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Sabato Spritz #79: Airbnb e le scatole di cereali per sopravvivere

🥣 Amici startupper, oggi posiamo lo spritz, perché questo numero è dedicato a quelli che leggono la mia newsletter a colazione! Sono impazzito? Forse. Ma c’è un motivo. Se vi dicessi che una delle startup più importanti degli ultimi vent’anni è sopravvissuta grazie a una scatola di cereali da colazione? Ebbene sì, sto parlando di Airbnb.

Prima di diventare il colosso globale che oggi conosciamo, prima delle case vista mare, delle prenotazioni in pochi clic e delle valutazioni da capogiro, Airbnb ha vissuto un momento in cui il suo futuro dipendeva da una bizzarra trovata, una di quelle idee che sembrava più adatta a una puntata di una sitcom americana che a una strategia di business: vendere scatole di cereali ispirate alle elezioni presidenziali.

Invece è una delle storie più interessanti sul rapporto tra creatività, disperazione e spirito imprenditoriale. Perché, come abbiamo detto spesso negli ultimi numeri di Sabato Spritz, a volte le startup falliscono perché, banalmente, finisce il tempo. E nel 2008 il tempo per Airbnb stava finendo.

🏡 Un materasso gonfiabile in soggiorno

È l’autunno del 2007 quando Brian Chesky e Joe Gebbia, due designer appena trasferiti a San Francisco, si trovano davanti a un problema molto concreto: pagare l’affitto. La città sta ospitando una grande conferenza di design e gli hotel sono pieni, i prezzi delle camere sono alle stelle. I due hanno un appartamento, un po’ di spazio libero e un’intuizione che cambierà la vita non solo a loro, ma a molti di noi: perché non permettere alle persone di dormire a casa di qualcun altro?

Non un hotel o un bed & breakfast tradizionale, ma un informalissimo materasso gonfiabile e una colazione per chi non ha alternative. Da qui nasce il primo nome: AirBed & Breakfast.

Il concept, non ci crederete, è difficile da vendere, perché oggi ci sembra normale aprire un’app, guardare una casa in un altro Paese e prenotarla per qualche giorno. All’epoca non sembrava poi così normale. Internet aveva già cambiato molte cose, ma l’idea di fidarsi di uno sconosciuto al punto tale da dormire nel suo soggiorno sembrava, per molte persone, un salto nel vuoto o, probabilmente, una cosa da hippie. 

Gli investitori più che un’opportunità, vedevano una domanda senza risposta: “Perché qualcuno dovrebbe farlo?”. E forse, all’epoca, era anche una domanda ragionevole, perché ogni grande innovazione, prima di diventare evidente, spesso sembra un po’ assurda.

🇺🇸 I cereali dedicati alle elezioni presidenziali 

Il problema è che le startup, ovviamente, vivono di soldi. E nel 2008 i fondatori di Airbnb avevano più entusiasmo che capitale: avevano costruito il prodotto, trovato i primi utenti, provato a convincere investitori e acceleratori, ma i risultati tardavano ad arrivare.

La Silicon Valley è piena di storie di grandi aziende che hanno avuto un inizio difficile, ma raramente si racconta il momento più scomodo: quello in cui devi continuare a credere nella tua idea mentre il conto in banca suggerisce di smettere.

Per Chesky e Gebbia quel momento arriva proprio durante le elezioni presidenziali americane del 2008: Obama e McCain sono ovunque. Le campagne elettorali negli Stati Uniti generano gadget, magliette, poster e ogni tipo di merchandising. Ed è qui che arriva l’idea: Se nessuno vuole investire nella loro startup, forse possono trovare un modo diverso per raccogliere qualche soldo. Così decidono di creare due confezioni di cereali in edizione limitata.

La prima si chiama Obama O’s: The Breakfast of Change. La seconda Cap’n McCain’s: A Maverick in Every Bite.

Non sono veri prodotti alimentari destinati ai supermercati, sono più che altro oggetti da collezione. Il piano è semplice: creare qualcosa di abbastanza strano da attirare attenzione (la famosa “mucca viola” di cui abbiamo parlato!). E la loro “mucca viola” funziona.

Le vendono online a circa 40 dollari l’una, una cifra enorme considerando che dentro c’è semplicemente una scatola di cereali. Ma il punto non è mai stato il contenuto: il prodotto vero era la storia, le persone stavano comprando una piccola parte di un’idea curiosa. Le scatole attirano l’attenzione dei media, finiscono sui giornali e fanno parlare della giovane startup. Alla fine permettono ai fondatori di raccogliere circa 30.000 dollari.

Per una grande azienda sarebbe una cifra irrilevante, per una startup che sta cercando di sopravvivere, può essere la differenza tra continuare e chiudere. Quei soldi comprano il tempo necessario ad andare avanti. E nel mondo delle startup, il tempo è spesso la risorsa più preziosa.

🦗 Imprenditori come scarafaggi!

Airbnb riesce a entrare nel programma di accelerazione di Y Combinator, uno dei più importanti ambienti per startup della Silicon Valley. Ma non credete amici, durante il colloquio, il progetto continua a sembrare strano! C’è però un dettaglio che colpisce Paul Graham e il team: il modo in cui quei ragazzi stanno affrontando il problema. L’idea dei cereali parlava della loro intraprendenza, creatività, unicità. Dava la misura di cosa erano disposti a fare pur di portare avanti il loro progetto. Pare che disse: Se riuscite a convincere la gente a comprare dei cereali a 40 dollari l’uno, potete convincerla anche a dormire sui materassini degli altri”.

Paul Graham, raccontando quell’episodio, avrebbe poi scherzato dicendo che i fondatori di Airbnb erano come degli scarafaggi: impossibili da eliminare. Una frase poco romantica, ma in realtà un grande complimento. gli scarafaggi sopravvivono, resistono, trovano un modo. E nelle prime fasi di una startup, questa qualità spesso vale più di un business plan perfetto.

Amici di Sabato Spritz, oggi Airbnb è il colosso globale che tutti conosciamo, ma la sua storia ci insegna che nelle startup la creatività non serve solo a creare prodotti migliori, serve anche a superare gli ostacoli.

Augurandovi di trovare sempre la vostra “scatola di cereali” quando ne avrete bisogno, vi dò appuntamento alla prossima newsletter!

Andrea

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Andrea Guarise

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