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Edison in Veneto produce il 12% dell’elettricità regionale: oltre 1 GW installato e 400 milioni investiti a Marghera

Edison rafforza il proprio peso nel sistema energetico veneto con oltre 1 GW di capacità installata e una produzione superiore a 3,5 TWh nel 2024, pari a circa il 12% del fabbisogno elettrico regionale. Il gruppo serve inoltre più di 35.000 imprese, gestisce infrastrutture energetiche strategiche e ha generato sul territorio un valore economico diretto di 57 milioni di euro. Numeri che mostrano come la transizione energetica del Veneto continui a dipendere da un equilibrio tra rinnovabili, efficienza, reti e generazione programmabile a gas.

Edison concentra in Veneto una parte rilevante delle proprie attività industriali, energetiche e ambientali.

Il gruppo dispone nella regione di una capacità produttiva superiore a 1 GW, distribuita tra due centrali termoelettriche e, dal 2025, tre impianti fotovoltaici. Nel 2024 questi asset hanno prodotto complessivamente oltre 3,5 TWh di elettricità, equivalenti, secondo i dati della società, a circa il 12% del fabbisogno elettrico veneto.

Il dato colloca Edison tra gli operatori più rilevanti per la stabilità del sistema regionale. Ma evidenzia anche una delle contraddizioni centrali della transizione energetica: la crescita delle fonti rinnovabili non elimina nell’immediato la necessità di impianti programmabili, capaci di produrre energia quando sole e vento non sono disponibili.

Marghera Levante, 400 milioni per la nuova centrale

L’asset principale è la centrale termoelettrica di Marghera Levante, completata dopo quattro anni di lavori con un investimento di circa 400 milioni di euro.

Durante le fasi di massima attività, il cantiere ha coinvolto fino a 1.000 lavoratori e circa 250 imprese fornitrici. La centrale utilizza una tecnologia a ciclo combinato a gas ed è stata predisposta per un impiego progressivo dell’idrogeno, qualora il combustibile diventi disponibile su scala industriale e a condizioni economicamente sostenibili.

La funzione dell’impianto non riguarda soltanto la produzione.

Una centrale programmabile può modulare l’energia immessa in rete e compensare la variabilità degli impianti fotovoltaici ed eolici. Per questo Edison presenta Marghera Levante come un’infrastruttura di supporto alla sicurezza e alla flessibilità del sistema elettrico.

Dal punto di vista industriale, tuttavia, resta determinante il tema delle emissioni. Una centrale a gas può essere più efficiente e meno emissiva rispetto a impianti termoelettrici più datati, ma continua a dipendere da una fonte fossile. La sua compatibilità con gli obiettivi di decarbonizzazione sarà quindi legata al numero di ore di funzionamento, all’efficienza effettiva e alla futura disponibilità di gas rinnovabili o idrogeno.

Adriatic LNG copre circa il 10% del fabbisogno nazionale di gas

Il peso di Edison in Veneto si estende anche al sistema nazionale di approvvigionamento del gas.

La società detiene oltre il 70% della capacità allocata nel terminale di rigassificazione Adriatic LNG, situato al largo di Porto Levante. Nel 2024 il terminale ha contribuito a soddisfare circa il 10% del fabbisogno italiano di gas naturale.

L’infrastruttura consente di ricevere gas naturale liquefatto trasportato via nave e di immetterlo nella rete italiana dopo il processo di rigassificazione.

Il suo valore strategico è aumentato con la necessità europea di diversificare le forniture e ridurre la dipendenza dai gasdotti provenienti da singoli Paesi. Il GNL offre una maggiore flessibilità geografica, ma espone anche il mercato alla volatilità dei prezzi internazionali e alla competizione con gli acquirenti asiatici.

Energia a 35.000 imprese venete

Nel 2024 Edison ha fornito energia elettrica e gas a oltre 35.000 imprese venete, dichiarando una copertura pari a circa il 36% dei consumi energetici del comparto produttivo regionale. La presenza interessa in particolare i settori dell’acciaio, del vetro, dell’edilizia, dell’alimentare e dei servizi.

È un dato particolarmente rilevante in una regione caratterizzata da una forte concentrazione manifatturiera.

Per molte imprese ad alta intensità energetica, il costo e la stabilità delle forniture incidono direttamente su margini, capacità di investimento e competitività internazionale.

La transizione energetica non riguarda quindi soltanto l’aumento della produzione rinnovabile. Riguarda anche la capacità di offrire alle imprese:

  • contratti energetici più prevedibili;
  • sistemi di autoproduzione;
  • interventi di efficientamento;
  • accumulo;
  • gestione intelligente dei consumi;
  • progressiva elettrificazione dei processi industriali.

