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Treviso tra i territori che hanno presentato il maggior numero di brevetti

Lombardia, Emilia-Romagna, Veneto e Piemonte sono al vertice per numero di brevetti pubblicati a livello europeo: 1.506 la Lombardia, 703 l’Emilia-Romagna, 596 il Veneto e 480 il Piemonte. Nel complesso, secondo lo studio condotto da Unioncamere, a livello italiano sono state 4.465 le domande di brevetto pubblicate dall’European patent office, cioè il 5,3% in più del 2020. Dal 2008 le invenzioni italiane protette a livello europeo sono state quasi 52.000 e per quasi l’80% si devono a imprese, enti di ricerca e persone fisiche del Nord Italia.

Mentre la pandemia ha condizionato la crescita di domane soprattutto in Emilia-Romagna, che nel 2020 ha visto una riduzione del numero di brevetti rispetto all’anno precedente (38 in meno, erano 741), così come in Toscana (34 in meno, da 286 a 252) e in Liguria (14 in meno, da 87 a 73), non hanno subito contraccolpi la Lombardia, che anzi nel corso del 2020 ha visto aumentare i brevetti rispetto al 2019 (124 in più), il Piemonte (+85), il Friuli (+38), il Veneto (+22) e il Trentino (+12). Più nel dettaglio, sono Milano, Torino, Bologna, Roma e Treviso i territori che hanno presentato il maggior numero di brevetti. In particolare, il capoluogo veneto è passato da 155 a 174 brevetti (+19). Per approfondire la proprietà industriale, può essere utile leggere anche un focus dedicato. In crescita anche altre province del nord Italia come Vicenza, Padova e Verona, oltre a Brescia, Monza e Brianza, Bergamo, Modena, Reggio Emilia e Varese. 

I dati sui brevetti italiani in Europa – commenta il presidente di Unioncamere, Andrea Prete – dimostrano che il nostro Paese ha una capacità di innovazione importante non solo nei settori ad alta intensità di conoscenza ma anche in quelli tipici dell’Italian style”. I campi delle necessità umane (in riferimento a settori come agricoltura, abbigliamento, tabacco e sport) e delle tecniche industriali e trasporti (manifattura e automotive) assorbono più della metà della capacità innovativa made in Italy. Rispetto all’anno precedente, nel 2020 sono aumentate del 53% le innovazioni riguardanti i prodotti tessili e la carta (da 75 a 114) e del 10% i brevetti per le cosiddette necessità umane (da 935 a 1.033). Un brevetto su cinque, inoltre, si riferisce alle tecnologie che la Ue ha definito abilitanti a tutti gli effetti (le cosiddette Ket): biotech, fotonica, materiali avanzati, nano e micro-elettronica, nanotecnologie e manifattura avanzata, ossia automazione e robot. E’ proprio questa categoria che ha fatto ulteriori passi in avanti nel 2020, con 53 domande di brevetti in più rispetto al 2019 (670 in totale). Bene anche la fotonica (ad esempio le fibre ottiche), che registra 25 brevetti in più rispetto all’anno precedente, per un totale di 74 invenzioni pubblicate dall’Epo nel 2020.

Giada Mazzucco

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