Dopo l’acquisizione di Oikos, San Marco Group passa dalla finanza all’industria. Il gruppo veneziano investe 1,3 milioni di euro per ampliare il polo di Gatteo a oltre 12 mila metri quadrati, rafforza la rete commerciale a 23 agenzie e prepara una nuova offensiva sui mercati internazionali. L’obiettivo è trasformare il rilancio di uno storico marchio italiano delle pitture decorative in una piattaforma di crescita nei segmenti premium.
Comprare un’azienda in difficoltà è un’operazione. Farla tornare a crescere è un’altra cosa.
A pochi mesi dall’acquisizione di Oikos, San Marco Group comincia a mostrare quale sarà la seconda parte della partita.
Il gruppo veneziano della famiglia Geremia ha messo sul tavolo 1,3 milioni di euro per acquisire un nuovo immobile a Gatteo, in provincia di Forlì-Cesena. Sono 3.810 metri quadrati coperti aggiuntivi, che portano la superficie complessiva della sede romagnola a 12.196 metri quadrati.
L’obiettivo è più ambizioso del semplice ampliamento immobiliare: fare di Gatteo un polo industriale e logistico del colore, attorno al quale rilanciare Oikos in Italia e soprattutto all’estero.
È il primo segnale concreto di come San Marco Group intenda trasformare un’acquisizione realizzata in una situazione di crisi in un progetto industriale di lungo periodo.
Dalla liquidazione giudiziale al rilancio
Oikos arriva da una storia tutt’altro che lineare. Fondata nel 1984, l’azienda romagnola si è costruita negli anni un posizionamento riconoscibile nel mondo delle pitture decorative e dei rivestimenti, lavorando in particolare sui segmenti dell’architettura, del design e della decorazione di fascia alta.
Poi la crisi.
Nel settembre 2025 la società è entrata in liquidazione giudiziale, proseguendo comunque l’attività in esercizio provvisorio. All’inizio del 2026 è arrivata San Marco Group, che si è aggiudicata l’azienda nell’ambito della procedura presso il Tribunale di Forlì.
È qui che la vicenda diventa interessante dal punto di vista industriale. Perché il gruppo veneto non ha acquistato soltanto capacità produttiva.
Ha acquisito un marchio con oltre quarant’anni di storia, know-how, prodotti, rete commerciale e posizionamento nel segmento premium, da integrare all’interno di una struttura finanziariamente più solida.
San Marco Group: oltre 112 milioni di ricavi e 16,7 milioni di utile
Alle spalle di Oikos c’è ora un’impresa con dimensioni e capacità finanziarie decisamente superiori.
San Marco Group, con sede a Marcon, nel Veneziano, ha radici che risalgono al 1937. Oggi è guidata dalla quarta generazione della famiglia: Pietro Geremia è presidente e amministratore delegato, affiancato dalle sorelle Mariluce e Marta Geremia.
San Marco Group spa ha chiuso il 2025 con 112,3 milioni di euro di ricavi e 16,7 milioni di utile netto, con 294 dipendenti. L’utile corrisponde a quasi il 15% dei ricavi.
Un dato che aiuta a capire perché il gruppo possa permettersi di affrontare il rilancio di Oikos con una logica diversa da quella puramente difensiva. Non basta salvaguardare ciò che esiste. Bisogna tornare a investire.
1,3 milioni per portare Gatteo oltre 12 mila metri quadrati
Il primo investimento visibile riguarda proprio il sito romagnolo. L’immobile acquistato per 1,3 milioni di euro non faceva parte del perimetro dell’operazione originaria con cui San Marco Group aveva rilevato Oikos.
La superficie aggiuntiva è di 3.810 metri quadrati. Con l’operazione, il complesso di Gatteo raggiunge 12.196 metri quadrati complessivi. Non è quindi un semplice investimento immobiliare.
La nuova proprietà vuole concentrare sul sito capacità industriale, logistica, ricerca e sviluppo, creando le condizioni per sostenere una crescita che dovrà arrivare anche dall’espansione commerciale.
Ed è proprio sul mercato che sono già state effettuate alcune delle prime mosse.
La rete commerciale sale a 23 agenzie
Nei mesi successivi all’acquisizione San Marco Group ha lavorato innanzitutto sulla distribuzione. Oikos dispone oggi di 23 agenzie di vendita, coordinate da cinque area manager. Sette agenzie sono state inserite già ad aprile, poche settimane dopo l’avvio della nuova gestione.
È un dettaglio importante.
