Il paradosso è servito: siamo il cuore pulsante della manifattura europea, ma restiamo in fondo alla classifica per la nascita di startup B2B (Business-to-Business). I dati pubblicati ieri dal Corriere del Veneto tracciano un quadro che non possiamo ignorare: i nostri talenti migliori, in Veneto, continuano a guardare verso Milano, portando altrove idee e brevetti.
Il Nordest ha le fabbriche, ha i problemi da risolvere, ma sembra mancare il “carburante” per l’innovazione che serve davvero alle imprese.
Il divario del B2B: i punti critici
Mentre il B2C (servizi ai consumatori) è saturo, il B2B è la vera miniera d’oro per una regione industriale. Eppure, soffriamo di tre grandi freni:
- Fuga verso Milano: I founder cercano capitali e network che nel Veneto sono ancora troppo frammentati.
- Mancanza di Fondi Verticali: Manca un grande fondo di investimento specializzato sulla manifattura e sul B2B che faccia da “magnete”.
- Dialogo interrotto: Le aziende tradizionali faticano a vedere nelle startup dei partner strategici, considerandole spesso ancora come “esperimenti”.
La soluzione: Un fondo per il Nordest
L’analisi è chiara: non servono solo idee, serve finanza strutturata. La proposta che emerge è la creazione di un fondo dedicato che possa trattenere i talenti sul territorio, permettendo alle startup di crescere a fianco delle grandi industrie venete.
“Il rischio è diventare una terra di terzisti eccellenti, ma priva dei centri di comando tecnologico del futuro.”
🚀 Il punto di vista di VenetoUP
Perché questa notizia è un segnale “UP”? Perché ammettere il problema è il primo passo per risolverlo.
- Opportunità per i “Pionieri”: In un mercato poco affollato come il B2B veneto, chi riesce a lanciare una startup solida ha meno competizione rispetto a Milano.
- Sinergia Manifatturiera: Abbiamo un vantaggio che Milano non ha: le fabbriche sono a dieci minuti di auto, non in un’altra regione. La “validazione sul campo” qui è immediata.
- Appello agli Investitori: È il momento per le holding di investimento e i business angel del territorio di fare sistema. Progetti come quello nostro di Algebria Capital dimostrano che l’interesse per supportare le startup c’è, ma va coordinato.
