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Officine Maccaferri compra Ovattificio Alpino: da Cittadella i geotessili veneti puntano agli Stati Uniti

Officine Maccaferri acquisisce il 100% di Ovattificio Alpino, azienda di Cittadella specializzata in geotessili non tessuti e feltri tecnici. La società padovana ha chiuso il 2025 con circa 19,7 milioni di euro di ricavi e 1,95 milioni di utile. L’operazione rientra nella strategia buy-and-build avviata da Maccaferri con Ambienta e ha già una prospettiva internazionale: una nuova capacità produttiva negli Stati Uniti dovrebbe diventare operativa entro metà 2027.

Una PMI veneta con oltre mezzo secolo di esperienza nei tessuti tecnici entra in uno dei principali gruppi mondiali dell’ingegneria ambientale e geotecnica.

Officine Maccaferri ha acquisito il 100% di Ovattificio Alpino, società con sede a Cittadella, in provincia di Padova, specializzata nella produzione di geotessili non tessuti e feltri tecnici destinati a infrastrutture e applicazioni ambientali.

Il valore dell’operazione non è stato comunicato.

Ma dimensioni e strategia industriale permettono di leggere il deal al di là della semplice acquisizione.

Secondo gli ultimi dati di bilancio disponibili riportati dalle banche dati camerali, Ovattificio Alpino ha realizzato nel 2025 circa 19,7 milioni di euro di fatturato, con 1,95 milioni di utile e 24 dipendenti. Nel 2024 i ricavi erano stati circa 19,6 milioni e l’utile 1,42 milioni.

Dai geotessili di Cittadella alle infrastrutture globali

I prodotti di Ovattificio Alpino operano in un settore poco visibile al consumatore finale, ma strategico per le infrastrutture.

I geotessili non tessuti vengono utilizzati, tra le altre applicazioni, nella costruzione di strade, nella gestione dell’acqua, nella stabilizzazione dei terreni, nel drenaggio, nella filtrazione e nella protezione ambientale.

Sono materiali progettati per essere posizionati a contatto con terreno, rocce e altre strutture geotecniche, con funzioni che possono comprendere separazione, filtrazione, drenaggio, rinforzo e protezione.

Il loro utilizzo permette in alcuni casi di diminuire la quantità di materiali tradizionali richiesta dalle opere, migliorare la durata delle infrastrutture e gestire più efficacemente acqua e terreno.

È proprio questa complementarità a spiegare l’interesse di Maccaferri.

Il gruppo dispone già di un ampio portafoglio di soluzioni per ingegneria geotecnica, protezione ambientale e adattamento climatico. Con Ovattificio Alpino porta direttamente all’interno del gruppo una specializzazione produttiva nei non tessuti che fino a oggi non possedeva nella stessa misura.

Maccaferri: quasi 700 milioni di ricavi e oltre 20 fabbriche

La differenza di scala è significativa.

Officine Maccaferri opera oggi con oltre 20 stabilimenti in cinque continenti, più di 3.000 dipendenti e clienti in oltre 130 Paesi.

Dall’ingresso di Ambienta nel capitale, all’inizio del 2024, il fatturato del gruppo è salito da circa 600 milioni a quasi 700 milioni di euro, con marginalità EBITDA a doppia cifra.

Per Ovattificio Alpino significa quindi passare da un mercato prevalentemente europeo a una rete commerciale e industriale globale.

Ed è esattamente questa la logica dichiarata dell’operazione: utilizzare la distribuzione internazionale di Maccaferri per portare i prodotti e le competenze dell’azienda padovana in mercati nei quali, da sola, avrebbe avuto maggiori difficoltà a raggiungere scala.

Gli Stati Uniti sono già nel piano

Il primo sviluppo è già stato individuato.

Maccaferri e Ovattificio Alpino stanno lavorando a una nuova espansione produttiva negli Stati Uniti, che dovrebbe diventare operativa entro metà 2027.

L’obiettivo è rafforzare la capacità produttiva locale del gruppo e ampliare l’offerta di geosintetici destinata ai clienti nordamericani.

È probabilmente questo il passaggio più interessante per leggere il deal dal Veneto.

L’acquisizione non sembra nascere con l’obiettivo di assorbire semplicemente un concorrente o razionalizzare costi.

Una tecnologia produttiva sviluppata a Cittadella viene acquistata per essere scalata su un mercato internazionale.

È un modello molto diverso da quello delle acquisizioni puramente finanziarie.

Ambienta spinge la strategia buy-and-build

Alle spalle dell’operazione c’è Ambienta, asset manager europeo specializzato negli investimenti legati alla sostenibilità ambientale, che controlla Maccaferri attraverso il fondo Ambienta IV.

Dall’ingresso del fondo, il gruppo ha iniziato una strategia di buy-and-build, cioè crescita attraverso una combinazione di sviluppo organico e acquisizioni di imprese specialistiche complementari.

