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Sabato Spritz #52: bootstrapping: vantaggi e svantaggi per una startup

🍹 Amici startupper o aspiranti tali, oggi parliamo di Bootstrapping, l’arte di far decollare un progetto senza ricorrere a fondi esterni e a ore e ore passate a bussare alle porte di venture capitalist e business angel come me 😅 Una sorta di avvio autofinanziato, determinato dal fatto che nelle prime fasi di vita non tutte le startup hanno la solidità per richiedere fondi.

È possibile che la tua idea, infatti, sia vincente, ma per validare il tuo prodotto e il modello di business, ti serva ancora tempo (e schei!), che nessuno ti darà sulla fiducia, ahimé .Il bootstraping farà al caso tuo? In alto gli spritz e lo scopriamo subito! 🙌

I vantaggi del bootstrapping: chi fa da sé fa per tre

Partiamo da un presupposto: se ti rimbocchi le maniche, attingi al tuo portafogli e ti dedichi al bootstrapping, il capo sei Tu e solo TU, con tutto ciò che comporta. Non sarai subissato da Pitch da preparare e call di allineamento continue, ma ti prenderai la responsabilità di decidere budget e direzione da seguire. Tu ed eventuali altri fondatori sarete padroni del progetto al 100%.

Questo farà sì che gran parte della vostra concentrazione e del vostro tempo andrà alla validazione del prodotto e del business model. Non passerete notti insonni e ore a pensare agli investitori, alle promesse fatte e ai risultati da raggiungere per accontentare qualcun altro. Passerete notti insonni per solidificare la vostra idea, testare il prodotto, realizzare un modello di business forte, costituire un team valido e sviluppare competenze sul campo.

C’è un altro fattore interessante: se hai pochi schei, e in più li hai messi di tasca tua, difficilmente avrai l’impulso di sperperarli in sciocchezze. Imparerai ben presto la cultura del risparmio e l’importanza dell’abbattimento dei costi: spese razionali, niente ufficio cool, ricerca del minimo sforzo (economico) – massimo risultato.

Questo ti aiuterà a diventare un imprenditore concreto, pragmatico, ingegnoso e consapevole. E in futuro potrai ovviamente pensare di vendere quote e cambiare modello di finanziamento.

Gli svantaggi del bootstrapping:

Arrangiarsi è bohémien, ma alla lunga la scarsità di fondi può farsi sentire. Potresti dover rinunciare a campagne marketing costose o all’assunzione di professionisti blasonati. Con pochi fondi per assumere, è probabile che sarai tu a dover ricoprire più ruoli: marketing manager, project manager, contabile, barista per la pausa caffè… e chi più ne ha più ne metta. Difficilmente avrai una crescita esponenziale in breve tempo e la crescita lenta potrebbe diventare frustrante.

Se il business non gira, a pagare sei tu e il rischio è non solo economico, ma anche psicologico: sapere di avere quasi tutto il proprio capitale impegnato nel progetto è difficile, e non puoi non tenerne conto.

🤝 Altra problematica che incontrerai è quella relativa al networking, perché è noto che spesso sono gli investitori a portare non solo schei, ma anche contatti. Dovrai rimboccarti le maniche per “entrare nel giro” e se non sei intraprendente, dovrai fare di tutto per diventarlo.

Ti sembra tutto incredibilmente faticoso? Lo è, ma a qualcuno è andata bene!
Un esempio? Mailchimp, la nota piattaforma di email marketing, è nata per un’agenzia web ed è cresciuta “semplicemente” reinvestendo il profitto, per arrivare ad essere venduta qualche anno fa alla modica cifra di 12 milioni di dollari. 🐒

Amici startupper, un imprenditore che ricorre al bootstrapping acquisisce una disciplina preziosa: stabilisce priorità chiare, ottimizza ogni singolo euro speso e dimostra concretamente il valore del progetto sul mercato. Questa fase consente di affinare la visione strategica.

Tuttavia, una volta che il modello di business è validato e si intravedono solide prospettive di espansione, diventa essenziale valutare tutte le alternative di finanziamento, compreso l’ingresso di investitori esterni. Non si tratta di rincorrere capitali a ogni costo, bensì di integrare in modo ponderato nuove risorse quando sono necessarie per scalare in modo sostenibile. In questo modo, il fondatore resta al timone, ma rafforza le potenzialità di crescita della propria impresa. Parola di business angel! 😇

Alla prossima,
Andrea

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