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Grafica Veneta conquista il Regno Unito: acquisita CPI, nasce un gruppo da 300 milioni di euro

La holding SoFiGraf della famiglia Franceschi rileva CPI Books e CPI Antony Rowe. Il polo di Trebaseleghe raddoppia quasi il fatturato, raggiunge dieci stabilimenti e 1.800 dipendenti e consolida il primato europeo nella stampa libraria. Ma la vera scommessa è il print on demand, destinato a cambiare il modello produttivo dell’editoria.

Da Trebaseleghe, in provincia di Padova, al Regno Unito, passando per gli Stati Uniti. Grafica Veneta compie una delle operazioni più importanti della propria storia e rafforza il suo ruolo tra i maggiori operatori mondiali nella stampa di libri.

SoFiGraf, holding della famiglia Franceschi, ha completato attraverso la controllata GV Group l’acquisizione di CPI Books e CPI Antony Rowe, due importanti realtà britanniche della stampa libraria. L’operazione, annunciata il 13 ottobre 2026 dopo una gara internazionale e circa sei mesi di trattative, porta nel gruppo attività che generano complessivamente circa 150 milioni di euro di fatturato e producono oltre 100 milioni di libri all’anno.

Il risultato è un salto dimensionale significativo: il giro d’affari complessivo arriva nell’ordine dei 300 milioni di euro, mentre la rete industriale raggiunge 10 stabilimenti, 1.800 dipendenti e una capacità produttiva superiore a 400 milioni di volumi all’anno.

Il valore economico dell’acquisizione non è stato comunicato.

Per il sistema industriale veneto è un’operazione che va oltre la crescita di una singola impresa. Dimostra come un’azienda nata in un distretto produttivo locale possa diventare un aggregatore internazionale, acquistando competenze e capacità industriali direttamente nei mercati strategici.

Due acquisizioni che cambiano la dimensione del gruppo

Le società britanniche acquisite hanno caratteristiche complementari. CPI Books, con il principale polo produttivo a Chatham, nel Kent, è specializzata nella stampa libraria tradizionale, con un portafoglio che comprende migliaia di titoli e una forte presenza nel mercato editoriale britannico. CPI Antony Rowe è invece uno degli operatori di riferimento nel print on demand, la stampa su richiesta che consente agli editori di produrre quantità limitate di copie senza ricorrere necessariamente a grandi tirature.

La società gestisce oltre 700.000 commesse all’anno, tra nuove produzioni e riassortimenti dei cataloghi editoriali. Le due attività aggiungono sette stabilimenti britannici alla rete di GV Group, che già comprendeva Grafica Veneta in Italia e due società negli Stati Uniti.

L’operazione non consiste quindi soltanto nell’acquisto di un portafoglio clienti. Grafica Veneta incorpora una capacità produttiva significativa e soprattutto competenze industriali complementari a quelle già presenti nel gruppo.

Da Trebaseleghe a una rete industriale su tre Paesi

La crescita internazionale di GV Group è stata costruita attraverso acquisizioni successive.

Il gruppo comprende oggi:

  • Grafica Veneta, con sede a Trebaseleghe, in provincia di Padova.
  • Lake Book Manufacturing, nell’area di Chicago, negli Stati Uniti.
  • PA Hutchison Company, in Pennsylvania.
  • CPI Books, nel Regno Unito.
  • CPI Antony Rowe, anch’essa nel Regno Unito.

Sono cinque realtà industriali che, considerando i rispettivi impianti produttivi, compongono una rete di dieci stabilimenti. La presenza su tre mercati permette di servire gli editori attraverso strutture produttive localizzate più vicino ai luoghi di distribuzione.

È un cambiamento importante rispetto al modello tradizionale, nel quale una tipografia poteva puntare soprattutto sull’esportazione dei libri stampati nel proprio stabilimento. GV Group sta costruendo invece una piattaforma internazionale capace di produrre nei mercati di destinazione.

