La piattaforma riunisce capitale imprenditoriale e competenze finanziarie per investire in aziende italiane di medie dimensioni senza una scadenza prestabilita. Il debutto con l’acquisizione di Braga Moro, conclusa attraverso un’OPA e il successivo delisting da Euronext Growth Milan.
Banca Finint e Private Equity Partners lanciano ClubInv, una nuova piattaforma di investimento dedicata alle PMI italiane con progetti di crescita, acquisizione, internazionalizzazione e rafforzamento della governance.
L’iniziativa nasce da una joint venture paritetica tra il gruppo bancario di Conegliano e Private Equity Partners, società guidata da Fabio Sattin e attiva da oltre trent’anni nel mercato italiano del private equity.
La caratteristica distintiva è l’impostazione di permanent capital: gli investimenti non avranno la durata rigida tipica dei tradizionali fondi di private equity, che normalmente devono cedere le partecipazioni entro un periodo prestabilito.
ClubInv punta invece a mantenere le società in portafoglio per il tempo necessario a realizzare i rispettivi piani industriali.
Un modello basato su imprenditori e family office
La piattaforma opera secondo lo schema dell’independent sponsor.
Banca Finint e PEP selezionano le aziende, strutturano le operazioni e svolgono le attività di due diligence. Il capitale viene quindi raccolto coinvolgendo, operazione per operazione, imprenditori e family office interessati a partecipare al singolo investimento.
Gli anchor investor già annunciati comprendono:
- Alessandro Banzato, presidente di Acciaierie Venete;
- Maurizio Bazzo, fondatore di INglass;
- Giuliano Caslini, presidente di Bianalisi;
- Ermanno Pedrini, presidente di Cromodora Wheels.
I partner avranno un diritto prioritario di coinvestimento e potranno contribuire non soltanto con il capitale, ma anche con competenze industriali, relazioni commerciali e conoscenza dei mercati.
La piattaforma prova così a superare la distinzione tradizionale tra investitore finanziario e imprenditore industriale.
Gli investimenti nelle imprese di medie dimensioni
ClubInv si concentrerà principalmente su società italiane di medie dimensioni attive in comparti nei quali il Paese dispone di competenze produttive riconosciute.
Gli interventi potranno riguardare:
- acquisizioni e crescita per linee esterne;
- apertura di nuovi mercati internazionali;
- rafforzamento della governance;
- operazioni di buy-out;
- consolidamento di filiere industriali;
- preparazione all’ingresso di nuovi investitori o alla quotazione.
L’obiettivo dichiarato è contribuire alla costruzione di poli industriali, aggregando imprese che singolarmente potrebbero avere dimensioni insufficienti per competere sui mercati internazionali.
Il tema è particolarmente rilevante per il Nordest, dove numerose aziende familiari devono affrontare contemporaneamente ricambio generazionale, crescita dimensionale e necessità di aumentare gli investimenti.
Il debutto con Braga Moro
La prima operazione riguarda Braga Moro Sistemi di Energia, azienda milanese attiva da oltre cinquant’anni nella progettazione e produzione di sistemi di alimentazione destinati ad apparati industriali, telecomunicazioni e infrastrutture informatiche.
La società era quotata su Euronext Growth Milan.
L’acquisizione è stata realizzata da Power Conversion Holding attraverso un’offerta pubblica di acquisto volontaria totalitaria, affiancata dall’acquisto della partecipazione detenuta dagli azionisti di riferimento.
Il prezzo dell’OPA è stato fissato a 6,91 euro per azione, rispetto ai 3,64 euro registrati dal titolo alla chiusura del 28 maggio, prima dell’annuncio dell’operazione.
Durante il periodo di adesione sono state consegnate 980.865 azioni, pari al 47,05% del capitale e al 95,21% dei titoli oggetto dell’offerta, per un controvalore di circa 6,78 milioni di euro.
Considerando anche le azioni già acquistate dagli azionisti di riferimento, Power Conversion Holding è arrivata a detenere il 97,63% del capitale, superando la soglia necessaria per il delisting.
Un’operazione sostenuta da 15 milioni di linee bancarie
Banca Finint ha partecipato all’operazione sia come co-investitore sia come finanziatore.
La banca ha strutturato tre linee senior a medio-lungo termine per complessivi 6,5 milioni di euro, destinate a sostenere l’acquisizione.
È stata inoltre predisposta una linea per firma da 8,5 milioni, finalizzata all’emissione della Cash Confirmation Letter necessaria per garantire la copertura finanziaria dell’OPA.
L’operazione complessiva ha quindi previsto linee bancarie per un valore massimo di 15 milioni di euro, anche se la linea per firma non rappresenta necessariamente capitale effettivamente utilizzato.
Il management di Braga Moro ha partecipato all’acquisizione attraverso una formula di management-backed buyout, mantenendo così un coinvolgimento diretto nella futura gestione della società.
La differenza rispetto a un fondo tradizionale
Un fondo di private equity raccoglie normalmente il capitale in anticipo, investe in diverse aziende e deve liquidare le partecipazioni entro una scadenza definita.
ClubInv adotta un modello differente.
Gli investitori scelgono i singoli deal e il capitale non è vincolato da una durata predeterminata. Questo permette, almeno in teoria, di evitare cessioni dettate prevalentemente dalla scadenza del fondo.
Il permanent capital può offrire alle aziende partecipate maggiore continuità, soprattutto quando i piani industriali richiedono tempi lunghi per integrare acquisizioni, sviluppare nuovi mercati o completare il passaggio generazionale.
Il modello presenta però anche alcuni elementi da verificare.
La raccolta operazione per operazione può rendere meno prevedibile la disponibilità del capitale, mentre l’assenza di una scadenza non elimina la necessità di produrre rendimenti e occasioni di liquidità per gli investitori.
Capitale privato per il passaggio generazionale
Il lancio di ClubInv intercetta uno dei principali problemi del sistema produttivo italiano.
Molte aziende familiari solide e redditizie non hanno dimensioni sufficienti per competere sui mercati internazionali oppure devono affrontare una successione imprenditoriale senza disporre internamente delle risorse necessarie.
In questi casi il capitale privato può finanziare acquisizioni, inserire nuovi manager e accompagnare la crescita senza obbligare necessariamente la famiglia fondatrice a uscire completamente dall’azienda.
La partecipazione diretta di imprenditori industriali può inoltre facilitare la valutazione dei progetti e offrire alle società partecipate competenze operative più vicine alle esigenze della manifattura.
Il primo test sarà la crescita di Braga Moro
Il lancio della piattaforma e il completamento dell’OPA rappresentano soltanto la fase iniziale.
Il risultato dovrà essere valutato osservando la crescita di Braga Moro dopo il delisting:
- aumento dei ricavi e dei margini;
- apertura di nuovi mercati;
- acquisizioni;
- investimenti produttivi;
- sviluppo di nuove tecnologie;
- rafforzamento dell’organizzazione;
- creazione di occupazione.
Il valore del permanent capital non si misurerà, infatti, nella durata teoricamente illimitata degli investimenti, ma nella capacità di utilizzare quel tempo per costruire aziende più grandi e competitive.
ClubInv nasce con l’ambizione di mettere insieme capitale finanziario e competenze imprenditoriali.
La prima acquisizione dimostrerà se il modello saprà davvero trasformare una società di medie dimensioni nel primo tassello di un nuovo polo industriale.