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Officina Stellare acquisisce Mavel: operazione da circa 10 milioni per accelerare sui motori senza terre rare

Il gruppo vicentino amplia il proprio perimetro tecnologico con l’acquisizione di Mavel, azienda specializzata in motori elettrici privi di terre rare per aerospazio e difesa. Il valore dell’operazione è stimato in circa 10 milioni di euro e rafforza la strategia industriale sostenuta da Investindustrial.

Prosegue il percorso di crescita di Officina Stellare, la società con sede a Sarcedo (Vicenza) quotata su Euronext Growth Milan, che ha sottoscritto l’accordo per acquisire il 100% di Mavel, azienda specializzata nello sviluppo di tecnologie di elettrificazione e motori elettrici senza terre rare destinati ai settori aerospazio, difesa, sistemi avionici, applicazioni subacquee e piattaforme unmanned.

Secondo le ricostruzioni di mercato, il valore dell’operazione è pari a circa 10 milioni di euro, mentre il closing è previsto entro ottobre 2026, subordinatamente alle autorizzazioni previste dalla normativa sul Golden Power. Il corrispettivo sarà pagato per l’80% in contanti e per il restante 20% attraverso nuove azioni Officina Stellare, soggette a un periodo di lock-up.

Perché i motori senza terre rare stanno diventando strategici

L’elemento più rilevante dell’operazione non è soltanto l’acquisizione di una nuova società.

Il vero asset è la tecnologia sviluppata da Mavel per realizzare motori elettrici che non utilizzano magneti permanenti contenenti terre rare, materie prime oggi concentrate in larga parte nelle filiere di approvvigionamento asiatiche.

Negli ultimi anni il tema delle terre rare è diventato centrale nelle politiche industriali europee.

Materiali come neodimio, disprosio e terbio sono fondamentali per la produzione di motori ad alte prestazioni, ma la loro disponibilità è soggetta a forti rischi geopolitici e di approvvigionamento.

Ridurre questa dipendenza rappresenta oggi una priorità per numerosi comparti industriali, dall’automotive all’aerospazio.

Un tassello nella crescita del nuovo gruppo Officina Stellare

L’acquisizione arriva poche settimane dopo il completamento dell’integrazione tra Officina Stellare e Global Aerospace Technologies Group (GATG), operazione sostenuta da Investindustrial che ha dato vita a un nuovo polo italiano specializzato nelle tecnologie avanzate per aerospazio e difesa.

Con l’ingresso di Mavel il gruppo amplia ulteriormente il proprio portafoglio tecnologico, integrando competenze nella progettazione di motori elettrici ad alte prestazioni con le attività già sviluppate nei sistemi ottici, avionici, elettronici e mission-critical.

L’obiettivo è rafforzare la presenza nei programmi ad alto contenuto tecnologico destinati sia al mercato civile sia a quello della difesa.

Un mercato in forte espansione

Il mercato globale dei sistemi di elettrificazione per applicazioni aerospaziali è destinato a crescere nei prossimi anni, trainato dalla diffusione di:

  • velivoli elettrici e ibridi;
  • droni professionali;
  • sistemi autonomi;
  • piattaforme subacquee;
  • tecnologie dual use per difesa e spazio.

In questo contesto la disponibilità di motori ad alta efficienza, con minore dipendenza da materie prime critiche, rappresenta un vantaggio competitivo sia sotto il profilo industriale sia sotto quello della sicurezza degli approvvigionamenti.

L’operazione guarda oltre il valore economico

I circa 10 milioni di euro attribuiti all’acquisizione rappresentano solo una parte del valore dell’operazione.

L’interesse strategico risiede soprattutto nella possibilità di integrare una tecnologia proprietaria all’interno di un gruppo che punta a diventare uno dei principali operatori italiani nei sistemi avanzati per spazio, difesa ed elettronica mission-critical.

Per Officina Stellare significa ampliare la catena del valore e presidiare una componente destinata ad assumere un ruolo sempre più rilevante nei futuri programmi industriali europei.

Una sfida che riguarda anche la competitività europea

L’acquisizione evidenzia anche un tema più ampio.

L’Europa sta cercando di ridurre la dipendenza tecnologica da fornitori extraeuropei nelle filiere considerate strategiche.

I motori elettrici senza terre rare rientrano tra le tecnologie osservate con maggiore attenzione, perché possono contribuire a rendere più resilienti le catene di fornitura in comparti come aerospazio, difesa, mobilità avanzata e automazione.

Per il Veneto, l’operazione conferma il ruolo crescente della regione nello sviluppo di tecnologie ad alta intensità di ricerca, rafforzando una filiera che negli ultimi anni ha visto aumentare gli investimenti nei settori dell’aerospazio, dell’elettronica e dei sistemi avanzati.

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