Ovattificio Alpino non è infatti la prima operazione.

Nel febbraio 2025 Maccaferri aveva acquisito Synteen Technical Fabrics, società specializzata in geosintetici ad alte prestazioni, rafforzando già allora il proprio posizionamento nel settore.

La direzione strategica è chiara: costruire una piattaforma internazionale capace di combinare diverse tecnologie per infrastrutture resilienti, gestione del territorio e adattamento climatico.

Ambienta ha inoltre indicato che ulteriori acquisizioni sono già nella pipeline.

Un mercato europeo da circa 3 miliardi di dollari

L’operazione avviene in un mercato che continua a crescere.

Le stime disponibili non coincidono perfettamente sul valore assoluto, ma collocano il settore europeo dei geosintetici intorno ai 3 miliardi di dollari.

Grand View Research valuta il mercato europeo in circa 3,2 miliardi di dollari nel 2024 e prevede che raggiunga 4,38 miliardi nel 2030, con una crescita media annua del 5,5%.

Altre analisi stimano circa 2,94 miliardi nel 2025 e oltre 4,3 miliardi entro il 2034.

Pur con metodologie differenti, il trend è comune.

A sostenere la domanda sono gli investimenti in infrastrutture, stabilizzazione dei terreni, gestione idrica, protezione contro alluvioni ed erosione e costruzioni a minore impatto ambientale.

E proprio i geotessili rappresentano oggi una delle categorie più rilevanti del mercato.

Clima e infrastrutture cambiano la domanda

È qui che il settore assume una valenza che va oltre il prodotto industriale.

Eventi meteorologici estremi, dissesto idrogeologico e crescente necessità di realizzare infrastrutture capaci di resistere agli effetti del cambiamento climatico stanno aumentando l’attenzione verso soluzioni di adaptation engineering.

Maccaferri utilizza proprio questa definizione per descrivere il proprio mercato: ingegneria destinata non soltanto a ridurre l’impatto ambientale delle infrastrutture, ma a renderle più resilienti alle condizioni climatiche che stanno cambiando.

I prodotti non tessuti di Ovattificio Alpino possono contribuire, insieme alle altre tecnologie del gruppo, a ridurre materiali e risorse richiesti nei cantieri, migliorare gestione dell’acqua e del suolo e aumentare la vita utile delle opere.

La sostenibilità, in questo caso, non è quindi principalmente una questione di certificazioni ESG.

Diventa una caratteristica tecnica del prodotto venduto.

Una PMI da 20 milioni entra in una piattaforma da 700

Per il sistema industriale veneto l’operazione offre anche una lettura più generale.

Ovattificio Alpino rappresenta il classico esempio di PMI manifatturiera specializzata: dimensioni relativamente contenute, competenza verticale sviluppata in decenni e una nicchia industriale difficile da replicare.

Con circa 20 milioni di ricavi, da sola avrebbe potuto continuare a crescere progressivamente in Europa.

Dentro un gruppo vicino ai 700 milioni di fatturato, con stabilimenti e clienti distribuiti in cinque continenti, può invece accedere a una capacità commerciale, finanziaria e industriale molto diversa.

È esattamente il tipo di operazione che sempre più spesso interessa le PMI italiane.

La questione non è necessariamente vendere perché l’impresa è in difficoltà.

Può significare vendere per accelerare una tecnologia che, all’interno di una struttura più grande, può raggiungere mercati molto superiori.

Ma il vero risultato si vedrà dopo l’acquisizione

Come per ogni operazione di buy-and-build, però, il comunicato racconta soltanto la prima metà della storia.

Il successo andrà misurato nei prossimi anni.

I KPI saranno concreti:

  • quanto cresceranno i ricavi di Ovattificio Alpino;
  • quanto aumenterà la capacità produttiva;
  • quanti investimenti arriveranno a Cittadella;
  • quanti prodotti verranno venduti attraverso la rete internazionale Maccaferri;
  • quanto peserà l’espansione americana;
  • quanti posti di lavoro e competenze resteranno o cresceranno in Veneto.

Perché acquisire una buona PMI è relativamente semplice se si dispone del capitale.

Creare più valore industriale dopo l’acquisizione è molto più difficile.

Il caso Ovattificio Alpino sarà quindi interessante da seguire proprio per questo.

A Cittadella esiste un’impresa da circa 20 milioni di euro con oltre cinquant’anni di esperienza nei tessuti tecnici.

Maccaferri dispone della rete per portare quella tecnologia in oltre 130 Paesi.

Ambienta dispone del capitale per accelerarne gli investimenti.

E un mercato globale sempre più attento alla resilienza delle infrastrutture crea la domanda.

Se questi quattro elementi riusciranno davvero a combinarsi, l’acquisizione potrebbe diventare un esempio interessante di come una PMI veneta specializzata possa trasformarsi in una piattaforma industriale internazionale senza che la tecnologia debba necessariamente nascere nella Silicon Valley.

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