L’imponente impatto del Coronavirus sul mondo dello sport è stato innegabile, con eventi cancellati e competizioni sospese, tuttavia, in questa fase di rallentamento forzato, una luce di solidarietà si è fatta strada grazie all’incisiva iniziativa di All Stars For Good, una startup benefica con sede a Treviso.
Questa innovativa piattaforma ha messo in contatto calciatori, pallavolisti e luminari sportivi di ogni disciplina con i loro appassionati, sfruttando la solidarietà come motore di connessione. Il meccanismo è ingegnosamente semplice: gli atleti di spicco mettono a disposizione esperienze uniche o indumenti sportivi, spesso storici, e da qui ha inizio un conto alla rovescia affinché gli appassionati possano contendersi l’opportunità di aggiudicarseli. Gli introiti derivanti da queste aste benefiche vengono devoluti in beneficienza, a favore di organizzazioni scelte sia dagli atleti stessi che dagli acquirenti delle memorabilia.
Tra i destinatari dei fondi troviamo istituti ospedalieri di rilievo, come quelli di Cittadella, Vicenza, Cosenza e Brescia, oltre a fondazioni impegnate in ambiti come la ricerca sulla Fibrosi Cistica.
In un arco temporale di poche settimane, All Stars For Good ha già distribuito numerose maglie autografate, sfruttando la maggior disponibilità degli atleti che, durante questo periodo di interruzione delle competizioni, hanno dimostrato un coinvolgimento straordinario.
Spiegano i giovani fondatori della startup, Omar Rossetto e Irene Berno:
“Il nostro operato si svolge sotto gli occhi di tutti, in totale trasparenza. Nel pieno svolgimento della pandemia, abbiamo deciso di destinare il 100% delle entrate alla beneficenza, di cui gran parte è stata impiegata nella lotta al Covid-19. In questo frangente storico, abbiamo ritenuto fondamentale contribuire alle cause benefiche selezionate. Nei mesi a venire, proseguiremo con nuove donazioni, mantenendo saldo il principio di massima chiarezza riguardo alle nostre attività. Ogni soggetto coinvolto, sia donatore che atleta o celebrità dei social media, sarà sempre debitamente informato circa l’ammontare effettivo che sarà destinato alla causa scelta, così come la quota che tratterremo a titolo di spese operative.”
Quest’audace progetto ha varcato i confini nazionali, trasformandosi in un fenomeno di portata internazionale. Dalla maglia numero 10 di Federico Dionisi del Frosinone, consegnata in Irlanda, all’indimenticabile divisa di Alessandro Ballan, indossata sul podio delle Fiandre durante l’incoronazione a campione del mondo, spedita fino in Lussemburgo. Anche dalla Serie A, il portiere del Brescia, Enrico Alfonso, ha dimostrato il suo sostegno, offrendo ai propri sostenitori le maglie indossate durante due cruciali sfide contro il Milan e la Juventus. Inoltre, figure di rilievo come Manuel Iori, capitano del Cittadella, e Manuel Pascali, ex Cittadella, hanno contribuito con maglie simboliche che narrano la storia delle loro carriere, dal passaggio dal Cesena a Torino fino a Cosenza e Cittadella.