Non si tratta più soltanto di vendere libri stampati in Veneto. Si tratta di vendere capacità produttiva e servizi editoriali attraverso un’organizzazione globale.

Il fatturato raddoppia e l’80% arriva dai mercati anglofoni

L’acquisizione modifica anche la distribuzione geografica del business: oltre l’80% del fatturato del gruppo sarà generato tra Regno Unito e Stati Uniti. È una trasformazione rilevante per un’impresa che mantiene le proprie origini e la direzione strategica nel Padovano. La maggior parte del giro d’affari non dipenderà più dal mercato italiano.

Il dato mostra quanto l’espansione internazionale abbia cambiato il profilo economico del gruppo, rendendolo sempre più legato ai grandi mercati editoriali di lingua inglese. La presenza diretta negli Stati Uniti e nel Regno Unito permette inoltre di ridurre la dipendenza dalle esportazioni fisiche dall’Italia.

Questo non significa che l’attività italiana perda automaticamente importanza. La strategia dichiarata punta a mantenere il coordinamento del gruppo e a valorizzare le competenze sviluppate a Trebaseleghe. Ma il nuovo equilibrio geografico rappresenta una sfida manageriale: coordinare stabilimenti, clienti e processi produttivi in Paesi diversi richiede sistemi organizzativi sempre più strutturati.

Il vero investimento è nella stampa su richiesta

Il punto più interessante dell’operazione riguarda probabilmente CPI Antony Rowe. Il mercato editoriale deve confrontarsi da anni con la necessità di gestire tirature, magazzini e riassortimenti in modo più efficiente. Stampare grandi quantità di un titolo può ridurre il costo unitario, ma comporta il rischio di produrre copie che rimangono invendute.

Il print on demand propone una logica differente. L’editore può stampare quantità più contenute, intervenendo quando emerge una domanda effettiva.

Il modello può essere particolarmente utile per i titoli di catalogo, le ristampe, i libri specialistici e le pubblicazioni con volumi di vendita limitati. Con l’acquisizione di Antony Rowe, Grafica Veneta rafforza una competenza che affianca la stampa industriale tradizionale. Il gruppo può così servire esigenze differenti: dalle grandi tirature alle produzioni di poche decine o centinaia di copie.

È un passaggio strategico perché amplia il tipo di servizio offerto agli editori. Il futuro della stampa libraria potrebbe dipendere sempre meno dalla capacità di produrre soltanto grandi volumi e sempre più dalla capacità di produrre la quantità giusta, nel luogo giusto e nel momento giusto.

La logistica diventa parte della competitività

L’acquisizione britannica risponde anche a una precisa logica geografica. Secondo Fabio Franceschi, presidente di SoFiGraf, la possibilità di servire gli editori in tempi rapidi richiede stabilimenti vicini ai mercati di destinazione. Non basta ridurre i tempi necessari per stampare un libro se poi il prodotto deve affrontare lunghi trasferimenti internazionali.

La prossimità produttiva può contribuire a ridurre tempi di consegna, costi logistici e complessità delle forniture. Questo approccio è particolarmente importante in un mercato nel quale gli editori devono gestire richieste variabili e ristampe frequenti.

L’azienda padovana punta quindi a combinare la dimensione internazionale con una produzione localizzata. Un modello nel quale le competenze industriali sono condivise a livello di gruppo, mentre la realizzazione dei libri avviene il più vicino possibile al cliente. La sostenibilità economica e ambientale di questa strategia dipenderà dai volumi, dai processi produttivi e dall’effettiva riduzione dei trasporti.

Un mercato mondiale stimato in 100 miliardi

Il contesto internazionale aiuta a comprendere le ragioni dell’investimento; il comparto mondiale della stampa libraria vale circa 100 miliardi di euro. Gli Stati Uniti rappresentano il mercato più grande, con un valore stimato di 29,9 miliardi, seguiti da Cina con 11,6 miliardi, India con 10,4 miliardi e Giappone con 10,3 miliardi. In Europa, tra i mercati principali figurano Germania con 9,9 miliardi, Regno Unito con 8,6 miliardi, Francia con 2,9 miliardi e Italia con 2,8 miliardi.

