MUM, il nuovo algoritmo targato Google

Un nuovo motore di ricerca in grado di comprendere meglio i desideri degli utenti, restituendo risultati più precisi. Sta per arrivare Mountain View MUM, il nome del software acronimo di “multitask unified model” pensato da Google. Si tratta di un algoritmo che, grazie all’intelligenza artificiale, è sviluppato per dare risposte precise a domande sempre più complesse non più in base alla corrispondenza esatta tra una ricerca e i risultati presenti nelle pagine web, ma sulla scorta della comprensione semantica di domande ambigue, non formulate in modo diretto, chiaro e distinto.

A knowledge graph, una funzione introdotta da Google nel 2012, ha fatto seguito il lancio nel 2018 di Bert (Bidirectional encoder representations for transormer), ovvero una tecnologia di apprendimento automatico implementata da Google per l’elaborazione preliminare del linguaggio naturale. Presentato lo scorso maggio, MUM rappresenta la sua evoluzione, 1.000 volte più potente e con la facoltà di capire query di ricerca in 75 lingue diverse. La nuova tecnologia faciliterà dunque il processo di navigazione degli utenti, fornendo una sintesi di concetti per rispondere accuratamente a dubbi, curiosità o necessità.

Come funziona l’algoritmo alla base di MUM?

L’AI presuppone un modello di rete neurale artificiale con architettura Transformer; in sostanza si comporta un po’ come il cervello umano, tentando di captare tutte le intenzioni per restituire risultati sempre più aderenti ai nostri desideri. Rispetto al predecessore BERT, MUM può contare su una maggiore capacità di comprendere il linguaggio naturale e una migliore gestione della complessità di ricerca.

Per Google, la nuova tecnologia sarà in grado di incrociare ricerche che comprendono testo, audio, foto e video, con la possibilità di avere un forte impatto anche sul mercato pubblicitario. Tuttavia, se per qualcuno l’implementazione di MUM potrebbe comportare una diminuzione delle ricerche e quindi un calo delle pubblicità, per Google non ci sono dubbi: ricerche più precise significa anche pubblicità più mirate.

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