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Sabato Spritz #67: Dall’Eufrate agli USA: la ricetta del successo di Ulukaya e dello yogurt Chobani

🍹Amici di Sabato Spritz, oggi parliamo di una storia imprenditoriale unica nel suo genere, quella di Hamdi Ulukaya che dalla Turchia, passando per un laboratorio di yogurt nella periferia di New York, ha conquistato tutti gli Stati Uniti, diffondendo la sua idea di business e di vita. Partiamo subito, spritz (o yogurt) alla mano!

💬 Chi è Hamdi Ulukaya?

Hamdi Ulukaya nasce nel 1972 a İliç, nella Turchia orientale, in una famiglia curda di pastori semi-nomadi che allevavano animali e producevano formaggi e yogurt. Cresce, insieme ai suoi 6 fratelli, lavorando con il latte e sviluppando un legame profondo con i sapori genuini della sua terra d’origine. È lì, sulla riva dell’Eufrate, che affondano le radici di quest’uomo che arriverà, nonostante lo scetticismo di molti, a un patrimonio stimato da Forbes di circa 2 miliardi di dollari. Che storia, amici startupper!

Dopo aver studiato Scienze Politiche ad Ankara, negli anni ’90 si trasferisce negli Stati Uniti per imparare l’inglese e frequentare dei corsi di business all’Università di Albany, con una piccola borsa di studio di 3000 dollari. Nel frattempo, per mantenersi, lavora in una fattoria.  

Nel 2002 Hamdi, spinto dal padre che gli propone di importare negli USA un formaggio prodotto in Turchia, fa un primo tentativo imprenditoriale e fonda un piccolo stabilimento dal nome Euphrates, ma le cose non vanno nel migliore dei modi. Qualcuno si sarebbe fermato, avrebbe fatto un passo indietro, ma non Hamdi, che nei prodotti della sua terra non smetteva di credere. E neanche nella possibilità di cambiare qualcosa in quegli Stati Uniti così lontani, competitivi, spaventosi e diversi da ciò che conosceva.

📰 Un annuncio che ti cambia la vita

È il 2005 quando Hamdi nota per caso un annuncio: una fabbrica di yogurt della multinazionale Kraft è in vendita nello stato di New York. Tutti, compreso il suo avvocato provano a dissuaderlo dal prendere le redini di quel business ammaccato. Ma Hamdi non vede solo un’opportunità nella fabbrica, nei macchinari compresi nell’eventuale acquisto, ma anche in quei dipendenti Kraft speranzosi di non perdere il lavoro. 

Con un prestito garantito dalla Small Business Administration e alcune agevolazioni fiscali, acquista l’impianto e fonda un’azienda che presto sarà conosciuta come Chobani (il nome deriva da çoban, che in turco significa “pastore”, un omaggio imprescindibile alle sue radici). Per prima cosa assume qualche dipendente e chiama dalla Turchia un mastro-yogurtaio di fiducia, Mustafa Doğan. Per due anni testa ricette su ricette, cercando la formula perfetta di quello yogurt che doveva avere il sapore di casa sua, delle sue radici.
Nessuna fretta di lanciare “tanto per uscire”: prima vuole il prodotto giusto. Pensate, amici di Sabato Spritz, che a un certo punto Hamdi decide di guidare in mezzo a una tempesta di neve fino in Wisconsin solo per recuperare un macchinario che filtra meglio il latte. Tutto per ottenere uno yogurt colato, denso, senza conservanti, come quello della sua infanzia.

Invece di importare modelli grandi e costosi di marketing, Hamdi punta su qualità del prodotto, campionature gratuite nei negozi e relazioni dirette con i consumatori: strategie che permettono a Chobani di farsi conoscere rapidamente nonostante la concorrenza di giganti già affermati.

Nel giro di 10 anni lo yogurt di Chobani conquista il palato degli americani: da meno dell’1% del mercato iniziale, l’azienda raggiunge il miliardo di vendite e una quota di mercato americano degli yogurt che supera il 50%. Oggi l’azienda produce yogurt, prodotti a base di avena, bevande e snack, e ha ampliato il proprio raggio d’azione anche in Europa.

🤝 L’“anti-CEO”: mettere le persone prima del profitto

“Se sei corretto con le tue persone, se sei corretto con la tua comunità, se il tuo prodotto è quello giusto, allora sarai più redditizio, sarai più innovativo, avrai persone più appassionate che lavorano per te e una comunità che ti supporta nella tua attività” (Hamdi Ulukaya a Forbes nel 2019)

Quello che rende speciale questa storia non è solo il successo commerciale, amici startupper, ma la filosofia centrale dell’impresa e di quest’uomo che non ha mai dimenticato le sue origini:

🤝 Investire sulle persone: Chobani assume un’ampia percentuale di rifugiati e immigrati, fornendo corsi di lingua e supporto per l’integrazione. Al momento circa il 30% dei suoi dipendenti è fuggita dal suo paese d’origine, tra cui Somalia, Iraq e Siria.

💼 Valorizzare i dipendenti: nel 2016 annuncia che il 10 % delle azioni della società sarà riservato ai dipendenti, una scelta rara nel mondo industriale.

💰 Salari e benefici oltre lo standard: la retribuzione oraria e i programmi di congedo parentale retribuito superano la media statunitense e sono pensati per creare una cultura aziendale umana e sostenibile.

🌍 Responsabilità sociale: oltre alle pratiche interne, Ulukaya ha promosso iniziative come la Tent Partnership for Refugees per coinvolgere aziende globali nell’integrazione lavorativa dei rifugiati. Nel 2015, Ulukaya ha dichiarato l’intenzione di devolvere gran parte del suo patrimonio (allora stimato in circa 700 milioni di dollari)  per sostenere rifugiati curdi e altre comunità di rifugiati nel mondo.

Questa visione ha portato Ulukaya a definire il suo approccio come una sorta di “anti-CEO” (The anti-CEO playbookè infatti il titolo di un suo Ted Talk a Vancouver): non è il profitto a guidare l’impresa, ma il valore umano e la comunità.

Amici startupper, la storia di Chobani non è la solita favola da Silicon Valley. Non parte da un garage tech o da un algoritmo innovativo, ma dalle rive dell’Eufrate e da una fabbrica dismessa in una contea dello Stato di New York.

E soprattutto parte da un principio: le minoranze, le comunità emarginate, le persone che il mercato tende a ignorare, non sono un problema da gestire. Nel caso di Hamdi hanno rappresentato la fortuna dell’azienda, il legame con la sua storia e sono state fondamentali per diventare leader del settore

Assumendo rifugiati, condividendo valore, costruendo un’azienda che cresce insieme alle persone, Hamdi ha incarnato un esempio di imprenditore fatto di poca retorica e tanta concretezza. Oltre che uno yogurt semplice, ma fatto bene, che a quanto pare, basta e avanza.

Con la speranza che questa questa storia vi abbia interessato e ispirato, vi saluto e vi dò appuntamento al prossimo numero di Sabato Spritz! 🥂

Andrea

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