Sono stime di settore riportate dalla testata, non valori di fatturato di GV Group.

La presenza diretta in mercati come Stati Uniti e Regno Unito consente al gruppo padovano di operare in aree con una domanda editoriale di dimensioni nettamente superiori a quella italiana. L’acquisizione di CPI non è quindi soltanto una scelta di diversificazione geografica.

È anche un modo per aumentare il peso del gruppo nei mercati dove si concentra una parte rilevante della domanda mondiale di stampa libraria.

Un’azienda veneta che compra all’estero

Il caso Grafica Veneta offre uno spunto importante per il dibattito sul futuro delle imprese del Nordest. Molte aziende venete sono diventate obiettivi di acquisizione per gruppi industriali e investitori internazionali. GV Group mostra il percorso opposto: un’impresa del territorio che utilizza le acquisizioni per costruire una dimensione globale.

La differenza non è soltanto finanziaria. Acquistare società in altri Paesi richiede capacità di valutazione, negoziazione, gestione del rischio e integrazione industriale. Serve inoltre una struttura manageriale in grado di coordinare organizzazioni con culture, clienti e processi differenti.

Grafica Veneta ha costruito questa capacità nel tempo, attraverso una strategia di espansione che non si limita all’aumento delle esportazioni. Il salto dimensionale delle imprese venete può avvenire anche attraverso l’acquisizione di competenze e stabilimenti nei mercati esteri, senza necessariamente spostare fuori dal territorio il centro della strategia.

La governance rimane alla famiglia Franceschi

La guida strategica di SoFiGraf rimane affidata a Fabio Franceschi, affiancato dai figli nelle diverse attività del gruppo. Nicola Franceschi segue la divisione americana, Gianmarco Franceschi è responsabile di GV Energy e Alberto Franceschi coordina le diverse realtà industriali.

Giorgio Bertan mantiene il ruolo di amministratore delegato di GV Group e assume anche la presidenza delle attività britanniche. La direzione commerciale resta affidata a Mauro Fontanari, mentre Stefania Turrin continua a ricoprire il ruolo di Group CFO.

L’assetto evidenzia una combinazione tra controllo familiare e struttura manageriale.

È un elemento rilevante perché la crescita internazionale aumenta la complessità del gruppo e richiede una distribuzione più articolata delle responsabilità. La sfida sarà garantire coordinamento e autonomia operativa, mantenendo standard produttivi coerenti tra i diversi stabilimenti.

La prossima sfida è integrare dieci stabilimenti

Con l’acquisizione delle attività britanniche, Grafica Veneta raggiunge una dimensione che pochi operatori italiani del settore possono vantare. Ma la crescita per acquisizioni porta con sé nuove responsabilità. Integrare dieci stabilimenti significa coordinare investimenti, sistemi informativi, processi produttivi, approvvigionamenti e relazioni con gli editori. La diversificazione geografica può rendere il gruppo più resiliente, ma aumenta anche l’esposizione a mercati e contesti economici differenti.

Per valutare il successo dell’operazione sarà necessario osservare non soltanto l’evoluzione del fatturato, ma anche la redditività, la capacità di generare cassa e i risultati dell’integrazione. Il prezzo pagato per CPI non è stato comunicato, quindi non è possibile misurare pubblicamente il rendimento atteso dell’investimento.

La direzione industriale, però, è riconoscibile.

GV Group vuole competere non soltanto attraverso la quantità di libri stampati, ma offrendo agli editori una rete capace di combinare grandi tirature, stampa digitale, produzione su richiesta e prossimità geografica. È una strategia che trasforma un’impresa tipografica in una piattaforma internazionale di servizi industriali per l’editoria.

Grafica Veneta non sta semplicemente diventando più grande. Sta cambiando il modo in cui compete: da produttore radicato nel Padovano a gruppo che organizza la stampa libraria su più mercati, mantenendo nel Veneto il proprio centro strategico.

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