Nel mondo dei prodotti per edilizia, decorazione e finiture, innovare il prodotto non basta: servono una presenza territoriale capillare, rapporti con progettisti e applicatori, formazione e capacità di presidiare i canali commerciali.
Il rilancio, quindi, procede contemporaneamente su due binari. Più capacità industriale e più capacità di vendere.
L’estero vale il 27%. L’obiettivo è arrivare al 29%
La seconda partita si gioca fuori dall’Italia. Oggi circa il 27% del fatturato di Oikos arriva dai mercati internazionali. Il piano prevede di portare questa quota al 29% già il prossimo anno.
Due punti percentuali possono sembrare poco. Ma il dato interessante è soprattutto la geografia scelta per la crescita. San Marco Group punta a sviluppare Oikos in India, Cina, Corea del Sud e Far East, mentre sono previste nuove aperture commerciali in America e Medio Oriente.
Parallelamente verrà rafforzata la presenza europea, con particolare attenzione a Spagna, Francia e Portogallo. È una strategia coerente con il posizionamento del marchio. Oikos non compete soltanto sul prodotto tecnico. Una parte del suo valore risiede nel rapporto tra colore, materia, architettura, interior design e Made in Italy.
Ed è proprio questo patrimonio immateriale che San Marco Group proverà a monetizzare maggiormente sui mercati internazionali.
Il rilancio passa anche dai laboratori
La terza leva è il prodotto. I laboratori R&D di Oikos stanno lavorando a nuove formulazioni sia nel campo delle pitture per interni sia nei rivestimenti a base di silicati per esterni.
Il lavoro sulla ricerca era partito già nei primi mesi dopo l’acquisizione insieme al rafforzamento delle certificazioni di prodotto e delle dichiarazioni CAM, i Criteri Ambientali Minimi rilevanti anche nel mercato delle costruzioni e degli appalti pubblici.
Anche questo aiuta a capire la logica dell’operazione. San Marco Group non sembra voler trasformare Oikos semplicemente in un’altra etichetta del proprio portafoglio.
La strategia dichiarata è preservarne identità e specializzazione, utilizzando però la scala industriale, finanziaria e commerciale del gruppo per accelerarne lo sviluppo.
Il capitale sociale portato a 1,51 milioni
Al rafforzamento industriale si è affiancato quello patrimoniale. Nei mesi successivi all’acquisizione, San Marco Group ha portato il capitale sociale di Oikos a 1,51 milioni di euro.
Investimento immobiliare, patrimonializzazione, rete commerciale, R&D e internazionalizzazione sono quindi tasselli dello stesso progetto.
Ed è proprio questa sequenza a distinguere un’acquisizione industriale da un’operazione puramente finanziaria. Il valore non viene cercato soltanto nel prezzo al quale si compra un’azienda. Viene costruito dopo l’acquisizione.
Un caso interessante di M&A industriale italiano
La vicenda Oikos racconta qualcosa che va oltre il settore delle vernici.
Una delle grandi sfide del sistema produttivo italiano riguarda infatti il destino di imprese che possiedono marchi riconosciuti, competenze tecniche e know-how, ma che per ragioni finanziarie, manageriali o generazionali entrano in difficoltà.
In questi casi l’alternativa non è necessariamente tra chiusura e sopravvivenza autonoma. Esiste una terza strada: l’integrazione dentro gruppi industriali più grandi. È ciò che San Marco Group sta tentando con Oikos.
Non cancellare il marchio. Dargli una struttura più grande sulla quale appoggiarsi.
È una logica di consolidamento particolarmente interessante per un tessuto economico come quello del Nordest, popolato da migliaia di PMI eccellenti ma spesso ancora relativamente piccole rispetto ai concorrenti internazionali.
L’acquisizione si giudicherà adesso
Naturalmente, 1,3 milioni di euro e 3.810 metri quadrati in più non bastano per dichiarare riuscito un turnaround.
La vera verifica arriverà nei prossimi esercizi.
Bisognerà vedere se Oikos riuscirà a tornare a crescere, quanto aumenteranno i ricavi internazionali, se i nuovi prodotti riusciranno a guadagnare mercato e quanto valore San Marco Group riuscirà a estrarre dalle sinergie industriali e commerciali.
Ma la direzione è ormai chiara. A febbraio San Marco Group ha comprato Oikos. A marzo ne ha avviato l’integrazione. Nei mesi successivi ha rafforzato capitale, distribuzione e ricerca. Ora investe sullo stabilimento e prepara l’espansione internazionale. È questo il passaggio più interessante della storia.
Acquisire un’impresa in difficoltà può salvare un marchio. Investire dopo averla acquisita è ciò che può trasformare un salvataggio in crescita.