La transisione dall’Industria 4.0 all’Industria 5.0 è cominciata silente negli ultimi anni. Intesa anche come quarta rivoluzione industriale, nella seconda decade del XXI secolo l’Industria 4.0 ha apportato tecnologie “intelligenti“, tra le quali:
- Internet of Things (IoT): connessione tra dispositivi per condividere, archiviare, analizzare o trasferire dati;
- Cloud Computing: fornitura di diversi servizi di calcolo (come server, risorse di archiviazione, database, rete, software, analisi e intelligence) tramite Internet;
- sistema cyber-fisico (cyber-physical system): integrazione di sistemi di diversa natura (come sensori, oggetti fisici e altre infrastrutture) al fine di mantenere il controllo di un processo fisico;
- Intelligenza Artificiale: la teoria e lo sviluppo di sistemi informatici in grado di svolgere compiti che normalmente richiedono l’intelligenza umana.
Se fino a ieri i processi risultavano essere per lo più indipendenti tra di loro, l’avvento dell’Industria 4.0 ha reso la produzione “smart”, consentendo maggiore flessibilità dei processi, maggiore velocità, produttività e competitività. Dal momento che la robotica e l’intelligenza artificiale sono già stati introdotti, cosa ci riserverà l’Industria 5.0?
Uno degli aspetti attorno ai quali ruoterà l’Industria 5.0 sarrà sicuramente la cooperazione uomo-robot: una più significativa interazione umana con le macchine intelligenti si tradurrà in una maggiore efficienza. In questa direzione, sempre più protagonista diventerà il “cobot“, robot collaborativo programmato per interagire con gli esseri umani all’interno di un unico spazio di lavoro condiviso. Sebbene i robot siano più precisi ed efficienti degli umani, troppa automazione è rischiosa, se non inutile. La personalizzazione del prodotto, infatti, difficilmente può fare a meno delle idee della mente umana, capace di essere il valore aggiunto di una produzione personalizzata e aderente ai cambiamenti delle richieste e alle necessità del consumatore. L’industria 5.0 riduce in parte l’enfasi sulla tecnologia esplosa con l’Industria 4.0 e presume che la vera chiave del progresso risieda in una fruttuosa collaborazione tra uomo e macchina. E’ dunque sbagliato pensare a una marginalizzazione dell’uomo nella fabbrica del futuro a favore dell’utilizzo dei robot, il cui impiego è destinato comunque ad aumentare sempre più all’interno dei contesti industriali e aziendali.
L’Industria 5.0 si può intendere come il completamento del paradigma dell’Industria 4.0 e l’obiettivo sarà quello di porre sempre più al centro dell’attenzione due temi esistenti, vale a dire innovazione e sostenibilità.