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Univr, ecco le stampanti 3D che riproducono organi e tessuti umani in materiale bio

Un incredibile balzo nell’innovazione medica è stato compiuto grazie alla stretta collaborazione tra il laboratorio di chirurgia pediatrica sperimentale dell’Università di Verona e la startup Nanomnia, con la loro scoperta di due straordinarie stampanti 3D. Questi dispositivi all’avanguardia sono in grado di replicare fedelmente la forma e la consistenza degli organi e dei tessuti umani, sfruttando immagini ottenute da esami diagnostici come TAC e risonanze magnetiche, e utilizzando un materiale biocompatibile.

Questo progetto rappresenta la frontiera più recente e promettente dell’ingegneria tissutale. Il laboratorio di chirurgia pediatrica sperimentale, guidato dal professor Luca Giacomello e ospitato presso il Laboratorio Universitario di Ricerca Medica (Lurm), è stato il luogo in cui ha preso forma questa rivoluzione. Grazie a questa nuova tecnologia, i chirurghi saranno in grado di esaminare e praticare su riproduzioni fedeli degli organi prima di affrontare un intervento reale, aprendo nuovi orizzonti nella preparazione e nell’affinamento delle tecniche chirurgiche.

Questo avanzato sistema di stampa 3D promette di rivoluzionare il trattamento di malformazioni congenite nei feti. Attraverso la raccolta di cellule staminali dal liquido amniotico o dalla placenta delle future madri, sarà possibile produrre tessuti e organi su misura per essere impiantati nei neonati una volta nati, aprendo prospettive promettenti nel campo della medicina rigenerativa.

La partnership tra l’Università di Verona e la startup Nanomnia ha dato vita al “Prometeo NanoLab“, un laboratorio dedicato alle nanotecnologie applicate alla medicina. Questo nuovo laboratorio non solo si concentrerà sullo sviluppo di applicazioni cliniche nella chirurgia pediatrica, ma esplorerà anche ambiti come le malformazioni cardiache congenite, la cardiochirurgia pediatrica e l’ortopedia. In quest’ultimo settore, le protesi tradizionali potrebbero essere sostituite con impianti bio-compatibili che si integrano perfettamente con il corpo umano, evitando la necessità di interventi di sostituzione nel tempo.

Il Presidente della Regione del Veneto, Luca Zaia, in un gesto di elogio all’innovazione in campo medico, ha commentato:

“Le stampanti 3D che riproducono organi e tessuti umani a partire da immagini diagnostiche possono sembrare fantascienza, ma sono diventate una realtà in Veneto. Questo passo avanti rivoluzionerà le prospettive di salute, specialmente per i bambini. Esprimo il mio plauso al Laboratorio di chirurgia pediatrica sperimentale dell’Università di Verona, dimostrazione della costante ricerca di innovazione nella sanità veneta, sempre pronta ad abbracciare le sfide della ricerca per il bene dei pazienti”.

Questa innovativa tecnologia non solo dimostra l’impegno dell’Università di Verona nel promuovere il progresso medico, ma anche il ruolo cruciale della Regione del Veneto nell’abbracciare e guidare l’evoluzione della sanità verso un futuro più promettente.

Giada Mazzucco

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