Amici startupper, buon anno nuovo! 🥂Che emozione questo periodo, vero? Le mail sono meno del solito, ti sei riposato almeno un po’ tra pandori, panettoni e qualche spritz e nell’aria senti quell’energia che solo l’inizio di qualcosa di nuovo sa dare. È uno di quei periodi sospesi, in cui il clima è più tranquillo e, se sei onesto, riesci persino a dirti la verità.
Oggi, infatti, non voglio dirti cosa dovresti fare con la tua startup nel 2026, di liste di buoni propositi ne abbiamo lette tantissime. Voglio fare una riflessione su ciò che vedo da anni, da Business Angel, stando seduto dall’altra parte del tavolo, in quelle conversazioni che iniziano sempre con entusiasmo e finiscono quasi sempre con una promessa rimandata. Sperando che questi consigli possano servirti a ripartire con forza e, soprattutto, sincerità! Partiamo! 🍹
💡 Il problema non è l’idea, è come la difendi
Ogni anno nuovo è uguale, perché gennaio, come settembre, è il mese delle “ripartenze”. In pratica nella nostra mente dobbiamo pensiamo di dover ripartire ogni sei mesi. Vi sembra sensato? O forse finiamo solo in quel loop in cui ci convinciamo sempre di dover far di più, di più, di più: più slide, più call, più post, più meeting. Raramente il proposito è fermarsi un attimo e chiedersi cosa si sta facendo e quante energie stiamo sprecando.
Perché lo dico? Perché in continuazione vedo persone brillanti che parlano per mezz’ora senza arrivare al punto. Vedo idee difese come se fossero identità personali, e quindi impossibili da mettere in discussione. Vedo un’enorme quantità di energia spesa per “sembrare” pronti. Come se ammettere un dubbio fosse più rischioso che andare avanti alla cieca.
👀 Guarda ciò che ti circonda con lucidità
Negli anni ho imparato che la differenza non la fanno le idee originali, quelle arrivano spesso nello stesso momento a persone diverse, e non c’è niente di magico in questo. La differenza la fa chi è disposto a guardare con attenzione ciò che non funziona, ciò che potrebbe migliorare, con onestà, senza troppi fronzoli. Che sia per un Pitch ad alto impatto o per una riunione interna, solo guardando al tuo prodotto o servizio con lucidità puoi convincere gli altri a crederci.
La lucidità è scomoda perché ti costringe a rinunciare a una parte del racconto, ti obbliga ad ammettere che alcune cose non stanno andando come speravi, che certe scelte erano giuste allora ma non lo sono più oggi, che magari stai difendendo una soluzione solo perché ci hai investito tempo, energie e orgoglio.
“Ormai non posso più tornare indietro”, quante volte te lo sei ripetuto in testa? Eppure spesso è proprio quando rivaluti ciò che hai sempre pensato che succede qualcosa di utile. Quando smetti di proteggere l’idea e inizi a osservare il contesto. Quando invece di chiederti come convincere gli altri, ti chiedi se hai convinto davvero te stesso. Quando inizi a distinguere tra ciò che ti piace costruire e ciò che ha davvero senso portare avanti.
La lucidità non rende il progetto più affascinante, ma lo rende più reale. E sul lungo periodo, è l’unica cosa che conta!
✂️ Togliere invece di aggiungere
Un proposito te lo suggerisco anche io, amico startupper: invece di aggiungere un nuovo proposito, togline uno! Perché spesso il problema non è ciò che manca, ma ciò che continuiamo a prometterci che accadrà, che continuiamo a portarci dietro per abitudine, per orgoglio o semplicemente perché abbiamo paura di ammettere che non ci serve più.
Togliere non è rinunciare, ma accettare che alcune scelte avevano senso in un momento preciso, ma non sono obbligate a seguirti per sempre. È smettere di accumulare direzioni, idee e narrazioni solo per non dover scegliere davvero.
Molte startup non sono bloccate perché manca qualcosa. Sono bloccate perché c’è troppo. Troppe strade aperte insieme, troppi “vediamo più avanti”, troppe decisioni prese a metà e mai chiuse del tutto. Togliere significa alleggerire il progetto, ma soprattutto alleggerire chi lo guida.
Magari togliere l’idea che devi dimostrare qualcosa a qualcuno, come se ogni scelta dovesse essere una rivincita personale. Magari togliere una direzione che non senti più tua, ma che continui a seguire perché “ormai ci abbiamo investito tempo”. Magari togliere una storia che ti racconti per restare fermo, anche se in fondo sai che non ti rappresenta più.
Togliere fa paura perché rende tutto più chiaro. E quando le cose sono chiare, non puoi più nasconderti dietro il caos. Però è proprio lì che una startup smette di essere un accumulo di tentativi e inizia, finalmente, a essere una scelta.
🥂 L’unico augurio sensato
Il 2026 non ha bisogno di founder più motivati. Ha bisogno di founder più onesti. Onesti nel guardare i numeri, le persone, le scelte rimandate. Onesti nel capire quando insistere e quando fermarsi. Onesti nel distinguere tra ambizione e testardaggine.
Ci leggiamo al prossimo onestissimo spritz 🍹
Andrea
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