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Nasce TECA, le famiglie Toffano e Pagnan uniscono gli investimenti: dalle PMI al private equity

Due storie imprenditoriali venete nate negli anni Trenta convergono in un unico family brand. Nel portafoglio partecipazioni industriali, immobili in Italia, Germania e Stati Uniti e investimenti in fondi. Tra le operazioni, il rilancio di Pastificio Canuti, l’ingresso in Pane Forno Italiano e una cessione immobiliare da 32 milioni di euro a Milano.

Il patrimonio costruito da un’impresa familiare può diventare il capitale con cui far crescere altre aziende. È questa la logica alla base di TECA, il nuovo family brand attraverso il quale le famiglie venete Toffano e Pagnan hanno deciso di coordinare le rispettive strategie di investimento.

Il progetto, annunciato il 14 ottobre 2026, riunisce sotto un’unica identità attività che spaziano dalle partecipazioni nelle PMI all’immobiliare, dal turismo al private equity. L’obiettivo dichiarato non è soltanto conservare il patrimonio accumulato nel corso delle generazioni, ma individuare nuove opportunità imprenditoriali e accompagnarne lo sviluppo.

Il nome deriva dal latino theca, contenitore. Una scelta che sintetizza la funzione del nuovo marchio: dare una regia comune a investimenti già diversificati, mantenendo la possibilità di intervenire direttamente nella gestione delle aziende partecipate.

Non è stata comunicata la dimensione complessiva del patrimonio riconducibile alle due famiglie, né il valore aggregato delle partecipazioni. TECA, inoltre, non nasce da zero come attività di investimento: il nuovo brand rende riconoscibile un percorso già avviato, come dimostra l’operazione realizzata nel 2025 su Pane Forno Italiano.

Dalle granaglie agli investimenti industriali

Le origini imprenditoriali delle due famiglie risalgono agli anni Trenta, nel commercio dei cereali e nelle attività agroalimentari.

Nel corso del Novecento, gli interessi si sono progressivamente estesi ad altri comparti. La famiglia Toffano ha maturato esperienze nell’industria mangimistica con Padana Mangimi, nella farmaceutica veterinaria con Ivaz, nella nutraceutica con +Watt, nel chimico-farmaceutico con Vis Farmaceutici e nell’arredo bagno con PDP Box Doccia.

Il percorso della famiglia Pagnan è invece legato anche al Gruppo Pagnan, fondato da Pietro e Romano Pagnan e attivo nel commercio internazionale di cereali e semi oleosi. Il gruppo disponeva di infrastrutture logistiche nel porto di Venezia e di oltre 20.000 ettari di terreni agricoli e allevamenti tra Italia e Argentina. Nel 2009, il ramo familiare riconducibile a Pietro Pagnan ha ceduto la propria partecipazione, concentrandosi successivamente su investimenti immobiliari e finanziari.

Da queste esperienze nasce una strategia che combina due approcci: investire direttamente in imprese da sviluppare e partecipare a operazioni finanziarie gestite da operatori specializzati.

Il caso Pastificio Canuti: acquistare un’azienda in crisi e rilanciarla

Uno degli esempi più significativi della capacità di investimento industriale delle famiglie è rappresentato da Pastificio Canuti, storica azienda riminese specializzata nella pasta fresca surgelata. L’impresa è stata acquisita nel 2015, nell’ambito di una procedura di concordato preventivo.

L’intervento non si è limitato all’apporto di capitale. È stato avviato un processo di rilancio che ha riguardato impianti produttivi, gamma dei prodotti e posizionamento commerciale. Il percorso si è concluso nel 2022 con la cessione dell’azienda al fondo statunitense The Riverside Company, nell’ambito del progetto industriale sviluppato intorno a Il Pastaio di Brescia. Il valore della vendita non è stato reso pubblico nelle fonti consultate.

L’operazione costituisce un precedente importante per comprendere la strategia di TECA: acquisire un’impresa con potenzialità industriali, intervenire nella gestione, migliorarne il posizionamento e, quando si presentano le condizioni, valorizzare la partecipazione attraverso una cessione.

È una logica vicina a quella del private equity, ma con un coinvolgimento operativo diretto delle famiglie investitrici.

Pane Forno Italiano, la nuova scommessa nell’alimentare surgelato

Il progetto industriale oggi più rappresentativo è Pane Forno Italiano, azienda di Isola Vicentina, specializzata nella produzione di pane e prodotti da forno surgelati per la grande distribuzione, la ristorazione e l’industria alimentare. L’investimento è stato realizzato nel settembre 2025 attraverso Tecagrain, veicolo controllato da Finteca.

Nell’operazione, Andrea Toffano ha assunto il ruolo di amministratore delegato insieme ai soci fondatori Cristian Campesato e Alberto Morato, rimasti coinvolti nella gestione. Al momento dell’annuncio, il piano industriale indicava un obiettivo di 13 milioni di euro di fatturato nel 2025, con una crescita attesa del 20% rispetto all’esercizio precedente.

La scelta del settore non è casuale. Secondo Andrea Toffano, responsabile dell’area industriale di TECA, il mercato italiano dei prodotti surgelati vale oltre 6 miliardi di euro e presenta opportunità di crescita legate all’evoluzione dei consumi. gruppo considera particolarmente interessanti le aziende alimentari specializzate che possiedono competenze produttive solide, ma potrebbero beneficiare di una struttura manageriale più articolata e di nuovi investimenti.

È il modello già sperimentato con Canuti e che TECA intende applicare allo sviluppo di Pane Forno Italiano.

