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Il progetto del Liceo Bruni di Padova a bordo della Stazione Spaziale Internazionale

A bordo della Stazione Spaziale Internazionale (ISS) c’è anche un esperimento ideato e programmato da un team di studenti del Liceo scientifico Romano Bruni di Padova. Grazie alla partecipazione al progetto Astro PI Mission Space Lab realizzato dall’Agenzia Spaziale Europea (ESA), in collaborazione con la Raspberry Pi Foundation, i giovani fino ai 19 anni possono condurre esperimenti scientifici sulla ISS, esperimenti il cui contenuto può essere scelto tra due temi: “Vita nello Spazio” e “Vita sulla Terra”.  
Sono stati 799 i team di giovani fino ai 19 anni, rappresentanti di 23 paesi europei, che hanno partecipato alla prima fase del progetto, 502 sono stati quelli ammessi alla seconda fase e di questi 39 erano italiani. Il Flying Status (terza e quarta fase) è stato raggiunto da 299 team, di cui 27 della penisola. Il progetto chiedeva agli studenti di ideare un esperimento e programmare il computer Astro Pi (messo a disposizione gratuitamente dall’ESA e dalla Astro Pi Foundation) al fine di raccogliere a bordo della ISS i dati necessari per condurlo.

Tutta la documentazione di presentazione dell’esperimento, inviata all’ESA per la valutazione, è stata preparata dagli studenti in lingua inglese. Ora il programma realizzato dagli studenti è stato caricato sugli Astro Pi presenti nella Stazione Spaziale Internazionale per raccogliere i dati necessari per completare l’esperimento, dati che saranno poi inviati all’ESA e infine trasmessi al team che redigerà una relazione scientifica conclusiva. A completamento della quarta e ultima fase dell’ Astro PI Mission Space Lab l’ESA valuterà le relazioni ricevute e proclamerà, entro il mese di giugno, i vincitori assoluti dell’edizione 2021/22.

Il progetto dei giovani del liceo padovano

“All’inizio dell’anno scolastico eravamo molto presi dalla pandemia, guardando tra i sensori dell’astro-pi per constatare le nostre possibilità abbiamo scoperto il sensore a infrarossi che può calcolare l’indice NDVI e approfondendone la conoscenza ci sono venute le domande: se la pandemia ha modificato la qualità dell’aria anche la salute delle piante sarà migliorata? quali zone hanno avuto il maggior miglioramento e dove le aspettative di vita sono migliori?
La nostra ricerca vuole dimostrare la correlazione tra miglioramento della qualità dell’aria e miglioramento della salute delle piante. Per dimostrarlo useremo l’indice NDVI che riesce a calcolare la salute delle piante. Il programma che abbiamo inviato sulla ISS permetterà di raccogliere foto della Terra ogni 10 secondi e altri dati relativi alla loro geolocalizzazione. Le foto e i dati sono ciò che l’ISS trasmetterà all’ESA e che quest’ultima invierà a noi. Attraverso l’analisi matematica dei colori delle foto ricevute, analisi svolta con un programma da noi sviluppato con Python, sarà calcolato l’indice NDVI in ognuna di esse. Tale indice sarà confrontato con quelli degli anni precedenti reperibili presso database universitari e/o di enti governativi.Trovato l’indice NDVI (geolocalizzato) lo combineremo con i dati relativi alla qualità dell’aria nei corrispondenti luoghi, anche questi reperibili su database universitari e/o enti governativi”.

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