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Le rinnovabili avanti a rilento

Con il caro bolletta, il fotovoltaico ha fatto registrare un boom di richieste sia da parte di privati e in misura maggiore da aziende che sono alla ricerca di soluzioni per mitigare gli elevati costi dell’energia. Tuttavia, serve agire in fretta. Da un lato perché iniziano a scarseggiare i materiali per gli impianti, la cui reperibilità è stata messa alla prova già nel 2021 con l’introduzione di bonus fiscali ed in particolare del superbonus 110%; dall’altro perchè il conflitto in Ucraina ha alterato il commercio globale.

Le aziende sono dunque al vaglio di soluzioni per ridurre i costi delle bollette, rendendo più efficienti gli impianti. In fatto di produzione, però, nel 2021 le fonti rinnovabili hanno contribuito a favorire il sistema elettrico italiano per 115,7 TWh, con un incremento di appena 1,58% rispetto al 2020. “I numeri raccolti dalla nuova edizione del rapporto si confermano drammaticamente insufficienti per affrontare il caro bollette e l’emergenza climatica, per liberarci dalla dipendenza dall’estero – ha commentato Stefano Ciafani, presidente nazionale di Legambiente – e soprattutto rischiano di farci raggiungere l’obiettivo di 70 GW di nuovi impianti a fonti rinnovabili al 2030 tra 124 anni, se calcoliamo la media di installazione degli ultimi tre anni, pari a 0,56 GW”.

In questo contesto, le imprese spesso e volentieri si scontrano con un lungo e farraginoso sistema di rilascio delle autorizzazioni per la realizzazione dei progetti. Dal canto suo, il governo è intervenuto a fine aprile con il Decreto Energia al fine di snellire il processo: l’impegno, che contiene misure per limitare i costi dell’energia elettrica e del gas naturale, è volto ad accelerare lo sviluppo delle energie rinnovabili per il rilancio delle politiche industriali. E’ stato istituito il fondo rinnovabili per le piccole e medie imprese, tramite cui sarà possibile applicare il modello unico semplificato anche per gli impianti fotovoltaici e termici di potenza superiore a 50 kW e fino a 200 kW, realizzati in edilizia libera. Il provvedimento di semplificazione stabilisce che l’installazione non sia subordinata all’acquisizione di permessi, autorizzazioni o atti amministrativi di assenso. I destinatari degli aiuti potranno anche vendere l’energia elettrica prodotta da impianti fotovoltaici sui tetti delle aziende agricole, zootecnico e agroindustriali.

L’obiettivo dell’Ue

Entro 5 anni l’Ue vuole svincolarsi dalle fonti fossili importate dalla Russia. Con il piano “RePowerEu”, che sarà contenuto all’interno del Green Deal, l’Ue ha destinato una somma di 300 miliardi di euro, suddivisi in 225 miliardi di finanziamenti e sovvenzioni e 75 miliardi di prestiti, per il raggiungimento degli obiettivi in quattro passi fondamentali:

  1. Trovare fornitori per il gas e dotarsi di nuove infrastrutture (slegandosi da Mosca)
  2. Accelerare la crescita delle rinnovabili e aumentare l’uso di energia pulita
  3. Incrementare l’impegno sul fronte del risparmio e dell’efficientamento energetico
  4. Applicare una nuova strategia “solare”

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