Unioncamere Veneto e l’Università Ca’ Foscari di Venezia avviano un progetto di ricerca dedicato al rapporto tra prodotto e Paese d’origine nei mercati internazionali. L’obiettivo è misurare come la percezione del Made in Italy influenzi le decisioni d’acquisto e mettere a disposizione delle imprese strumenti più efficaci per competere all’estero.
Il Made in Italy continua a rappresentare uno dei principali asset competitivi delle imprese italiane, ma il suo valore non dipende soltanto dalla qualità dei prodotti.
Nei mercati internazionali conta sempre di più anche il modo in cui l’origine geografica viene percepita dai consumatori.
Da questa considerazione nasce il nuovo progetto promosso da Unioncamere Veneto insieme all’Università Ca’ Foscari Venezia, dedicato allo studio del cosiddetto Country of Origin Effect, il fenomeno che descrive l’influenza del Paese di provenienza sulle decisioni di acquisto.
L’iniziativa punta a sviluppare strumenti di ricerca e analisi che possano aiutare le imprese venete a rafforzare le proprie strategie di internazionalizzazione attraverso un utilizzo più efficace del valore associato al territorio.
Un tema che riguarda oltre 80 miliardi di export
La ricerca arriva in un momento particolarmente rilevante per l’economia regionale.
Nel 2025 il Veneto ha superato gli 80 miliardi di euro di esportazioni, confermandosi tra le principali regioni esportatrici d’Italia e mantenendo una forte presenza nei mercati europei ed extraeuropei. Il sistema produttivo regionale esporta soprattutto macchinari, moda, occhialeria, agroalimentare, arredo e componentistica, settori nei quali l’immagine del Made in Italy rappresenta spesso un elemento distintivo della competitività. (istat.it)
In questo contesto comprendere quanto incida il valore percepito dell’origine italiana può influenzare direttamente le strategie commerciali delle imprese.
Il Paese d’origine influenza le decisioni di acquisto
Numerosi studi internazionali confermano che il Country of Origin Effect incide sul comportamento dei consumatori, soprattutto nei comparti ad alto contenuto di qualità percepita.
Moda, design, alimentare e lusso rappresentano gli esempi più evidenti, ma il fenomeno interessa sempre più anche beni industriali, tecnologie e componentistica.
Per molte imprese il marchio aziendale non comunica soltanto caratteristiche tecniche del prodotto.
Trasmette anche un insieme di valori associati al Paese di provenienza: qualità manifatturiera, affidabilità, innovazione, design e tradizione produttiva.
Il progetto di ricerca intende misurare questi fattori con un approccio scientifico, mettendo a disposizione dati utilizzabili nelle strategie di marketing internazionale.
Dalla ricerca strumenti operativi per le imprese
L’iniziativa non si limita all’attività accademica.
L’obiettivo dichiarato è produrre strumenti concreti a supporto delle imprese, attraverso analisi, metodologie e modelli utili per rafforzare il posizionamento internazionale delle aziende venete.
La collaborazione tra Unioncamere Veneto e Ca’ Foscari punta infatti a trasformare i risultati della ricerca in indicazioni operative per chi esporta.
Per molte PMI, infatti, investire in marketing internazionale significa spesso scegliere come raccontare il prodotto prima ancora di decidere come venderlo.
Il valore del Made in Italy non è uguale in tutti i mercati
Uno degli aspetti più interessanti riguarda la variabilità della percezione internazionale.
Il peso del Made in Italy cambia infatti da Paese a Paese, da settore a settore e in funzione del livello di conoscenza del consumatore.
In alcuni mercati l’origine italiana rappresenta già un vantaggio competitivo consolidato.
In altri, invece, può richiedere investimenti aggiuntivi in comunicazione e branding per essere realmente valorizzata.
Comprendere queste differenze può aiutare le imprese a utilizzare in modo più efficiente i budget destinati all’internazionalizzazione.
Export e marketing diventano sempre più integrati
Negli ultimi anni la competizione internazionale si è progressivamente spostata dal prezzo al valore percepito.
Per molte aziende esportatrici la differenza non dipende più soltanto dalla qualità del prodotto, ma dalla capacità di costruire un’identità riconoscibile sui mercati internazionali.
In questo scenario il marketing internazionale assume un ruolo sempre più strategico, soprattutto per le PMI, che devono competere con operatori globali disponendo di risorse spesso più limitate.
Il progetto promosso da Unioncamere Veneto e Ca’ Foscari si inserisce proprio in questa evoluzione: trasformare un concetto spesso percepito come intangibile, il valore del Made in Italy, in un elemento misurabile e utilizzabile nelle decisioni di marketing e sviluppo commerciale.
