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Crederci fino in fondo e non avere paura di condividere la propria idea: il pensiero di Marco Volpe, co-founder di Crispy Bacon

Occorre non perdere mai la volontà di aggiornarsi e avere coraggio di crescere”. La scelta coraggiosa di Marco Volpe è datata 2012, quando ha deciso di lasciare il lavoro per dedicarsi interamente ad un progetto innovativo, a dispetto dell’opinione della famiglia (e in particolare della mamma: “Mi ha chiesto se fossi matto”). Ha frequentato disegno industriale allo Iuav a Venezia, e ha alle spalle una parentesi milanese, durante la quale si è occupato di comunicazione e visual design. A Milano ha anche cominciato a lavorare da remoto con due vecchie conoscenze, unendosi a loro nell’ideazione e creazione dell’idea imprenditoriale. “In seguito mi sono trasferito a Bassano del Grappa, dove uno dei miei futuri soci ha conosciuto una persona esperta, ce l’ha presentata e l’abbiamo portata a bordo. E’ stata una scelta felice perché ci ha aiutato concretamente alla creazione della nostra azienda”. VenetoUP ha raggiunto il co-founder di Crispy Bacon, Pmi innovativa nata a Vicenza nel 2013.

Come nasce Crispy Bacon e di cosa si occupa?

“Siamo partiti con l’idea di verticalizzarci sullo sviluppo di applicazioni mobile, all’epoca ci sembrava un terreno fertile. Io mi occupavo di grafica, Luca Vidale si occupava dello sviluppo Android, Damiano Buscemi di iOS e Francesco Galvan del web. L’azienda poi si è evoluta, è cresciuta nel corso del tempo sia in termini di risorse che di qualità dei progetti. In sintesi, siamo una software house che si adopera per creare prodotti innovativi mobile e web per i nostri clienti”.

Quali sono i passaggi chiave, i fattori che hanno più influito sulla crescita di Crispy Bacon?

“Innanzitutto il coraggio di crescere e di assumere dipendenti. In quattro riuscivamo a deliverare dei progetti, però con limitati volumi. All’inizio si tende a considerare il dipendente come un costo, più che come una opportunità. Il coraggio di assumere persone di qualità ci ha permesso di crescere. Un altro step fondamentale è stato la definizione di un nuovo modello di vendita. Abbiamo cominciato a frequentare dei concorsi, chiamati Hackathon, che sostanzialmente sono maratone di hacker. Siamo riusciti a prendere parte a quelli organizzati da H-Farm, dove presenziavano aziende alla ricerca di idee innovative. Abbiamo vinto 8 concorsi su 10, tramite i quali siamo riusciti a farci conoscere e a proporci come realtà che poteva sviluppare progetti ad hoc. Abbiamo acquisito così, nel 2015, UniCredit, nostro primo cliente importante e che ci ha fatto entrare nel banking, settore che oggi rappresenta il nostro mercato principale”.

Quali sono state, invece, le difficoltà maggiori riscontrate?

“Inizialmente avevamo paura di fare il passo più lungo della gamba, di costruire una struttura più grande di noi. Oggi contiamo 70 persone, divise in tre sedi: una a Marostica, una a Milano e una in Albania. Ulteriore difficoltà è stata quella di mettere d’accordo quattro teste, e quindi la complessità di conciliare idee diverse. In questo senso è risultato importante dividerci i ruoli, aspetto che ritengo sia fondamentale. Oggi, infatti, l’azienda può contare su un amministratore delegato, un operation manager, un responsabile delle vendite e un CFO. Anche la dispersività e il fatto di avere altri progetti per la testa, che avrebbero tolto il focus da Crispy, potevano costituire degli ostacoli nella crescita della nostra azienda”.

Al momento Crispy Bacon su cosa sta puntando? Su cosa state lavorando?

“Abbiamo di recente terminato lo sviluppo di un mobile banking per Widiba, un lavoro che ci ha visto impegnati un anno e mezzo. Noi puntiamo molto sull’innovazione tecnologica e quest’app, pensata con un framework open-source, ad oggi risulta essere una delle tre applicazioni più grandi sviluppata con Flutter, di Google, in cui crediamo molto. Abbiamo collaborato con Alpinestars e sono in corso valutazioni interessanti per permettere al customer service delle aziende di gestire, controllare e di dare informazioni all’utente in app”.

“La sfida più grande è aggiornarsi continuamente. Crispy Bacon porta avanti investimenti in ricerca e sviluppo, che permettono di proporre soluzioni innovative”

Quali sono le sfide future, per Crispy Bacon e per il settore in cui operate?

”La sfida più grande per chi opera nel nostro settore è di avere, e di non perdere mai, la volontà di aggiornarsi. Non avremmo mai avuto modo di collaborare con certe aziende se non avessimo conosciuto le potenzialità di Flutter, ad esempio. Proponiamo continuamente soluzioni innovative e, per farlo, occorre continuare a studiare. Permanere nell’utilizzo delle stesse tecnologie vorrebbe dire essere superati dai competitors nel giro di poco tempo. Per questo portiamo avanti investimenti in ricerca e sviluppo, che ci permettono di avanzare con soluzioni che altri non offrono. Si tratta di una sfida difficile, perché ci si può anche sbagliare”.

Quali sono invece le sfide lavorative delle generazioni più giovani che vorrebbero percorrere una strada imprenditoriale?

”Vedo nei giovani tanta inquietudine, perché viviamo in un contesto che non offre molte opportunità e dove è presente un’accezione solamente negativa del fallimento. In Italia, se fallisci, vieni etichettato subito come perdente. Diversamente succede in America, dove la mentalità è completamente differente. Si può sbagliare una, due, tre volte purchè l’obiettivo sia quello di trovare la strada giusta. La sfida secondo me sta anche nel non avere paura e nel buttarsi in un progetto imprenditoriale al 100%. Tanti decidono di avviare una startup in parallelo ad un altro lavoro e per me è sbagliato, perché un investitore ha poco interesse nello scegliere una persona che non si cala appieno nella propria startup. Primo perché l’impressione è che non ci creda fino in fondo, secondo perché il team è uno degli aspetti su cui gli investitori basano la loro valutazione. Infine, ritengo che tanti ragazzi si impegnino, ma sono altrettanto tanti quelli che potrebbero dare di più per le capacità che hanno.

Una “ricetta” che ti sentiresti di consigliare a un giovane che vuol avviare una startup?

“In primis suggerisco di non pensare solo al prodotto, ma anche all’azienda. E’ per me importante essere preparati anche dal punto di vista economico-finanziario, quindi non credere che sia sufficiente avere solo un’idea. Creare un accurato business model vale tanto quanto la bontà dell’idea, se non di più. Consiglio dunque di avere nozioni base sulla gestione d’impresa. Trovo fondamentale anche non avere paura di condividere la propria idea. Solo così si fanno largo delle opportunità e solamente in questo modo si possono trovare delle persone in grado di dare degli spunti per migliorare”. 

Contatti

LinkedIn: https://www.linkedin.com/in/marcovolpe-crispybacon/

Giada Mazzucco

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