Si chiama Pura, e rappresenta un’innovazione nel mondo del lusso e degli accessori in pelle. La nuova concia, messa a punto dalla ricerca e sviluppo di Franco Zanellato, sostituisce quella tradizionale con l’utilizzo delle mandorle. Si tratta di una rivoluzione all’insegna della sostenibilità nata nel vicentino, uno dei maggiori distretti conciari del mondo, nonchè il più importante in Italia.
All’interno del laboratorio ZA.LAB, con il supporto del dipartimento di chimica, materiali e ingegneria chimica “Giulio Natta” del Politecnico di Milano, Zanellato ha lavorato dal 2013 a un progetto incentrato sulla nuova miscela vegetale cromo free, in conformità alla norma internazionale (UNI EN ISO 17072-2:2019) che stabilisce un limite di 1000 mg/kg al di sotto del quale è valida la dichiarazione di assenza, e con un livello di aldeidi uguale a quello presente in natura. L’innovazione risiede nell’introduzione di un ingrediente naturale al 100%, ovvero la mandorla e la sua scorza, materiale prima della concia denominata PURA. Il processo di riutilizzo degli scarti della frutta secca ha avuto un effetto ambientale benefico. In questo senso, la quantità di PFAS (Perfluori) rilasciata durante lo scarico dei bagni di concia PURA ha fatto registrare una riduzione dell’80% rispetto alle conce tradizionali.
Zanellato rappresenta una innovazione in una delle industrie maggiormente responsabili dell’inquinamento. Nel fashion, ma anche nell’automotive e arredo, i clienti spingono e ricercano soluzioni che rispondano a certi canoni di sostenibilità. La nuova concia PURA abbraccia in parte le pratiche sostenibili e, allo stesso tempo, consente al prodotto di mantenere un certo standard di qualità e performance, migliorandone alcune caratteristiche. La grana, ad esempio, risulta più morbida e la borsa più leggera grazie alla riduzione fino al 20% delle pelli utilizzate.