Startupper, oggi inizio con un piccolo annuncio:
📣 Da questa settimana, Sabato Spritz non uscirà tutte le settimane, ma ogni due. Non disperare! Come tutte le idee, anche questa newsletter ha bisogno di cambiamenti e adattamenti. Con due uscite al mese, potrò offrirti contenuti ancora più interessanti e tu avrai più tempo per riflettere, assimilare e, chissà, mettere in pratica qualche idea geniale!
Ora dedichiamoci a ciò che preferiamo: un bello Spritz e un po’ di chiacchiere imprenditoriali! 🍹
Un paio di settimane fa, sui social e non solo, è esplosa l’ennesima polemica sullo smart working. Complice un articolo che ne denunciava l’effetto alienante, si è accesa la solita diatriba: da una parte chi lo vede come la liberazione definitiva – ciao ciao traffico e ciao ciao colleghi fastidiosi, dall’altra chi teme che, a furia di lavorare da casa, ci trasformeremo tutti in topi d’appartamento.
Prima che ti venga voglia di fuggire, tranquillo: non sono qui per parlarti anche io di smart working. Piuttosto, leggendo le varie opinioni delle persone, ho riflettuto su due tendenze che ci toccano da vicino come startupper e che riguardano anche il lavoro da remoto. Non parlo delle questioni concrete e fondamentali come stipendi, orari o il costo della vita (quelle sono sempre lì e ci stanno col fiato sul collo), ma di due diversi approcci “filosofici” al lavoro che emergono costantemente nelle conversazioni degli ultimi anni.
🚪Splitters: quando il lavoro deve rimanere fuori dalla porta di casa
Da una parte ci sono gli Splitters. Sono quelli che dividono lavoro e vita personale con una precisione che farebbe invidia a un chirurgo. Finito l’orario d’ufficio, bam, si chiude tutto. O almeno così vorrebbero! Il lavoro resta al lavoro e la vita fuori inizia. Vanno in palestra, si dedicano a passioni, impegni familiari, socializzano senza pensare ai progetti in sospeso. Il lavoro non deve “invadere” il resto della giornata. Fine della storia. E, hey, non possiamo mica dargli torto.
🌀 Blenders: lavoratori senza confini
Dall’altra parte ci sono i Blenders. La maggior parte di noi startupper è tra loro. Per noi, il confine tra vita lavorativa e vita personale è più sfumato. Forse perché cerchiamo di rendere la nostra passione un lavoro. O forse perché l’imprevedibilità è insita nella natura di uno startupper. Ci piace mescolare tutto, saltare da una cosa all’altra. Questo è il nostro modo di vivere e, dunque, di fare impresa. Un giorno ti trovi a lavorare fino a tardi per portare avanti un progetto e il giorno dopo decidi di prenderti una mattinata libera per ricaricare le pile.
La mentalità Blender esiste anche tra i lavoratori da ufficio, che secondo uno studio condotto da Gallup negli USA sono il 39% della categoria. Persone che non hanno particolari problemi a gestire questioni personali durante l’orario di lavoro e viceversa. E che, tendenzialmente, preferiscono forme di lavoro ibrido e flessibile.
🤔 Vuoi lanciare una Startup? Fatti qualche domanda!
Non c’è uno stile di vita (e di lavoro) migliore dell’altro. Sono solo due modi diversi di approcciarsi e dipendono da molti fattori che influenzano la nostra preferenza.
Quando da ragazzini ci chiediamo cosa vogliamo fare da grandi, non immaginiamo davvero che tipo di vita, anche in termini di quotidianità, vorremmo vivere. Questo è un problema.
Se desideri gestire una Startup, tentare “la fortuna” nel mercato, chiediti anche se la tua natura è quella dello Splitter o del Blender.
Se la routine ti terrorizza, se hai un progetto, un’idea, un obiettivo a cui pensi costantemente, se ti piace prenderti le tue libertà ed essere totalmente responsabile dei tuoi fallimenti o dei tuoi successi, è probabile che la vita da Blender-Startupper faccia al caso tuo. Non dimenticare che la flessibilità comporta comunque molte difficoltà, che non è mai tutto oro quel che luccica e che il burnout può bussare alla porta di chiunque.
Il mio consiglio è quello di essere un Blender disciplinato! Con dei punti fermi, delle task da rispettare e degli obiettivi da raggiungere. Imparando anche dai nostri amici Splitter a ritagliarci del tempo per noi, per le nostre passioni e, perché no, non rispondendo a quella mail non urgente che ci fissa dall’anteprima dello smartphone.
💬 Amici Startupper, voi che ne pensate? Sognate una vita da Splitter o da Blender?
Al prossimo Spritz, tra due settimane. In fondo, l’attesa dello Spritz, non è essa stessa lo Spritz? Vi lascio con questo dilemma. 🍹
Cheers,
Andrea
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