Real estate: da Milano a Berlino, fino agli Stati Uniti

Accanto alle partecipazioni industriali, l’immobiliare rappresenta uno dei principali assi della strategia. Le famiglie sono presenti in Italia, Germania e Stati Uniti, attraverso investimenti diretti e partecipazioni in fondi.

Tra le operazioni più rilevanti figura la cessione di uno degli edifici del complesso Tortona 37, a Milano, a un fondo gestito da BNP Paribas, per un valore di circa 32 milioni di euro. Sempre nel capoluogo lombardo, le famiglie hanno acquistato un immobile che ospita la sede italiana di Hugo Boss.

In Germania, nel 2019 è stata costituita Berlinteca GmbH, che ha sviluppato un portafoglio di circa dieci unità immobiliari commerciali a Berlino, locate prevalentemente ad attività della ristorazione.

La strategia punta a diversificare non soltanto per tipologia di investimento, ma anche per area geografica. Luca Toffano, responsabile dell’area immobiliare, ha spiegato che la scelta di investire in Germania nasce dalla volontà di distribuire il patrimonio su mercati differenti.

Lo stesso approccio è stato successivamente adottato negli Stati Uniti, scegliendo però una modalità diversa dall’acquisto diretto di immobili.

Private equity: da Hippocrates ai fondi Arsenale

La componente finanziaria del portafoglio comprende investimenti in private equity, fondi e operazioni condivise con altri investitori. Tra le iniziative citate figurano Hippocrates Holding, gruppo attivo nel consolidamento delle farmacie italiane con l’insegna Lafarmacia, e The Equity Club II, piattaforma di investimento promossa da Mediobanca Private Banking.

Per l’esposizione al mercato immobiliare statunitense, le famiglie hanno scelto i fondi Areus I e Areus II di Arsenale SGR. Queste partecipazioni hanno una natura differente rispetto agli investimenti industriali diretti.

Nel caso di Pane Forno Italiano, TECA partecipa alla gestione dell’impresa. Attraverso un fondo, invece, l’investitore affida la selezione e la gestione delle operazioni a un soggetto specializzato, mantenendo un’esposizione economica agli investimenti sottostanti.

La combinazione consente di diversificare il portafoglio e accedere a mercati nei quali le famiglie non intendono necessariamente costruire una struttura operativa autonoma.

Restano tuttavia rischi specifici: gli investimenti nei mercati privati possono essere poco liquidi, richiedere orizzonti temporali lunghi e presentare valutazioni meno immediate rispetto agli strumenti quotati.

Il turismo, un’attività che continua dal 1978

La diversificazione riguarda anche il settore turistico. La famiglia Toffano mantiene dal 1978 la proprietà e la gestione diretta del Camping Village Baia Domizia, sul Golfo di Gaeta, una struttura che registra oltre 200.000 presenze all’anno, secondo i dati comunicati dalle famiglie.

Sul versante Pagnan, tra le iniziative immobiliari e ricettive figura Basalto, struttura sviluppata a Mestre per soggiorni di breve e medio periodo.

Si tratta di attività differenti per modello economico, ma coerenti con la scelta di affiancare agli investimenti finanziari asset e imprese gestiti direttamente.

Perché TECA è una notizia per il capitalismo veneto

Il caso TECA racconta un’evoluzione che interessa sempre più famiglie imprenditoriali del Nordest. Il capitale generato attraverso un’attività originaria viene progressivamente reinvestito in nuove iniziative, spesso appartenenti a settori diversi.

In questo passaggio cambia anche il ruolo della famiglia. Non è più soltanto proprietaria di un’impresa, ma può diventare investitore industriale, affiancando altri imprenditori, finanziando la crescita di PMI o partecipando a progetti gestiti da fondi.

Il vantaggio potenziale è duplice. Da una parte, la diversificazione riduce la dipendenza da un’unica attività economica. Dall’altra, le competenze maturate nella gestione aziendale possono essere utilizzate per sviluppare nuove imprese.

Non è però un modello privo di complessità. Coordinare partecipazioni industriali, immobili e investimenti finanziari richiede competenze differenti, una governance chiara e la capacità di distinguere le scelte operative da quelle patrimoniali.

La nascita di un family brand non dimostra, da sola, che queste sinergie siano già state realizzate. Indica piuttosto la volontà di organizzare in modo riconoscibile una strategia di lungo periodo.

Dal patrimonio familiare al capitale per le PMI

Per l’economia veneta, il tema è particolarmente rilevante. Molte piccole e medie imprese hanno bisogno di capitali per affrontare il ricambio generazionale, investire in nuovi impianti, espandersi all’estero o acquisire concorrenti.

Non tutte, però, sono nelle condizioni di rivolgersi a grandi fondi di private equity. Investitori di matrice familiare, dotati di esperienza imprenditoriale e disponibili a partecipare alla gestione, possono rappresentare una delle alternative possibili.

TECA si colloca in questo spazio: tra il patrimonio privato delle famiglie e le esigenze di sviluppo delle imprese. Il percorso realizzato con Pastificio Canuti e quello avviato con Pane Forno Italiano mostrano una preferenza per gli investimenti nei quali il capitale si accompagna a un progetto industriale.

La sfida sarà dimostrare che questo approccio può produrre risultati nel tempo, mantenendo un equilibrio tra diversificazione patrimoniale e coinvolgimento operativo.

Il passaggio più interessante non è quindi la nascita di un nuovo marchio finanziario. È la scelta di due famiglie venete di trasformare l’esperienza imprenditoriale accumulata in quasi un secolo in una piattaforma per investire nella crescita di altre aziende.

Una trasformazione che potrebbe diventare sempre più importante per il futuro del capitalismo familiare del Nordest.

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