Non sviluppare necessariamente un nuovo modello di Intelligenza Artificiale, ma costruire infrastrutture capaci di utilizzare quelli disponibili sul mercato mantenendo controllo, sicurezza e consapevolezza nell’utilizzo. È la strada scelta da Meeple, spin-off dell’Università di Padova che prova a trasformare competenze nate nell’Ateneo in servizi destinati a imprese e Pubblica Amministrazione.
Nel mercato dominato dai grandi sviluppatori internazionali di modelli di Intelligenza Artificiale, da Padova arriva un approccio differente: non provare a competere sulla costruzione del prossimo foundation model, ma sviluppare l’infrastruttura necessaria per utilizzarne diversi in maniera controllata.
È il percorso di Meeple, spin-off dell’Università di Padova nato inizialmente come startup innovativa e oggi impegnato anche nello sviluppo di infrastrutture AI per imprese e Pubblica Amministrazione. RaiNews dedica al progetto un servizio del 13 agosto, indicando una compagine di sei soci provenienti dal mondo universitario e individuando tra questi Dario Da Re, direttore Digital Learning e Multimedia dell’Ateneo padovano.
Il tema interessante, però, non è tanto aggiungere un’altra società alla lunga lista di aziende che oggi dichiarano di occuparsi di AI.
È capire quale spazio possa occupare una piccola impresa italiana in un mercato nel quale i modelli fondamentali sono controllati da colossi tecnologici internazionali.
Non costruire un’altra AI, ma governare quelle esistenti
La proposta di Meeple parte da un principio pragmatico.
La società dichiara di integrare le migliori tecnologie disponibili sul mercato sviluppando soluzioni personalizzate di machine learning, analisi predittiva, automazione intelligente e Natural Language Processing, sostenute da infrastrutture cloud scalabili e sicure.
Il valore, quindi, si sposta dal modello alla sua implementazione.
Per un’impresa o una Pubblica Amministrazione il problema non è necessariamente possedere un proprio modello linguistico. È poter utilizzare l’AI all’interno dei propri processi sapendo dove transitano i dati, quali informazioni vengono utilizzate, quali modelli intervengono e quali regole ne governano l’impiego.
Una distinzione destinata a diventare sempre più rilevante con la diffusione dell’AI nelle organizzazioni.
Il laboratorio dell’Università di Padova: da Lucrez-IA al mercato
Alle spalle del progetto c’è anche l’esperienza maturata con Lucrez-IA, l’architettura sviluppata all’interno dell’Università di Padova per sperimentare l’utilizzo dell’AI generativa nell’ambiente accademico.
Il progetto è stato costruito attraverso infrastrutture Amazon Web Services e inizialmente utilizzando Claude di Anthropic. Secondo Da Re, nella progettazione sono stati valutati contemporaneamente aspetti tecnologici, economici, amministrativi, legali, di sicurezza ed etici.
Da questa esperienza è nato anche un prodotto con una dimensione decisamente meno sperimentale.
Meeple ha infatti sviluppato un plugin open source che collega Moodle ad Amazon Bedrock, consentendo alle organizzazioni che utilizzano la piattaforma di e-learning di accedere a differenti foundation model attraverso un’infrastruttura progettata tenendo conto anche di GDPR e sovranità dei dati.
Il software è stato successivamente reso disponibile attraverso la directory ufficiale dei plugin Moodle e GitHub.
È un passaggio importante: una tecnologia sperimentata dentro l’università è uscita dal laboratorio ed è diventata un prodotto utilizzabile anche da altre organizzazioni.
Il vero mercato potrebbe essere l’AI per imprese e PA
Meeple sta progressivamente ampliando il proprio raggio d’azione.
La società indica oggi quattro aree principali: sviluppo AI, digital learning, sviluppo web e applicazioni, con particolare attenzione a organizzazioni pubbliche e private.
L’evoluzione è significativa perché la società era nata soprattutto nell’ambito della digitalizzazione del patrimonio culturale, sviluppando applicazioni, piattaforme e sistemi interattivi per musei e beni culturali.
L’Intelligenza Artificiale apre quindi un mercato potenzialmente molto più ampio.
Un esempio arriva anche dal progetto “Comunità Intelligente” avviato nel Comune di San Bellino, dove Meeple sta lavorando a un’architettura di AI generativa destinata all’amministrazione e ai cittadini, comprendendo sviluppo tecnologico, formazione e integrazione nei processi dell’ente.
Ed è proprio la formazione un’altra componente della strategia.
La tecnologia da sola non basta: bisogna formare chi la usa
Nel servizio RaiNews emerge infatti un secondo elemento: formare le persone all’utilizzo dell’Intelligenza Artificiale, non soltanto le nuove generazioni.
È un aspetto economicamente meno appariscente dello sviluppo tecnologico, ma strategico.
L’ingresso dell’AI nelle imprese non dipende soltanto dalla disponibilità degli strumenti. Richiede competenze per capire quando utilizzarli, quali informazioni affidare loro, come verificare i risultati e quali decisioni non delegare agli algoritmi.
Per questo Meeple affianca allo sviluppo tecnologico attività di formazione sul digital learning e sulla trasformazione digitale.
La società porta così sul mercato competenze maturate direttamente nell’ambiente universitario, trasformandole in servizi rivolti alle organizzazioni.
Dal trasferimento tecnologico al trasferimento d’impresa
È probabilmente questo l’aspetto più interessante della vicenda per l’ecosistema veneto.
Meeple rappresenta un piccolo caso concreto di quel trasferimento tecnologico dalle università al mercato di cui si discute frequentemente quando si analizza la capacità innovativa del territorio.
Il punto non è soltanto quanti progetti di ricerca vengano sviluppati negli atenei.
La domanda economicamente più importante è quanti riescano a diventare prodotti, proprietà intellettuale, startup, contratti con imprese e PA e, successivamente, ricavi e occupazione qualificata.
Meeple parte con dimensioni ancora contenute: sul proprio sito dichiara un capitale sociale investito di 21.600 euro. Ma possiede già una tecnologia distribuita pubblicamente, una collaborazione documentata con AWS e applicazioni sviluppate a partire dall’esperienza universitaria.
È ancora presto per capire quale dimensione economica potrà raggiungere.
Ed è proprio qui che si trova la domanda interessante.
Il Veneto dispone di università, ricercatori e competenze tecnologiche. La sfida non è soltanto produrre buona ricerca: è costruire abbastanza imprese capaci di portarla sul mercato.
Meeple sarà uno dei casi da osservare.
