Il progetto del Ministero dell’Istruzione per la realizzazione dei Future Labs, ovvero dei poli di didattica innovativa in tutto il territorio nazionale, lanciato nell’anno scolastico 2018/2019, ha individuato 28 realtà in tutta Italia, due delle quali nel Veneto: l’Istituto Tecnico Industriale Severi a Padova e l’Istituto Tecnico Economico Fusinieri a Vicenza. Il progetto ha previsto un finanziamento iniziale di 100mila euro per scuola, al fine di organizzare, allestire e attrezzare degli spazi flessibili e modulari, con strumenti digitali e arredamenti adatti a simulare situazioni reali e stimolare nuove metodologie didattiche per la formazione dei docenti, da trasferire poi agli studenti.
Il modello di riferimento è quello dell’European Schoolnet Academy, articolato in 6 aree tematiche per sviluppare l’esperienza e l’apprendimento in sei diversi ambiti di competenze: Investigate/Investigare (per agevolare e stimolare la scoperta e il pensiero critico, ecc.), Create/Creare (per sperimentare la creatività con utilizzo di strumentazione anche digitale e innovativa: camere digitali, microfoni, software per streaming, podcast, animazioni, ecc.), Present/Presentare (per favorire le presentazioni interattive, l’ascolto attivo, i feedback), Interact/Interagire (per coinvolgere tutti nell’apprendimento con strumenti e software per l’interazione, la partecipazione, ecc.), Exchange/Scambiare (per comunicare e collaborare grazie a strumenti digitali e software collaborativi), Develop/Sviluppare (per favorire l’espressione di sé e l’auto apprendimento, oltre a supportare un approccio all’apprendimento personalizzato). In queste aree gli spazi fisici e gli strumenti sono finalizzati ad una didattica partecipativa, in cui gli allievi sono protagonisti del loro apprendimento.
A febbraio 2020 era previsto l’inizio della formazione ai docenti, con un ricco catalogo di corsi sulle diverse tematiche proposte dal Ministero dell’Istruzione per la diffusione del Piano Nazionale Scuola Digitale con l’obiettivo di migliorare la didattica e rendere gli studenti maggiormente protagonisti. Erano già state raccolte le preiscrizioni nei due istituti di Padova e Vicenza, come raccontato dalla prof.ssa Anna Maria Nardi dell’ITE Fusinieri di Vicenza, coordinatrice del progetto e dei percorsi formativi, ma la pandemia e l’emergenza sanitaria, con la chiusura delle scuole, hanno bloccato i programmi. Il Ministero ha deciso però di non rimandare l’avvio dei percorsi e di coinvolgere nella formazione i docenti che stavano applicando la didattica a distanza. Così nel mese di marzo sono stati progettati i corsi e da aprile sono iniziati i percorsi a distanza per docenti. Nei primi quattro mesi all’Istituto Fusinieri sono stati realizzati 40 corsi, fino ai primi di luglio più altri due a fine agosto, e i numeri sono stati più o meno gli stessi anche a Padova. L’iniziativa ha riscosso un grande successo e una grande risposta da parte dei docenti che, grazie alla dad, hanno partecipato da tutto il Veneto: 1200 attestati rilasciati nel 2020 solo dall’Istituto Fusinieri.
Quale sarà il futuro dei Future Labs?
Sono stati confermati ad entrambi i Poli i finanziamenti per la formazione nell’anno scolastico 2021/2022; la scommessa è quella di tornare in presenza, coinvolgere tutto il personale scolastico e iniziare a trasferire l’esperienza agli studenti che, fino ad oggi, hanno utilizzato in parte i nuovi spazi e le nuove strumentazioni, ma senza poter sperimentare appieno l’efficacia di questi modelli di apprendimento. Il prossimo anno dovrà ripartire dall’esperienza fatta, dai tanti percorsi formativi svolti, dai tanti docenti che hanno risposto “presente” a questa iniziativa, con un ritorno alla normalità e alla formazione in presenza, proiettati al futuro, ma facendo tesoro del passato.
L’esperienza padovana: ITI SEVERI
“Il progetto aveva l’obiettivo di formare i docenti, sia sul piano pedagogico che sul piano strumentale, per fare un salto di qualità nella didattica – ha spiegato Nadia Vidale, dirigente scolastico dell’istituto patavino. – Se un insegnante partecipa ad un corso sul coding porta poi in classe un metodo di lavoro, un modello di pensiero e con cui si affrontano i problemi, diversi. Si pensava a due fasi nei percorsi formativi: formazione in presenza e poi a distanza, ma a causa dell’emergenza sanitaria tutta la formazione ai docenti si è svota in dad, con un’accoglienza e una partecipazione enormi. E’ stato svolto un gran lavoro e penso che abbiamo speso bene le risorse, e sono anche contenta se si riconosce alla scuola un impegno sul piano dell’innovazione tecnologia e della digitalizzazione. Questo progetto ci permette di innovare le metodologie didattiche e l’azienda, che sicuramente investe di più, potrebbe trarre vantaggio e imparare qualcosa nella metodologia formativa.

