termini di fatturato.

Da oltre 25 laboratori a una piattaforma nazionale

La storia di Lifeanalytics è interessante soprattutto perché rappresenta un caso di consolidamento industriale.

La piattaforma è nata nel 2018 all’interno dell’allora gruppo Lifebrain attraverso l’aggregazione progressiva di oltre 25 laboratori italiani. Non un singolo laboratorio cresciuto organicamente, quindi. Ma una struttura costruita mettendo insieme competenze specialistiche, presenza territoriale, clienti e capacità analitiche differenti.

È una strategia particolarmente adatta a un mercato come quello italiano, caratterizzato storicamente da una forte frammentazione. Oggi Lifeanalytics opera attraverso quattro principali aree di attività:

  • Environment, Health & Safety, dedicata ad ambiente e sicurezza;
  • Food, per l’industria alimentare e la grande distribuzione;
  • Cosmetics, legata ai test su cosmetici e dispositivi;
  • Product Safety, per la sicurezza e conformità dei prodotti.

Alle analisi di laboratorio si aggiungono consulenza specialistica, formazione e supporto nell’interpretazione delle normative nazionali e internazionali.

Il risultato è un modello molto diverso da quello del laboratorio tradizionale. Il cliente non acquista soltanto un test. Acquista sempre più spesso un sistema di competenze necessario per dimostrare che prodotti, processi e ambienti rispettino standard tecnici e normativi.

75 milioni di ricavi e 900 dipendenti

Secondo i dati comunicati nell’ambito dell’operazione, Lifeanalytics ha raggiunto nel 2025 circa 75 milioni di euro di ricavi, con circa 900 dipendenti. Sono numeri riferiti all’intero perimetro della piattaforma e non vanno confusi con quelli della singola Lifeanalytics Srl, la società con sede legale a Oderzo. È una distinzione importante.

Lifeanalytics è infatti cresciuta attraverso diverse società e laboratori specializzati, quindi il fatturato consolidato della piattaforma è significativamente superiore a quello della sola entità giuridica trevigiana.

La stessa società dichiara oggi una struttura ancora più ampia: sul proprio sito indica 1.200 collaboratori, 18 mila clienti attivi, circa 750 mila campioni analizzati ogni anno, 3 mila metodi analitici e laboratori presenti in 16 regioni.

Numeri operativi che aiutano a capire la scala raggiunta dalla piattaforma.

Eurofins fattura 7,3 miliardi

Dall’altra parte del tavolo c’è un gruppo di dimensioni completamente diverse.

Eurofins Scientific ha chiuso il 2025 con 7,296 miliardi di euro di ricavi, contro i 6,951 miliardi dell’anno precedente. La crescita organica è stata del 3,7%, mentre le acquisizioni hanno contribuito per circa 174 milioni di euro ai ricavi consolidati dell’esercizio. Il gruppo conta oltre 65 mila dipendenti, più di 900 laboratori e una presenza superiore a 60 Paesi. Opera in una molteplicità di settori: farmaceutico, alimentare, ambientale, cosmetico, diagnostico e testing dei prodotti.

Per capire la differenza dimensionale, i 75 milioni di ricavi di Lifeanalytics equivalgono a circa l’1% del fatturato annuale di Eurofins. Per il gruppo internazionale l’acquisizione è quindi relativamente piccola.

Per la piattaforma italiana, invece, cambia completamente la scala industriale e commerciale alla quale può accedere.

Il testing è diventato un’infrastruttura dell’economia

La domanda interessante è perché gruppi internazionali come Eurofins continuino a investire in questo settore.

La risposta sta nella crescente complessità dell’economia.

Più aumentano normative, certificazioni, requisiti ambientali, standard di sicurezza e controlli lungo le filiere, più cresce il bisogno di verificare scientificamente ciò che un’azienda produce: alimenti, acqua, emissioni, cosmetici, materiali, ambienti di lavoro, prodotti industriali, dispositivi.

Il testing è diventato una sorta di infrastruttura invisibile dell’economia regolamentata.

Il consumatore quasi mai vede il laboratorio. Ma senza quelle analisi molte aziende non potrebbero dimostrare la sicurezza, la conformità o la qualità di ciò che vendono. E più le imprese esportano, maggiore diventa la complessità.

Perché non basta rispettare la normativa italiana. Bisogna conoscere e documentare la conformità rispetto alle regole dei diversi mercati.

La scala diventa un vantaggio competitivo

È qui che entra in gioco la dimensione. Un laboratorio locale può possedere competenze molto specialistiche.

Un grande network può aggiungere capillarità geografica, capacità di investimento, tecnologie analitiche, automazione, database, competenze normative e accesso a clienti internazionali.

