I giovani sono il motore dell’innovazione e dell’imprenditorialità. Si associa spesso l’ecosistema delle startup, in USA, in Europa, a ragazzi geniali che sviluppano un’idea disruptive. Uno stereotipo rinforzato dal successo delle intuizioni di Steve Jobs e Mark Zuckerberg. Ma sono veramente i giovani i veri imprenditori di successo?
I recenti studi rivelano che l’età media dei founder delle startup si aggiri attorno ai 42 anni. E, dato ancor più significativo, l’età dei fondatori di startup a maggior indice di crescita può raggiungere i 45 anni. Toccano la media di 46,7 anni gli imprenditori le cui società hanno avuto le exit migliori. In sintesi, un founder di 50 anni ha il doppio delle possibilità in più di guidare un’azienda di successo e il doppio delle probabilità di vedere acquisita o realizzare una IPO vincente rispetto a un trentenne.
L’esperienza è fondamentale per il successo di una startup. Gli studi concordano sul fatto che gli imprenditori “anta” possano aver acquisito più competenze e conoscenze, siano in grado di interfacciarsi e capire meglio le esigenze dei potenziali clienti e riescano ad instaurare un rapporto empatico con il team. In termini percentuali, chi ha alle spalle qualche anno di lavoro nel settore in cui opera ha l’85% di probabilità di dare vita a una startup di successo.
Tuttavia, questi dati non devono turbare il giovane che vuole affacciarsi al mondo imprenditoriale. Mettersi alla prova e fare esperienza, contemplando anche la possibilità di fallire, può essere solamente utile per capire i propri limiti e imparare dagli errori. Per lo stesso motivo va superato il mito dell’impresa per soli giovani, dello startupper per forza ventenne o trentenne: non è mai troppo tardi per dare impulso alle proprie idee.
