L’ecosistema italiano delle startup frena. E’ quanto sostiene lo Startup Ecosystem Report 2021, uno studio diffuso nel giugno scorso da StartupBlink, che evidenzia come l’Italia abbia perso 4 posizioni, scivolando dal 25^ posto del 2020 al corrente 29^ posto. Nonostante la pandemia abbia fatto emergere il meglio del tessuto innovativo italiano, grazie anche al rientro dei cervelli, il Paese rischia un’ulteriore regressione nel 2022. La classifica è stata stilata considerando la quantità, qualità e il contesto di business per le startup presenti in 100 nazioni e 1.000 città a livello mondiale.
In quanto a singole città, Milano è maglia rosa tre le italiane, scalando sei posizioni rispetto al 2020 e posizionandosi al 56^ posto a livello mondiale. Roma, la seconda città italiana a comparire nella classifica, ha perso trentasei posizioni, attestandosi sul 140^ gradino. Torino conquista il terzo posto a livello nazionale, con un salto di ben nove posizioni (231^ posto), seguita da Firenze, che è scesa di 11 posizioni raggiungendo il 258^ posto, e Venezia, scivolata di ben 75 posizioni fino al 387^ posto. Tuttavia il bilancio, sottolinea il report, è positivo: l’Italia infatti è passata da 29 a 34 città nella top 1.000. A livello settoriale, l’Italia registra il 14^ posto globale nel foodtech, dove il numero di giovani imprese è cresciuto del 56% solo nel 2020.
Nel panorama internazionale, il podio è appannaggio di San Francisco, New York e Pechino. A livello di nazioni, le big-4 sono Stati Uniti, Gran Bretagna, Israele e Canada. Tra i paesi della Ue, la migliore è la Germania, al quinto posto della classifica di StartupBlink.