Nel primo semestre 2021, secondo quanto si apprende da uno studio di PitchBook, il private equity europeo ha fatto registrare 3824 deal, con operazioni complessive che hanno raggiunto quota 342,2 miliardi di euro (pari all’81,5% del totale del 2020). In questo scenario, anche in Italia cresce la fiducia, con il settore del private equity tornato ai livelli pre pandemia. Sono 79 le operazioni effettuate, numero che supera quelle registrate nello stesso periodo dello scorso anno (48) e quelle realizzate nello stesso periodo del 2019 (78), con investimenti per circa 26 miliardi di euro.
La survey di Deloitte Private, elaborata con il supporto di Aifi, sottolinea come il numero di operazioni di private equity aumenta grazie all’impegno degli operatori nel cogliere le opportunità in un contesto di mercato senza precedenti. L’86,7% di intervistati si aspetta, per il secondo semestre, un aumento nel numero delle operazioni; di pari passo, il 95,5% dei rispondenti dichiara che effettuerà nuovi investimenti nel corso dei prossimi mesi. A trainare la crescita è anche il rilancio delle attività di disinvestimento, previste in aumento dal 53,3% dei rispondenti e che sono state già pianificate per il secondo semestre 2021 dal 66,7% degli operatori.
Dalle analisi delle aspettative emerge un sentiment in miglioramento: il 60% degli operatori non crede che gli impatti della crisi sul mercato dureranno oltre i 12 mesi. Quasi 9 operatori su 10 si attendono nei prossimi mesi una forte ripresa del settore, con il Confidence Index a quota 134 punti, il valore più alto dal 2011. Il trend di ripresa del mercato è confermato anche dal basso numero di opportunità di investimento abbandonate a causa del COVID-19 negli ultimi mesi. Altresì positive sono le aspettative dello scenario macroeconomico: circa 9 intervistati su 10 si attendono un miglioramento (contro il 59,3% del semestre precedente). Per un aggiornamento più recente, vedi la crisi degli investimenti di Private Equity e Venture Capital.
I settori di maggior interesse
I settori che gli operatori prediligono maggiormente nei prossimi sei mesi sono manufacturing, food & wine e it, con un crescente interesse anche verso life sciences & healthcare e industrial products. Aumenta inoltre l’attenzione per le operazioni di expansion capital, si riduce al contrario la quota delle operazioni di LBO/Replacement.
Confermato infine il ruolo centrale delle banche commerciali nel financing a supporto delle operazioni d’investimento, con circa l’80% degli operatori di private equity che indicano il Senior Debt da queste erogato come lo strumento di debito maggiormente utilizzato sia nel semestre in corso che nel prossimo.