Cariplo Factory, hub creato per sostenere l’ecosistema italiano dell’innovazione, ha condotto un’analisi citata come Startup vs Covid-19, ovvero una mappatura nazionale di tutti gli sforzi e gli interventi messi in atto dalle startup durante il periodo di lockdown. Sono 150 le realtà innovative prese in considerazione dallo studio, dal digital platform (26%) all’healthcare (15%), dai progetti di education & edtech (9%) al delivery (9%), alla tutela della cittadinanza fragile. Imprese giovani che, per il 75% dei casi, hanno raccolto investimenti importanti da parte del venture capital (31%) e dei business angels (21%).
Mentre gran parte delle attività produttive sono state costrette a fermarsi, le startup italiane hanno mobilitato le proprie conoscenze e tecnologie per rispondere con velocità e innovatività alle necessità emerse durante i mesi di pandemia. Il 20% di imprese ha messo in campo iniziative mirate per contrastare l’emergenza sanitaria, l’80% ha intrapreso azioni a supporto dei cittadini durante il periodo del lockdown e il 34% ha modificato il modello di business per rispondere in modo veloce, creativo ed efficace alle nuove necessità.
Cariplo Factory ha individuato cinque azioni per sostenere l’innovazione in questa fase di ripartenza.
- Facilitare i meccanismi di innovazione attraverso un procurement agile: lo smart procurement è uno strumento che permetterebbe lo sviluppo di servizi e prodotti innovativi in grado di rispondere ai nuovi bisogni.
- Creare un piano strategico per accelerare la transizione verso l’economia circolare: l’Italia utilizza al meglio le risorse destinate all’avanzamento tecnologico e ha un buon indice di efficienza, tuttavia è penalizzata dalla scarsità degli investimenti. E’ opportuno definire una strategia nazionale di lungo periodo e un piano di azione decennale per l’economia circolare, due strumenti che potrebbero assicurare al Paese un progetto di sviluppo (sostenibile) nel lungo periodo.
- Stimolare la trasformazione digitale attraverso la defiscalizzare gli investimenti: la didattica a distanza, ad esempio, ha messo in luce un problema di inclusione sociale. Il digitale è il principale fattore abilitante per la crescita post emergenza e per la competitività delle nostre imprese nel lungo periodo.
- Sostenere le startup con interventi finanziari straordinari: una parte rischia di non superare l’anno in corso, un rischio che l’innovazione italiana non può permettersi di correre.
- Raddoppiare i fondi di Corporate Venture Capital attraverso il contributo di finanza pubblica: è necessario stimolare l’iniziativa privata, favorire quelle forme di contaminazione finanziaria, preludio al processo di osmosi di conoscenze, competenze e talenti, tra le grandi corporate e le startup, mediante lo strumento Corporate Venture Capital.
