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Cybersecurity, il 56% delle aziende a rischio per mancanza di strategie ma il mercato è in crescita

La cybersecurity risulta essere tra i temi centrali del Next Generation EU (NGEU). L’accelerazione della trasformazione digitale, che ha contaminato ambiti sensibili come la sanità, l’industria e il settore governativo, rende ancora più necessario un potenziamento della sicurezza delle reti dagli attacchi informatici. Franco Gabrielli (autorità delegata ai servizi di informazione e sicurezza) ha di recente avanzato la proposta per la creazione di un ente nazionale in materia di cybersecurity: “È venuto il momento di dar vita a un’Agenzia che tratti in maniera olistica la sicurezza cibernetica, ma che si ponga fuori dal comparto dell’intelligence”. Secondo Gabrielli, l’agenzia dovrebbe sviluppare una capacità di resilienza, ovvero “reggere e resistere di fronte a minacce e attacchi di varia natura”, di fatto staccandosi dai Servizi segreti per affrontare il tema in modo più strutturale. L’idea nasce dalla volontà di diffondere una certa consapevolezza e cultura in un settore dove la formazione degli operatori pubblici e privati non è esaustiva.

La fotografia di Minsait mette in evidenza la poca sensibilità in materia da parte delle imprese italiane. Secondo il report sulla Digital Maturity, il 90% delle aziende non ha professionisti specializzati in cybersecurity, l’82% non ha registri aggiornati degli asset digitali da proteggere, il 73% non ha implementato meccanismi di consapevolezza per i propri dipendenti e solo il 55% ha un Cybersecurity Operations Center per rilevare e rispondere a un attacco informatico. Solo nell’ultimo anno il 40% delle grandi aziende italiane ha subito un aumento degli attacchi informatici, rischi legati in buona parte alla pandemia che ha reso necessari investimenti in piattaforme e nuove strategie per affrontare l’adozione dello smart working, che ha allargato la superficie di attacco, o per lo sviluppo dei canali e-commerce.

Nonostante la crescente necessità di protezione, solo il 22% delle aziende ha implementato una gestione centralizzata dell’identità, in un momento in cui il furto di identità digitale e di password è tra i principali ambiti sotto attacco. L’assenza di strategie di difesa diventa ancora più grave tenendo conto che il 90% degli attacchi informatici si avvale di tecniche di ingegneria sociale per superare le difese delle aziende e che, durante la pandemia, gli attacchi di phishing sono aumentati del 6.000%.

Il tema della sicurezza informatica è ormai diventato di primaria importanza, perchè considerato pilastro chiave per la crescita e la sostenibilità del business. Il Regno Unito, ad esempio, ha investito circa 2,3 miliardi di dollari per finanziare vari progetti per incrementare la sicurezza delle reti e le capacità di difesa cibernetica. Nel 2020, in Nord America il mercato di cybersecurity ha raggiunto il valore di 61,93 miliardi di dollari, mentre in Europa è prevista una crescita significativa al fine di tutelare il crescente numero di progetti e di investimenti da parte di grandi aziende, orientate soprattutto verso lo sviluppo di soluzioni avanzate di sicurezza IT nel settore della manifattura.

Giada Mazzucco

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