Dopo aver scritto una pagina fondamentale della storia dell’informatica nella Silicon Valley, Federico Faggin torna a investire nel suo territorio con un nuovo progetto dedicato all’intelligenza artificiale. Il fisico vicentino, inventore del primo microprocessore commerciale e tra i pionieri del touchscreen, ha fondato a Padova P49, una startup che punta a sviluppare un modello di AI in cui la tecnologia resta sempre al servizio dell’uomo.
Il nome richiama i 49 processi codificati che trasformano un’intuizione in un progetto complesso, ma rappresenta soprattutto una nuova visione dell’innovazione: un polo di ricerca applicata che integra intelligenza artificiale, etica e sviluppo industriale.
Un’intelligenza artificiale “human centered”
Alla base del progetto c’è un principio preciso: l’essere umano deve mantenere il controllo delle decisioni.
P49 nasce infatti con un approccio Human Centered, nel quale l’intelligenza artificiale non rappresenta un elemento esterno che si sovrappone ai processi aziendali, ma viene progettata fin dall’origine con il controllo umano incorporato nell’architettura del sistema.
Secondo la visione di Federico Faggin, l’AI non crea valore autonomamente, ma amplifica ciò che già esiste.
Se applicata a processi ben progettati può aumentare produttività, efficienza e qualità delle decisioni. Se invece viene utilizzata senza metodo o consapevolezza, rischia di moltiplicare errori, approssimazioni e possibilità di manipolazione.
Dalle imprese alla sanità: dove verrà applicata
L’obiettivo di P49 è sviluppare soluzioni di intelligenza artificiale per organizzazioni complesse, dove la qualità delle decisioni rappresenta un fattore strategico.
Le tecnologie sviluppate dalla startup trovano applicazione in numerosi settori:
- grandi imprese e PMI;
- sanità;
- istituzioni finanziarie;
- pubblica amministrazione;
- organizzazioni che operano in contesti regolamentati.
In ambito manifatturiero, ad esempio, l’AI consente di monitorare produzione, logistica e supply chain, individuando criticità e suggerendo interventi in tempo reale.
Nel settore sanitario supporta l’analisi della documentazione clinica e amministrativa, riducendo tempi di elaborazione e complessità operative.
Nella pubblica amministrazione, invece, può contribuire ad automatizzare procedure e processi decisionali, migliorando efficienza e trasparenza.
Una squadra di imprenditori per creare un hub dell’innovazione
Accanto a Federico Faggin operano figure provenienti da mondi differenti ma complementari.
Tra i fondatori figurano Andrea Camporese, imprenditore e promotore della raccolta di oltre 80 milioni di euro per la Fondazione Città della Speranza, Franco Masello, tra i protagonisti della nascita della stessa fondazione, l’industriale Oscar Staffoni e l’avvocato d’impresa Marco Greggio.
La società è stata costituita come società benefit, una scelta che integra agli obiettivi economici finalità di beneficio comune, sociale e ambientale.
Secondo Greggio, oggi il rapido sviluppo dell’intelligenza artificiale richiede una base etica solida e condivisa. Per questo il progetto punta a creare in Veneto un hub capace di attrarre ricercatori, imprese, investitori e competenze, contribuendo alla crescita di un territorio che vanta una forte vocazione industriale ma un numero ancora limitato di startup tecnologiche rispetto al proprio potenziale.
Attualmente il team è composto da una decina di giovani professionisti impegnati nello sviluppo delle prime applicazioni.
Tre piattaforme per portare l’AI nelle imprese
I primi prodotti sviluppati da P49 si concentrano su tre ambiti differenti.
La prima piattaforma è dedicata al supporto legale per le imprese. Attraverso modelli addestrati su fonti giuridiche certificate, il sistema aiuta aziende e professionisti a interpretare normative, predisporre contratti, rispondere a quesiti e individuare possibili criticità. Tutti i documenti possono essere successivamente verificati e validati da una rete di avvocati, integrando così l’efficienza dell’intelligenza artificiale con l’esperienza umana.
La seconda soluzione riguarda il mondo della musica e dell’intrattenimento. Si tratta di una piattaforma che distribuisce brani creati da una nuova generazione di musicisti che utilizzano l’intelligenza artificiale come strumento creativo. Il servizio è rivolto a negozi, hotel, ristoranti e attività commerciali, offrendo un catalogo royalty-free costantemente aggiornato e utilizzabile senza costi SIAE.
Il terzo progetto è probabilmente il più innovativo: un computer progettato per ospitare agenti di intelligenza artificiale autonomi, capaci di collaborare tra loro, svolgere attività per conto dell’utente e operare mantenendo dati, identità digitale e processi completamente sotto il controllo del proprietario, con particolare attenzione a sicurezza e privacy.
Le prime risposte del mercato
Nonostante la giovane età della società, i primi riscontri appaiono incoraggianti.
Secondo i fondatori, il mercato sta mostrando interesse per un’offerta che unisce innovazione tecnologica e attenzione agli aspetti etici dell’intelligenza artificiale. Sono già stati avviati contatti con aziende italiane e interlocutori internazionali, segnale che il progetto potrebbe ritagliarsi uno spazio rilevante nel panorama dell’AI applicata.
Con P49, Federico Faggin torna così a scommettere sul Veneto, proponendo un modello di innovazione in cui la tecnologia non sostituisce l’uomo, ma ne rafforza capacità, competenze e responsabilità. Una visione che punta a coniugare progresso tecnologico, etica e sviluppo economico in uno dei settori destinati a plasmare il futuro.