La rete territoriale di Edison comprende inoltre più di 20 installatori locali, utilizzati per gli interventi e i servizi dedicati alle imprese.

A Venezia 27.000 punti luce convertiti a LED

L’attività del gruppo comprende anche i servizi energetici destinati alla Pubblica amministrazione.

Edison gestisce servizi in oltre 250 edifici pubblici veneti, tra scuole, strutture sanitarie ed edifici comunali. Nell’area di Venezia opera inoltre su circa 60.000 punti luce, dei quali oltre 27.000 sono stati convertiti alla tecnologia LED.

Secondo i calcoli comunicati dall’azienda, gli interventi hanno consentito di ridurre i consumi di oltre il 30% e di evitare più di 5.800 tonnellate di CO₂ all’anno. La stima è stata ottenuta applicando al risparmio energetico un coefficiente emissivo di 460 tonnellate di CO₂ per GWh, tratto dal Rapporto ISPRA 404/2024.

Il relamping rappresenta uno degli investimenti di efficienza più immediati per le amministrazioni pubbliche, perché unisce una tecnologia ormai matura a risparmi energetici misurabili.

La valutazione economica completa richiede però anche informazioni sulla durata dei contratti, sui costi sostenuti, sui tempi di ritorno e sulla ripartizione dei risparmi tra gestore e amministrazione.

Bonifiche, 70 milioni investiti dall’avvio delle attività

Un’altra componente riguarda la rigenerazione ambientale delle aree industriali.

Attraverso Edison Regea, il gruppo è impegnato nei siti di Legnago, Mira e Dogaletto, con operazioni di bonifica, messa in sicurezza e recupero di aree dismesse.

Nel solo 2024 gli investimenti sono stati pari a 13 milioni di euro. Dall’avvio delle attività il valore cumulato ha raggiunto circa 70 milioni di euro.

Le bonifiche hanno una duplice funzione economica.

Da una parte riducono passività ambientali e rischi legati a siti contaminati. Dall’altra possono restituire al mercato terreni e infrastrutture già collegati alle reti, riducendo la necessità di consumare nuovo suolo per insediamenti industriali o logistici.

Sul territorio 57 milioni, 45 destinati ai fornitori

Nel 2024 Edison dichiara di aver generato in Veneto un valore economico diretto superiore a 57 milioni di euro.

Di questa cifra, quasi 45 milioni sono stati destinati a più di 300 fornitori locali.

Il dato misura una parte dell’impatto locale dell’azienda, ma non coincide con il valore complessivo delle attività energetiche sviluppate nella regione.

Non comprende infatti, almeno sulla base delle informazioni pubblicate, il valore dell’energia venduta, l’effetto sui clienti, gli investimenti storici negli impianti o l’intero impatto occupazionale indiretto.

È quindi un indicatore utile, ma parziale.

Il Veneto prevede 7,3 miliardi per la transizione energetica

La presenza di Edison si inserisce in un programma regionale molto più ampio.

Il Piano energetico del Veneto prevede al 2030 circa 7,3 miliardi di euro destinati a decarbonizzazione, efficienza energetica, sviluppo delle fonti rinnovabili e sicurezza degli approvvigionamenti. La regione risulta inoltre seconda in Italia per numero di impianti fotovoltaici, secondo i dati richiamati dallo studio realizzato da Edison con Avanzi.

Il confronto tra questi numeri chiarisce la scala della sfida.

Un singolo operatore può investire centinaia di milioni in centrali, servizi ed efficienza. Ma la trasformazione del sistema energetico regionale richiede capitali molto più ampi, procedure autorizzative rapide, nuove reti, sistemi di accumulo e una domanda industriale capace di assorbire le tecnologie low carbon.

La sostenibilità si misura sul costo dell’energia e sulle emissioni

I dati illustrati da Edison descrivono una presenza industriale significativa: oltre 1 GW installato, 3,5 TWh prodotti, 35.000 imprese servite, 400 milioni investiti a Marghera e 70 milioni nelle bonifiche.

Ma il vero bilancio della transizione energetica non dipenderà soltanto dal volume degli investimenti.

Dipenderà dalla capacità di ottenere contemporaneamente tre risultati:

  1. ridurre le emissioni;
  2. mantenere affidabile il sistema energetico;
  3. garantire costi sostenibili alle imprese.

Per il Veneto, dove la competitività economica è strettamente legata alla manifattura, trascurare uno solo di questi elementi avrebbe conseguenze dirette su produzione, investimenti ed export.

La partita non consiste quindi nel sostituire immediatamente un’unica fonte con un’altra. Consiste nel costruire un sistema nel quale rinnovabili, accumuli, reti, efficienza e generazione flessibile lavorino insieme, riducendo progressivamente il peso del gas senza compromettere la continuità energetica delle imprese.

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