Realtà aumentata e virtuale sono in costante ascesa. Anche se spesso si tende erroneamente a utilizzare i due termini come sinonimi, AR e VR si sviluppano attorno a due concetti differenti, sebbene entrambi si occupino della percezione della realtà. La realtà aumentata arricchisce la percezione sensoriale umana mediante informazioni derivanti da smartphone, tablet o dispositivi wearable, che non sarebbero percepibili con i cinque sensi. La realtà virtuale, invece, è la riscostruzione digitale dell’ambiente che circonda l’utente.
La domanda di visori per giochi, l’adozione di queste tecnologie per implementare le strategie di marketing e la loro domanda nel commercio al dettaglio e nell’e-commerce sono i fattori chiave che determinano la crescita di un settore in pieno sviluppo. Secondo un recente studio dell’Istituto Market Research Future, il mercato della realtà aumentata e della realtà virtuale potrebbe toccare un valore globale di 766 miliardi di dollari nel 2025, a fronte di un tasso annuo di crescita composto (CAGR) del 73,7%.
Nello specifico, a trainare la domanda nel settore saranno i dispositivi di realtà aumentata e virtuale come smartphone e visori, seguiti dal comparto di software dedicati. L’incremento si noterà, in particolare, nei settori manifatturiero e sanitario, dove fioriranno nuove opportunità di business. Si prevede che l’automazione industriale (Industria 4.0/5.0) incoraggerà l’uso di AR e VR per migliorare la connettività tra dispositivi di automonitoraggio, le macchine destinate alla produzione, la comunicazione machine-to-machine (M2M) e l’Internet of Things (IoT).
In generale la realtà aumentata è considerata maggiormente applicabile in azienda, grazie all’impatto positivo che questa tecnologia può avere sul business aziendale. Secondo una ricerca effettuata da Capgemini, il 45% delle aziende ha implementato l’AR (e di queste l’82% pensa che i benefici stiano superando le aspettative), mentre è al 36% la percentuale di imprese che utilizzano la realtà virtuale.
