Dopo aver raccontato, in questi mesi, degli altri, concedeteci questo ultimo articolo di fine anno per raccontare un po’ di noi. Qual è la nostra visione.
VenetoUP è nato, o meglio è rinato, dopo una prima versione di qualche anno fa, nel pieno della prima ondata della pandemia da COVID-19. Sembra passato un tempo infinito, e forse in pochi ricordano la paura, lo smarrimento, l’incertezza sul futuro – tutt’ora attuale – ma sono proprio in momenti di rottura della storia che sono anche quelli più forieri di innovazione e di sviluppo.
Un esempio?
Dopo lo scoppio della bolla immobiliare americana e la conseguente crisi delle grandi banche d’affari che ha portato al fallimento di Lehman Brothers del 2008, sono nate una serie impressionante di aziende che oggi dominano il mondo tecnologico, e riempiono la nostra vita tutti i giorni. Nel biennio 2008-2009 sono nate Dropbox, WhatsApp, Slack, Cloudera, Zendesk, Square, Uber, Groupon, Venmo. E se aggiungiamo il 2010 troviamo Instagram e Pinterest.
In una decina d’anni, quelle che erano solo idee, oggi sono colossi. E senza contare poi le centinaia se non migliaia di startup che hanno preso il volo. Ma oltre ad innovare, queste società hanno giocato un ruolo centrale anche nella diversificazione degli investimenti, nel mutamento dei modelli di business tradizionale, e nello spazio lasciato libero per nuove attività.
Sì, perché una startup è prima di tutto un’idea.
E se è vero che è più semplice creare una nuova impresa, tecnologica o meno, negli Stati Uniti – basta guardare come l’Italia si posizioni al 58° posto su 190 paesi nella classifica internazionale Doing Business – è così utopistico pensare che le prossime Dropbox, le Instagram e le Whatsapp di domani possano nascere in Veneto?
La pandemia ha compresso anni di trasformazione digitale in pochi mesi, creando nuove opportunità e facendo diventare quotidiane attività che un anno fa non lo erano: telelavoro, videoconferenza, delivery, acquisti online, scuola da casa, e potrei continuare… Nella nostra Regione c’è molto fermento, su questi temi, e molte opportunità potrebbero essere colte. Non conosco una sola persona, fortunatamente, che si sia rassegnata alla “decrescita felice” che una parte troppo consistente dell’informazione quasi si bea nel parlarne.
Ecco che finora VenetoUP ha raccontato, grazie ad una bravissima e instancabile Giada Mazzucco, a cui va tutto il mio plauso; dicevo, abbiamo raccontato storie di persone, e di startup, non solo venete, ma anche con uno sguardo al di là dei confini regionali. Rimanere arroccati in posizioni de “semo i mejo” o peggio “non abbiamo nulla da imparare“, non ci farà migliorare.
Ma molto altro c’è da raccontare, non solo tra gli “addetti ai lavori”, per non raccontarcela tra di noi, come si è soliti dire, quanto soprattutto ai troppi che hanno paura di innovare le loro imprese, e ai tanti che non sanno cogliere il miglioramento che l’innovazione di processi, piccoli o grandi, e quindi in definitiva di un cambio di mentalità, potrebbe portare nelle loro vite.
Aspettando un 2021 “normale”,
Buon anno!
Andrea Guarise
twitter @andreaguarise