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Mettersi in gioco, accettare il rischio d’impresa e i consigli: parla Giulia Turra, Executive Manager di StartCube

Determinazione, capacità di ascoltare e di accettare il rischio di impresa“: tre ingredienti suggeriti a chi vuol intraprendere una strada imprenditoriale da Giulia Turra, Executive Manager di StartCube (incubatore universitario di impresa di Padova). Una laurea in Economia e Gestione delle Aziende a Ca’ Foscari e la grande passione per l’ecosistema delle startup coltivata grazie al BAN Veneto, attraverso il quale ha avuto modo di confrontarsi con molte idee d’impresa. Oggi, il percorso di Giulia Turra consiste anche nelle attività di docenza in marketing agli studenti di SID (Scuola Italiana Design) e di formazione nel Contamination Lab Veneto, un progetto che promuove la cultura dell’imprenditorialità e dell’innovazione.

Come nasce StartCube e come si sviluppa il progetto all’interno dell’Università di Padova?

StartCube nasce nel 2004, per volere dell’area di trasferimento tecnologico dell’Università di Padova come naturale prosecuzione della StartCup Veneto, una business plan competition che racchiude le università del Veneto e confluisce nel Premio Nazionale Innovazione. Quest’ultimo permette di trovare i migliori progetti, nati in un contesto universitario e non, e che vengano poi promossi a livello nazionale. Con StartCup Veneto ci si è resi conto che le startup avevano bisogno di essere seguite e di avere un posto dove poter realizzare e sviluppare il proprio progetto d’impresa. StartCube nasce per questo, grazie al contributo della Fondazione CARIPARO. Nel 2016 l’incubatore viene acquisito come ramo d’azienda da parte di PST GALILEO, il parco scientifico e tecnologico di Padova”.

Quali servizi mette a disposizione StartCube per il supporto e lo sviluppo delle startup?

“I servizi che mettiamo a disposizione sono: consulenza strategica per l’avvio d’impresa, validazione dell’idea d’impresa, la parte di formazione imprenditoriale e di mentoring, il matching per favorire l’incontro tra startup ed imprese del territorio, e investitori, supporto alla due diligence e anche la possibilità di sfruttare i nostri spazi fisici. Il tutto viene condensato in quella che abbiamo chiamato Cube Card, ovvero un insieme di consulenze one to one dedicate alle nostre startup. Il percorso studiato con la Cube Card è stato messo a punto dopo aver raccolto per anni i bisogni di chi sta avviando una startup o sta entrando nel mercato e comprende l’affiancamento di figure professionali, come l’avvocato e il commercialista, e altre figure esperte in strategie di marketing per l’avvio di impresa, team building e redazione dei business plan, professionisti validati e selezionati e ready to use per le nostre startup”.

Qual è il primo passo che fate quando vi presentano un progetto?

“Come primo passo analizziamo l’opportunità del mercato di riferimento, il commitment del team e l’innovatività. Per fare questo adottiamo i nostri 5 step di validazione dell’idea, che sono per noi l’occasione per testare sia il progetto, sia la capacità del team di portare avanti la startup. Si tratta di un metodo tramite cui, insieme ai founder, analizziamo il bisogno di mercato, la concorrenza, il valore unico che l’impresa porterebbe nel mercato. Il primo test è capire se la startup risponda effettivamente a un bisogno reale del mercato”.

Secondo il tuo punto di vista, quali caratteristiche deve presentare il team di una startup per avere successo?

“Per me conta la determinazione, la voglia di mettersi in gioco e di accettare il rischio d’impresa e anche la possibilità che non vada tutto bene. Il fatto stesso che una startup decida di appoggiarsi ad un incubatore presuppone che debba essere disponibile ad ascoltare i consigli. E’ importante anche la dedizione, sapere quindi che fare startup non significa avere un lavoro per il weekend, ma che è un lavoro faticoso e impegnativo che richiede costanza. Ritengo non si debba smettere mai di imparare, anche le cose che oggi non si sanno: se, ad esempio, non conosco la contabilità, domani occorre cominciare a masticarla per avere una più ampia visione. E’ quindi necessario essere pronti a studiare sempre”.

Cosa ti sentiresti di consigliare ai giovani, con idee innovative, che vogliono fare impresa?

“If you make meaning, you’ll probably make money, citando Guy Kawasaki, in The Art of
Innovation
. Tutto quello che si compie deve avere un significato e sortire un certo effetto. Il nostro obiettivo è che le imprese che nascono abbiano un impatto positivo nei territori e nell’ecosistema. Chi lo fa solo per una questione economica forse non ha la giusta determinazione o il giusto commitment. E’ importante credere nei valori che si vuol portare avanti e lavorare con lo scopo di apportare benefici reali a un settore, un’industria, un mercato, un target. Così arriveranno anche i successi economici”.

Contatti

LinkedIn: https://it.linkedin.com/in/giulia-turra1

Giada Mazzucco

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