🍹Amici startupper e imprenditori, in questo sabato di marzo il nostro spritz ha un retrogusto più amaro del solito. No, non è dovuto al campari, ma a una riflessione sul networking tra imprenditori che mi porto dietro da qualche tempo e voglio condividere con voi. Non sono solito fare richieste, ma ti invito a leggere e arrivare in fondo alla newsletter, perché ho una domanda proprio per te.
Negli ultimi mesi mi sono messo in testa una missione: costruire una rete di imprenditori attorno a VenetoUP. Mi piace l’idea di creare connessioni con persone che fanno impresa, parlano di impresa e magari trovano anche il modo di costruire qualcosa insieme. Sembrava un’evoluzione naturale, quasi banale. E invece mi sono scontrato con un muro di gomma fatto di retaggi culturali, paure e “personalismi” eccessivi.
Ho provato ad analizzare questo “blocco” e sono arrivato a conclusioni che, secondo me, ci stanno frenando tutti.
🐺 La cultura dell’imprenditore solitario
Siamo cresciuti con l’idea che l’azienda sia una sorta di estensione della nostra identità. Una cosa intima, personale, un “figlio”. E ci hanno insegnato che quando si tratta di cose personali, i panni sporchi si lavano in casa propria (o in ufficio a porte chiuse) e che ammettere una difficoltà sia un segno di debolezza. In questo scenario, le informazioni non sono viste come uno strumento di crescita collettiva, ma “vantaggi competitivi” da proteggere gelosamente. Il risultato? Gestiamo i problemi internamente, ci logoriamo, e restiamo convinti che “fare da soli” sia una medaglia al valore.
L’informazione non condivisa non è sempre un vantaggio competitivo, amici startupper. Spesso, col tempo, assomiglia di più a polvere che si accumula sulla mensola, mentre il mondo fuori corre e va avanti. La sensazione che ho è che a forza di voler fare tutto da soli per proteggere il nostro giardino, finiamo per coltivare un deserto.
😰 La paura di perdere opportunità
C’è una diffidenza più o meno latente che si aggira tra startupper e imprenditori, quel pensiero fisso: “Se parlo troppo, mi rubano l’idea o il cliente”. Questo porta a creare relazioni superficiali e a scambiare sorrisi di facciata. Ma ormai lo sappiamo, l’esecuzione conta molto di più dell’idea, eppure continuiamo a proteggere quell’idea, perdendo tutto il resto. Il paradosso, per chi come me lavora con imprese nascenti e giovani startup, è rendersi conto che spesso succede esattamente il contrario: le opportunità più grandi che ho visto nascere tra imprenditori sono quasi sempre nate da collaborazioni e contaminazioni, non certo da competizione e possessività.
📆 “Non ho tempo da perdere!”
C’è un altro aspetto che “blocca” gli imprenditori, soprattutto quelli non giovanissimi: l’idea che fare networking sia un lusso, una perdita di tempo da hipster inconcludenti che amano gli open space. D’altronde un imprenditore medio deve gestire aziende, clienti, fornitori, dipendenti e scadenze, e in questo caos è facile associare il networking a un passatempo per chi non conosce i veri problemi del business.
“Non ho tempo”, “Ho altre priorità”, “Facciamo come abbiamo sempre fatto”, “Bello quell’evento, ma vacci solo tu, perché io ho altro a cui pensare”. Quante volte l’avrai sentito dire? Il networking viene derubricato ad attività “non urgente”, dimenticando che è proprio quel confronto che potrebbe darti l’idea per non dover più rincorrere le urgenze ogni giorno.
🎫 Il “collezionismo di biglietti da visita”
Non fraintendetemi, li capisco. Devo ammettere che ogni tanto sono stato anche io quel tipo di imprenditore. A nostra discolpa devo sottolineare che molti eventi di networking sono costruiti male, portandoti ad associare l’attività di connessione con una recita, un gioco di ruoli e pose inutili.
Il tipico schema è questo:
100 persone ➡️ 2 ore a parlare di qualcosa ➡️ Scambio biglietti da visita ➡️ Nessuna relazione reale ➡️
E alla fine torni a casa con una sensazione che ti rimane addosso: “Il networking è inutile e io ho solo perso tempo”. Ma se fatto bene, con vero interesse e relazioni umane, il networking diventa un acceleratore imbattibile, che può aprirti porte, mente e attitudine.
🤝 Perché ti racconto tutto questo?
Pensa a tutte le storie che abbiamo raccontato con Sabato Spritz. Le imprese che fanno il salto di qualità sono quelle nate da contaminazioni, imprevisti, salti nel buio e incontri inaspettati.
🍹 Vorrei che VenetoUP, con Sabato Spritz, diventasse qualcosa di più della tua newsletter del sabato. Il valore reale, per come la vedo io, non sta nel raccontoma nel racconto che costruisce ponti e crea reti: una community di persone che decidono di smettere di fare i lupi solitari per iniziare a condividere visioni, opportunità e progetti.
📣 Se senti che questa solitudine da startupper o imprenditore ti pesa e vuoi far parte di un ecosistema più aperto e dinamico, batti un colpo e rispondi a questa mail.
📩 Vuoi partecipare? Scrivimi e dimmi cosa ne pensi!
Questo spritz è per tutti i lupi solitari in cerca del proprio branco!
Alla prossima,
Andrea
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