L’acquisto di auto elettriche nel 2021 è raddoppiato. E’ quanto evidenziato da uno studio condotto da prontobolletta.it, secondo cui le vetture “silenziose” vendute nel corso dell’anno sono vicine a toccare quota 100.000 unità. Anche la diffusione delle colonnine di ricarica procede spedita: Lombardia, Lazio, Toscana, Piemonte, Emilia Romagna, Trentino e Veneto registrano più di 1.500 stazioni.
Il Politecnico di Milano stima la presenza di circa 200 mila veicoli elettrici in circolazione sul territorio, con differenze sostanziali tra nord e sud. Considerando la classifica delle province italiane troviamo in prima posizione Trento, con una percentuale di diffusione del 5,46%; in Trentino Alto Adige i veicoli elettrici sono aumentati del 150% in un solo anno. Al secondo posto sale Firenze, dove la mobilità elettrica permette ai cittadini di entrare gratuitamente nelle numerose zone a traffico limitato della città. Infine, sul gradino più basso del podio c’è Bolzano con una percentuale di veicoli elettrici sul totale che supera il 3%. A seguire le città di Reggio Emilia (1.31), Milano (1.29), Roma (1.28), Bologna (1.09) con, a chiudere la top ten, Brescia, Vicenza e Padova.
Per quanto riguarda il Veneto, continua l’impegno sostenibile della Regione. La giunta, infatti, ha recentemente deliberato lo stanziamento di ulteriori 7.866.000 euro per l’acquisto di veicoli elettrici (per un totale di quasi 13 milioni di euro da inizio 2021): il contributo va da 3.500 a 8.000 euro a fronte della rottamazione di vetture altamente inquinanti e contestuale acquisto di automezzi a basso impatto ambientale.
Veicoli elettrici e sostenibilità
Nonostante la crescita dell’ultimo anno, l’Italia è distante dai livelli di crescita prospettati dell’UE. Infatti, nel 2030 sono auspicati dal Piano Nazionale Integrato per l’Energia e il Clima circa 6 milioni di veicoli green in Italia. Nonostante gli incentivi che continuano ad arrivare dal Governo italiano esistono diversi freni allo sviluppo di una mobilità più sostenibile. Tra questi le infrastrutture, come le colonnine di ricarica, che ancora non sono distribuite in modo capillare e il costo derivante dal mantenimento di un’auto elettrica (uno tra i più elevati in Europa).