Nella nostra scuola la creazione degli spazi ha osservato il modello dell’European Schoolnet Academy, con due laboratori comunicanti che sono stati completamente svuotati e riallestiti con tavoli da robotica, visori, tavolini a isole, cabina per registrazione, auditorium e tutta la strumentazione per la creazione delle sei aree tematiche previste”.
Quali gli sviluppi di questo grande progetto?
“Abbiamo iniziato una collaborazione con la Fondazione Valter Longo di Milano, che si occupa di promuovere uno stile di vita e delle abitudine alimentari sane per contrastare l’insorgenza di patologie, per la realizzazione di un’app con cui verificare se ciò che si sta mangiando fa bene oppure no. Il lavoro è a buon punto, l’app è in una fase avanzata di realizzazione e speriamo di avere le risorse anche il prossimo anno per completare questo progetto per quanto riguarda l’educazione alimentare. Inoltre abbiamo avviato un progetto con le scuole primarie per farle incontrare con una realtà importante del territorio, che può essere un monumento, un’azienda o altro (il primo esempio a Stanghella con Villa Pisani) per leggere e restituire in modo diverso, innovativo, con strumenti nuovi qualcosa di caratteristico del nostro territorio. ‘Impara il territorio’ vede la nostra scuola protagonista nel gestire i rapporti con le scuole che chiedono di partecipare e con ognuna, in base alle richieste ed esigenze, cerchiamo di trovare una risposta adeguata”.
L’augurio per il prossimo anno scolastico?
“Tornare in presenza e poter mettere a frutto l’esperienza di questo periodo e poter coinvolgere direttamente anche gli studenti per un apprendimento diretto nei Future Labs”.
L’esperienza vicentina: ITE FUSINIERI
“Sono arrivata al Fusinieri nel settembre 2019, mentre si stavano concludendo i lavori per gli spazi didattici – ha spiegato la dirigente scolastica dell’istituto vicentino, Annalisa Rosati – Il primo step è stato proprio quello di allestire e arredare gli spazi con il finanziamento del Ministero di 100mila euro, ma anche con il sostegno della Provincia. Abbiamo creato 5 aree tematiche, secondo il modello europeo, con due grandi aule: l’Aula Magna e l’Aula Urbani, così chiamata in onore della professoressa Urbani che ogni anno ci fa una donazione , più un’altra aula 2.0 già attrezzata per la didattica innovativa. Gli spazi sono stati riprogettati per accogliere arredi modulari dove creare le cinque aree e dove viene favorito un apprendimento con metodologie didattiche all’avanguardia (cooperative learning, gamification, debate, ecc.). Accanto agli spazi sono state acquistate anche le strumentazioni digitali per dare vita così al Future Labs, ma anche per un utilizzo in attività didattiche quotidiane. Il tutto creando un legame fra innovazione e tradizione. Da un certo punto di vista l’avvio dei corsi in dad ci ha permesso ancor più di aggiustare il tiro sulla necessità di approfondire metodologie per la didattica a distanza”.

L’Istituto Fusinieri è stato uno dei due istituti scelti nel Veneto, insieme al Severi di Padova.
“La scelta è caduta sul Fusinieri grazie alle precedenti esperienze in ambito di formazione coordinate e gestite dalla professoressa Nardi, a cui va dato onore per aver fatto della nostra scuola uno snodo territoriale per la formazione”.
E i prossimi sviluppi?
“Ai finanziamenti del Future Lab per i primi due anni si aggiungono i finanziamenti per il Future Lab Plus che prevede per il prossimo anno scolastico che la formazione venga aperta a tutto il personale scolastico. Abbiamo creato un apposito sito web per illustrare tutta l’offerta formativa che nel corso di quest’anno ha visto la partecipazione di docenti da tutta Italia, visto che i corsi si svolgevano in fad. Da settembre si vedrà se si tornerà in presenza o se sarà possibile una formula mista, magari con alcune fasi, che prevedono l’utilizzo di strumentazioni particolari (videoscanner, stampanti 3D, visori ecc.) in presenza. Vorremmo anche realizzare dei corsi intensivi, di qualche giorno, magari nel week end, per poter coinvolgere personale anche fuori regione”.
Quale augurio per il prossimo anno scolastico?
“Tutto quello che è successo ha dato la possibilità al personale scolastico di guardare all’innovazione della didattica in modo più concreto. Mi auguro quindi che tutto quanto è stato appreso possa essere messo in pratica con l’uso degli spazi innovativi e spero che si riprenda da settembre con uno sguardo rivolto al futuro e all’innovazione, facendo tesoro di questa esperienza e sfruttando uno spirito innovativo che nella scuola già c’era. L’augurio naturalmente è che tutta questa esperienza possa dare i suoi frutti anche con i ragazzi, perché l’obiettivo è di arrivare a loro, di inserire nell’attività quotidiana questa innovazione. Spero quindi in un effetto domino, di disseminazione. Molti docenti hanno sentito più forte la necessità di formazione per espletare al meglio la didattica a distanza e sono molti coloro che hanno seguito più corsi, per cui questa diffusione di nuovi saperi e metodi è già iniziata e penso potrà essere sempre più ampia”.