“L’idea buona, da sola, non basta”: parla Gianni Tortella, direttore della sede di Verona di t2i

All’interno di t2i non sono presenti solamente startup innovative guidate da studenti a fine percorso di studi o comunque da giovani che si affacciano al mondo imprenditoriale, ma sempre di più imprese che coinvolgono aziende strutturate che scelgono di costituire una realtà innovativa per gestire alcuni progetti“. t2i, centro di trasferimento tecnologico e innovazione a estrazione camerale, supporta infatti sia neo imprenditori nell’avvio di un’impresa innovativa, sia grandi aziende o multinazionali in progetti di ricerca. Su VenetoUP è intervenuto il direttore della sede di Verona, Gianni Tortella.

Come nasce t2i?

“t2i nasce all’interno del sistema camerale veneto, che nel 2015 ha aggregato in un unico soggetto le aziende speciali (società in house a cui le camere di commercio affidavano alcuni temi legati all’innovazione, formazione, internazionalizzazione, …) delle singole Camere di Commercio. Attualmente è partecipata dalle Camere di Commercio di Treviso-Belluno, Verona e Venezia-Rovigo. Vantiamo parecchie collaborazioni, grazie agli accreditamenti con diversi partner nazionali e internazionali. Siamo uno dei pochi ad essere convenzionati con la rete dei Fraunhofer Institutes, ovvero la rete dei centri di ricerca pubblici e privati della Germania. La Commissione Europea, riconoscendo a tutti gli effetti t2i come Digital Innovation Hub, ci ha dato il compito di fare ‘match’ tra il mondo della ricerca e quello delle imprese”.

Quali sono i servizi messi a disposizione per il supporto e lo sviluppo delle startup?

“Ci occupiamo di trasferimento tecnologico a 360 gradi. t2i è uno dei circa 30 incubatori nazionali certificati dal Mise, il Veneto ne presenta due. Attualmente in stato di incubazione contiamo una sessantina di startup, di cui circa venti con sede fisica a Rovigo che possono disporre di un vero e proprio coworking; il restante viene seguito da t2i attraverso una forma di incubazione domiciliare: queste startup possono usufruire dei servizi a disposizione pur non avendo sede legale all’interno dell’incubatore. I servizi che offriamo coprono l’intera vita di una startup, dal concepimento dell’idea, all’arrivo sul mercato”.

Qual è il profilo delle startup nel portfolio di t2i?

“L’incubatore è lo specchio del tessuto imprenditoriale in cui opera, quindi il portfolio è molto vario. Dalla startup che produce termostati bluetooth che funzionano offline, a quelle attive nel settore medicale. Altre operano nel settore merceologico, agricolo, nel turismo e nella ristorazione, ma è il manifatturiero a prevalere”.

Quali sono i primi passi quando vi viene presentato un progetto, un’idea?

“Dopo una prima valutazione sull’idea avanzata da un imprenditore o un ragazzo, procediamo con lo studio di fattibilità: se esistono i presupposti, consigliamo loro di costituire la società in forma di startup innovativa, con i vantaggi che ne conseguono. A quel punto comincia il percorso di accelerazione, sostanzialmente con l’obiettivo di arrivare a staccare la prima fattura. Tutto questo attraverso la redazione del business plan, la ricerca dei primi finanziamenti, il supporto per l’ottenimento dei brevetti, la registrazione del brand e la gestione della parte finanziaria. A tal riguardo, diamo una mano alle startup nell’avanzare la prima richiesta di finanziamento grazie alle convenzioni di t2i con alcuni istituti di credito del territorio. E’ sempre difficile andare alla ricerca dei primi fondi, perchè senza uno storico le banche devono potersi fidare. Fa gioco sapere che le realtà non sono da sole, bensì affiancate da una struttura certificata dal Mise”.

Quali sono le caratteristiche essenziali affinché una startup possa avere un futuro?

“Il primo in assoluto coincide con la verifica di mercato. E’ fondamentale che la startup soddisfi un bisogno effettivo e per questo occorre fare una valutazione vera e propria dell’idea d’impresa. Il secondo aspetto, che pesa per un buon 25% sul futuro di una giovane azienda, è il team. L’idea buona, da sola, non basta. La startup deve svilupparsi attorno a un gruppo ben strutturato e riflettere la gran parte delle competenze tecniche e imprenditoriali necessarie per l’andamento positivo delle attività. Spesso è quest’ultimo elemento a mancare, perchè il team può non presentare esperienze pregresse nel mondo dell’imprenditoria: è qui che t2i interviene, cercando di fornire le competenze necessarie per fare impresa. Il team, inoltre, deve essere coeso e motivato, con unità di intenti e obiettivi comuni”.

Quali sono le difficoltà che incontrano le giovani aziende innovative?

“La ricerca dei finanziamenti rappresenta lo scoglio primario, perchè è come la benzina per una macchina: senza carburante l’auto non farà molta strada. Altre difficoltà sono legate a una conoscenza non del tutto approfondita del mercato di riferimento, per il quale serve invece un’attenta analisi. Possono rappresentare insidie anche gli aspetti relativi alla distribuzione del prodotto e quelli riguardanti il suo lancio nel mercato, con una sottovalutazione delle strategie di comunicazione e marketing”.

In un contesto pesantemente condizionato dalla pandemia, che azioni ha messo in campo e quali sta progettando per il futuro t2i?

“Durante il periodo di emergenza abbiamo avviato una quindicina di startup innovative, segno che la vocazione imprenditoriale del nordest non si è fermata del tutto. Ci siamo messi in ascolto dei nostri clienti per cercare di capire problemi ed esigenze e, laddove possibile, li abbiamo rassicurati. Al contempo volevamo passasse l’enorme potenziale delle nuove tecnologie, la cui introduzione a supporto della gestione dei dati o delle procedure di data analysis risulta oggi essere fondamentale. Abbiamo cercato di far comprendere come le nuove tecnologie possano offrire nuove prospettive anche a emergenza finita, perchè contribuiscono sostanzialmente ad abbattere i costi e a creare valore”.

Contatti

LinkedIn: www.linkedin.com/in/gianni-tortella

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