Federico Sartore, originario di Padova e con un percorso di eccellenza che ha interessato le Università di Trento, Anversa, Montréal e Maastricht, è un avvocato esperto di diritto delle nuove tecnologie. Si occupa da anni di privacy e protezione dei dati, supportando primarie società e gruppi multinazionali che agiscono come titolari e responsabili del trattamento, fornendo anche consulenza specifica, anche come DPO, in materia. È Senior Associate dello studio legale Panetta & Associati, studio internazionale con sede a Roma, Bruxelles, Dublino, Los Angeles e Tel Aviv.
Di cosa ti occupi?
“Collaboro ormai da tempo con Panetta & Associati, uno studio che negli ultimi dieci anni si è imposto in Italia e all’estero come punto di riferimento per un’assistenza legale d’eccellenza nel campo del diritto dell’informatica e delle nuove tecnologia, con un particolare focus per l’ambito forse più importante e delicato: la protezione dei dati personali. Il nostro supporto copre l’intero spettro delle nuove tecnologie e, grazie ad una struttura scalare, siamo in grado di affiancare con efficacia grandi realtà economiche, società regolamentate, pubbliche amministrazioni ma anche startup e progetti ad alto contenuto innovativo. Tecnologie Big Data, Intelligenza Artificiale, algoritmi avanzati, tecnologie blockchain o basate su registri distribuiti richiedono sempre di più immense moli di dati per poter funzionare e i rischi per i diritti e le libertà dei cittadini (oltre che di sanzioni ingenti da parte delle Autorità Garanti) sono cresciuti proporzionalmente”.
In cosa vi differenziate rispetto ai consulenti tradizionali?
“Rispetto ai consulenti tradizionali il nostro obiettivo è quello di aiutare le aziende ad estrarre il valore economico e competitivo che rimane celato tra i dati, ovviamente nel rispetto della normativa in materia. Dal 2018 abbiamo iniziato a svolgere anche attività di DPO (Data Protection Officer) per tutte quelle aziende che vogliono un presidio costante in materia di protezione dei dati o che sono obbligate alla nomina ai sensi del GDPR. Come settori operiamo a tutto raggio ma ultimamente stiamo collaborando molto con il mondo del lusso, della grande distribuzione e deIla sanità, oltre che con varie startup che hanno deciso di lanciare in sicurezza i propri progetti innovativi”.

“Il Veneto, e in generale il nord-est, pur essendo la culla di un fermento di iniziative economiche incredibili e la patria di tante realtà innovative interessanti, rischia di non avere un accesso facile e diretto ai professionisti di queste materie, soprattutto per ragioni ambientali, prima che culturali”
Quali aziende generalmente si rivolgono a voi?
“Nell’ultimo triennio abbiamo assistito ad una crescita esponenziale delle attenzioni rivolte alla privacy e alla protezione dei dati personali e la materia è oramai divenuta di vitale priorità per quasi tutte le realtà economiche. Se volessimo fare l’identikit dell’azienda tipo che si rivolge a noi potremmo dire che si tratta o di soggetti che hanno già capito appieno quanto sia cruciale inserire la protezione dei dati all’interno del design (in senso lato) di ogni processo produttivo e quindi cercano un supporto di prima fascia oppure aziende che rischiano procedimenti sanzionatori importanti e devono difendere le proprie scelte in materia di nuove tecnologie. Purtroppo, rispetto a quanto avviene all’estero, ci sono ancora vari settori che non hanno colto del tutto le immense possibilità offerte dall’uso sapiente delle informazioni, in particolare dei dati personali. Il nostro obiettivo è prima di tutto quello di sottolineare come le ragioni del successo di un’impresa non siano soltanto le grandi idee ma anche la capacità di farsi affiancare dai migliori professionisti, settore per settore. Dal canto nostro, al momento stiamo lanciando varie iniziative, non solo per aumentare la consapevolezza del mercato e dei cittadini rispetto alla centralità della privacy e della protezione dei dati personali nelle nostre vite – basta sfogliare i giornali degli ultimi giorni per capire quanto la nostra vita è ormai diventata un flusso costante di dati (caso Immuni, AppIo, whatsapp, ecc.) – ma anche per offrire ad ogni realtà economica un supporto proporzionato alle proprie esigenze di dimensione e natura”.
Perchè, secondo te, è importante chiedere il supporto di un avvocato già nelle prime fasi di avvio di un’impresa?
“Penso che avere un’assistenza legale, possibilmente d’eccellenza, sia il modo migliore per costruire fondamenta solide alla propria impresa, invece di dover poi correre ai ripari quando ormai i danni sono fatti. Collaborando con varie startup italiane, soprattutto guidate da giovani, ho notato che l’idea principale a cui dedicare tutte le energie è ovviamente (e giustamente) quella di far crescere sempre di più il proprio business. Per crescere a ritmi elevati è quindi spesso necessario tralasciare inizialmente vari profili di attenzione che poi alla lunga riemergono creando danni, lo dico purtroppo per esperienza. Per questa ragione è estremamente consigliato avere un gruppo di professionisti che offra il proprio valore aggiunto senza pesare economicamente sulle giovani ali delle startup ma scommettendo sul loro successo. Occorre fare le cose fatte bene, sin dal principio, per allontanare il rischio di bruciarsi”.
Cosa auspichi per il futuro?
“Il mio sogno è un triveneto che si ponga a livello europeo come crocevia dell’innovazione tecnologica; un territorio in cui i nostri ‘cervelli’ possano decidere di rimanere per creare valore e costruire qualcosa di nuovo. Mi auguro anche un futuro più interconnesso con gli altri grandi poli di interesse economico e culturale italiano, come Roma e Milano e con i professionisti che si formano in queste realtà, per poi provare a restituire qualcosa ai territori che li hanno visti crescere”.
