L’Italia fa registrare una notevole progressione verso la sostenibilità. Lo scenario è stato catturato da GreenItaly, il cui report è stato realizzato dalla Fondazione Symbola e da Unioncamere, con il patrocinio del Ministero della Transizione ecologica. La pandemia non ha fermato gli investimenti green, in quanto si allarga sempre più la consapevolezza dei vantaggi competitivi derivanti dalla transizione ecologica, nonostante più della metà delle imprese manifatturiere percepisca questo passaggio più come un vincolo che una opportunità.
La sostenibilità è presente nelle strategie industriali di tutti i settori dell’economia italiana, con l’economia circolare che avanza all’interno delle aziende del made in Italy. Nella filiera del legno arredo già oggi il 95% del legno viene riciclato per produrre pannelli per l’arredo, con un risparmio nel consumo di CO2 pari a quasi 2 milioni di tonnellate/anno. Anche il complesso mondo dell’edilizia si muove in questa direzione, favorita dagli incentivi statali per l’efficientamento degli edifici. Un percorso che sta avendo effetti benefici anche sull’occupazione del settore cresciuta di oltre 132.000 unità fra il 2019 e il 2021, di cui oltre 90.000 a tempo indeterminato. Il settore tessile e della moda, anche grazie all’impegno dimostrato negli ultimi anni nel monitoraggio della sicurezza chimica dei processi e nell’eliminazione delle sostanze più pericolose, può affrontare le nuove sfide sollecitate dall’economia circolare. Crescono infatti le iniziative di ecodesign e si sperimentano nuovi modelli di business basati sull’allungamento del ciclo di vita dei prodotti e sulla valorizzazione di materiali second life. Il settore agricolo italiano si conferma il più green d’Europa, primo anche nel comparto biologico con il più alto numero di aziende impegnate – oltre 80mila – e una superficie coltivata a biologico aumentata del 79% negli ultimi dieci anni. L’Italia, inoltre, è tra i leader mondiali della chimica bio-based attiva nella produzione di una vasta gamma di prodotti biodegradabili e compostabili sempre più utilizzati in filiere che vanno dall’agricoltura alla cosmesi, prodotti che integrano sempre più nei processi produttivi materie prime seconde derivate da rifiuti e sottoprodotti.
L’economia circolare è uno dei punti di forza. L’Italia è diventata leader nel settore con un riciclo sulla totalità dei rifiuti urbani e speciali del 79,4% (2018): un risultato ben superiore alla media europea (49%) e a quella degli altri grandi Paesi come Germania (69%), Francia (66%) e Regno Unito (57%) con un risparmio annuale pari a 23 milioni di tonnellate.
In generale, sono oltre 441 mila le aziende italiane che nel quinquennio 2016-2020 hanno deciso di investire in tecnologie e prodotti green. Su scala regionale svetta la Lombardia, alle spalle Campania e Veneto, con 41.529 aziende che hanno effettuato investimenti in prodotti e tecnologie green nel periodo 2016–2020.