La Regione finanzia la programmazione 2026-2028 degli ITS Academy con oltre 15,7 milioni di euro. Digitale, meccatronica, transizione energetica e Made in Italy sono tra gli ambiti strategici. Il dato che rende l’investimento particolarmente rilevante è occupazionale: in Veneto quasi l’82% dei diplomati ITS trova lavoro entro un anno.
Il Veneto mette oltre 15,7 milioni di euro sulla formazione tecnica superiore. Ma il dato finanziario racconta soltanto una parte della notizia.
È stato pubblicato il nuovo avviso “ITS Academy del Veneto – I Tecnici del futuro”, destinato alla programmazione formativa per il biennio 2026-2028.
Le risorse arrivano dal PR Veneto FSE+ 2021-2027 e dal Fondo per l’Istruzione Tecnologica Superiore e serviranno a finanziare percorsi collegati alle trasformazioni che stanno interessando il sistema produttivo regionale: digitalizzazione, transizione energetica, decarbonizzazione, energie rinnovabili e innovazione tecnologica.
La questione, però, va oltre la formazione.
Per un territorio industriale come il Veneto, gli ITS stanno progressivamente diventando anche uno strumento di politica industriale e del lavoro.
Quasi l’82% trova lavoro entro un anno
Il numero da osservare è quello relativo agli sbocchi occupazionali.
Secondo i dati del Monitoraggio nazionale ITS INDIRE 2026 richiamati nell’annuncio regionale, il tasso di occupazione dei diplomati ITS del Veneto entro un anno dal conseguimento del titolo sfiora l’82%, contro una media nazionale del 79%.
Significa che, approssimativamente, quattro diplomati su cinque entrano nel mercato del lavoro entro dodici mesi.
Non si tratta peraltro di un risultato isolato nella storia recente del sistema veneto. Nei precedenti monitoraggi nazionali la regione aveva già registrato performance occupazionali elevate: sui percorsi conclusi tra il 2013 e il 2022, INDIRE rilevava 5.127 diplomati e 4.541 occupati, pari all’88,6%.
I due dati non sono direttamente confrontabili, perché riguardano periodi e platee differenti, ma indicano una caratteristica strutturale: il collegamento tra ITS veneti e mercato del lavoro è storicamente forte.
Otto Fondazioni per collegare formazione e imprese
Il sistema regionale è oggi organizzato attraverso 8 Fondazioni ITS Academy, riunite nella rete ITS Academy Veneto.
L’impostazione è diversa rispetto a un percorso universitario tradizionale.
Gli ITS sono percorsi di formazione terziaria professionalizzante costruiti intorno alle competenze richieste dalle imprese, con una presenza significativa di docenti provenienti dal mondo produttivo e una componente consistente della formazione realizzata direttamente in azienda.
Nel caso dell’ITS Academy Meccatronico Veneto, ad esempio, almeno il 50% della formazione viene svolto in azienda, tra project work, laboratori e tirocini.
Ed è proprio questo collegamento a spiegare buona parte delle performance occupazionali.
Dai robot alla cybersecurity: i tecnici che servono al Veneto
Dietro la definizione generica di “tecnico superiore” esistono ormai professionalità sempre più specializzate.
La programmazione ITS interessa competenze legate a meccatronica, automazione industriale, digital factory, ICT, dati, energia, logistica, agroalimentare, moda, turismo e tecnologie per i beni culturali. L’offerta 2026-2028 delle Fondazioni venete comprende già selezioni in molte di queste aree.
Ed è qui che il finanziamento regionale assume una dimensione economica più ampia.
Il Veneto può investire in Intelligenza Artificiale, robotica, Industria 4.0, automazione e transizione energetica, ma senza persone capaci di installare, gestire e integrare queste tecnologie l’investimento rischia di fermarsi alle macchine.
La trasformazione digitale dell’industria non richiede soltanto ingegneri e laureati STEM.
Richiede anche migliaia di tecnici intermedi altamente specializzati.
Le imprese cercano competenze tecniche, ma anche capacità trasversali
La domanda delle aziende, inoltre, sta diventando più complessa.
I dati del Sistema Informativo Excelsior mostrano che ai diplomati ITS non vengono richieste esclusivamente competenze tecniche. Per oltre il 98% delle entrate previste viene considerata importante la capacità di flessibilità e adattamento, mentre lavoro di gruppo e autonomia superano il 95%. La capacità di risolvere problemi viene richiesta nell’89,3% dei casi.
È un’indicazione importante.
La fabbrica digitale non elimina il tecnico.
Cambia il tipo di tecnico di cui la fabbrica ha bisogno.
15,7 milioni: la misura del successo sarà dopo il diploma
La Regione aveva già destinato risorse significative al sistema. Per il precedente biennio 2025-2027, per esempio, la programmazione prevedeva 3,37 milioni del Fondo nazionale ITS e 6,8 milioni dal PR Veneto FSE+, per oltre 10 milioni complessivi.
Il nuovo stanziamento da 15,7 milioni conferma quindi un rafforzamento dell’investimento sulla formazione tecnica superiore.
Ma il vero bilancio del programma 2026-2028 non potrà essere fatto contando soltanto corsi attivati e studenti iscritti.
Gli indicatori decisivi saranno altri: quanti diplomati, quanti occupati, quanto tempo necessario per trovare lavoro, quanti contratti stabili e soprattutto quanto le competenze formate saranno coerenti con quelle richieste dalle imprese.
Perché il Veneto presenta un apparente paradosso: da una parte imprese che dichiarano di non trovare determinate professionalità, dall’altra giovani che devono scegliere percorsi capaci di garantire concrete prospettive professionali.
Gli ITS cercano di mettere in comunicazione questi due mondi.
E con un tasso di occupazione vicino all’82%, rappresentano già uno dei pochi casi in cui il risultato può essere misurato.
I 15,7 milioni saranno quindi ben spesi non quando partiranno i nuovi corsi, ma quando quei corsi riusciranno a trasformarsi nelle competenze che oggi mancano alle imprese venete.