Il consolidamento del settore nasce anche da questa logica. Aumentare la scala consente di distribuire su una base più ampia investimenti che diventano progressivamente più costosi.

Strumentazione. Accreditamenti. Digitalizzazione. Cybersecurity. Automazione dei processi. Personale altamente specializzato. Ricerca.

È la stessa dinamica che ha portato Lifeanalytics ad aggregare oltre 25 laboratori italiani. Ora quella piattaforma viene a sua volta integrata dentro una struttura molto più grande. L’aggregatore viene aggregato.

Dietro l’operazione c’è anche la ristrutturazione di Cerba

La cessione non nasce però soltanto dalla strategia di Eurofins. Ha anche un’altra faccia.

Cerba HealthCare ha avviato in Francia una procedura di conciliation finalizzata alla ristrutturazione del proprio debito.

Lifeanalytics era sul mercato già dal 2025 e la vendita a Eurofins rappresenta il primo risultato concreto del programma di dismissioni emerso nell’ambito del processo di ristrutturazione.

Cerba è a sua volta un grande operatore internazionale della diagnostica, con oltre 1.300 laboratori e circa 14 mila dipendenti.

Il controllo fa capo a EQT, affiancata da PSP Investments. L’operazione Lifeanalytics va quindi letta anche nel contesto di una riallocazione degli asset del gruppo francese.

Per Eurofins rappresenta un’opportunità di consolidamento. Per Cerba, una dismissione all’interno di un percorso finanziario più ampio.

Dal private equity a un compratore industriale

Anche la sequenza proprietaria di Lifeanalytics è significativa. La piattaforma era stata sviluppata all’interno di Lifebrain, passata attraverso Investindustrial e successivamente acquisita da Cerba HealthCare.

Ora il business del testing viene ceduto a Eurofins.

Si passa quindi da una fase fortemente caratterizzata da operazioni di private equity e aggregazione a un acquirente strategico-industriale che opera direttamente nello stesso mercato.

È una differenza importante. Per un compratore finanziario il valore viene generalmente costruito aumentando dimensione, efficienza e capacità di generare cassa in vista di una successiva valorizzazione. Un operatore industriale può aggiungere un’altra leva:

  • le sinergie,
  • Laboratori,
  • Clienti,
  • Tecnologie,
  • Personale,
  • Acquisti,
  • Sistemi informativi,
  • Presenza geografica,
  • Cross-selling.

Sarà su questi elementi che andrà valutata nel tempo l’integrazione di Lifeanalytics dentro Eurofins.

Da Oderzo a una rete di oltre 900 laboratori

Per il Veneto l’operazione è interessante soprattutto per un motivo.

Lifeanalytics dimostra come un’attività apparentemente lontana dall’immaginario classico dell’innovazione possa costruire una piattaforma nazionale partendo da competenze molto verticali. Non parliamo di una startup software. Non parliamo di intelligenza artificiale.

Parliamo di laboratori, chimica, microbiologia, sicurezza, normativa e strumentazione scientifica. Eppure il modello di crescita è molto simile a quello di numerose piattaforme tecnologiche.

Acquisire operatori specializzati. Integrare competenze. Standardizzare processi. Aumentare la copertura geografica. Costruire servizi comuni. Vendere di più alla stessa base clienti. E continuare ad aggregare.

È così che una piattaforma con sede a Oderzo è arrivata a 75 milioni di ricavi e 900 persone. Ed è così che è diventata abbastanza interessante da entrare nel radar di uno dei leader mondiali del settore.

Ora il test riguarda l’integrazione

Come sempre nelle acquisizioni, però, la firma non rappresenta il risultato finale. È l’inizio.

Eurofins dovrà dimostrare quanto valore riuscirà a estrarre dall’integrazione della rete italiana.

Lifeanalytics dovrà capire quanto l’appartenenza a un gruppo globale potrà tradursi in nuovi clienti, investimenti, tecnologie e servizi.

E c’è anche un tema occupazionale e territoriale da osservare: quale ruolo manterranno Oderzo e le diverse strutture italiane all’interno della nuova organizzazione. Il prezzo dell’acquisizione non è stato comunicato, quindi non è possibile valutare il multiplo pagato da Eurofins né il ritorno economico dell’investimento precedente.

Ma una cosa è già evidente. Nel 2018 Lifeanalytics nasceva mettendo insieme laboratori italiani. Otto anni dopo è una piattaforma da 75 milioni di euro che entra in un gruppo da 7,3 miliardi.

È un percorso che racconta molto bene una delle dinamiche che stanno ridisegnando numerosi settori B2B italiani.

Prima consolidare un mercato frammentato. Poi diventare abbastanza grandi da entrare nel consolidamento globale.

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