“Percorso tra saliscendi, ma tutto serve per crescere”: parla Nicolò Santin, co-founder di Gamindo

Una lunga tesi di laurea e il successo del video Gangnam Style. Questi gli ingredienti alla base di Gamindo, la startup trevigiana che nasce dalla combinazione di due mondi apparentemente distanti. “Sono cresciuto a pane e videogiochi. La mia idea era quella di sviluppare un progetto nel settore del gaming che potesse generare contestualmente un impatto sociale positivo“, spiega a VenetoUP Nicolò Santin, CEO e co-founder di Gamindo.

Come nasce Gamindo?

“Gamindo nasce grazie alla mia tesi di laurea di quasi 700 pagine e al video “Gangnam Style” di Psy che all’epoca aveva fatto il boom di visualizzazioni su YouTube, con i milioni di dollari di introiti solamente per le inserzioni pubblicitarie. Ho quindi pensato: perché non fare un video e convincere milioni di persone a guardarlo, spiegando la destinazione benefica dei soldi derivante dalla pubblicità? L’idea, come ben immaginerete, non era così semplice da realizzare. All’università ho scoperto gli advergame, o videogiochi promozionali, e mi sono deciso a sviluppare un progetto nel mondo del gaming. Non avrei potuto farlo senza il mio principale socio, Matteo Albrizio. Ci conosciamo dai tempi del liceo, si è interessato all’idea attorno alla quale avevo sviluppato la tesi e ha deciso di lasciare il suo lavoro di ingegnere aerospaziale per aiutarmi a realizzarla. Sono molto felice di condividere il progetto con lui, è una persona davvero valida, la migliore che potessi trovare”.

In cosa Gamindo si definisce innovativa?

“Siamo in un mercato che ha pochi anni di vita e vogliamo dare il nostro contributo per farlo evolvere. Tutto quello che faccio deve avere un impatto. In questo caso, un elemento che contraddistingue Gamindo è l’impatto sociale: l’idea di convertire il tempo speso giocando in donazioni a enti no-profit è innovativa. Non abbiamo certamente inventato videogiochi e beneficenza, semplicemente abbiamo unito due mondi esistenti creando qualcosa di nuovo”.

È stato complicato convincere le persone e le aziende della bontà dell’idea?

“L’idea è piaciuta a molte persone sin da subito. Confesso, però, che all’inizio non è stato semplice trovare adesioni da parte delle aziende. Le prime si sono verificate con piccole e medie realtà venete il cui investimento era esiguo. La collaborazione con la prima grande azienda ha azionato l’effetto pioggia. Da quel momento in avanti anche altre grandi realtà hanno iniziato ad investire sul nostro progetto”.

Gamindo è “made in Italy”, ma avete avuto la possibilità di partecipare a un programma di accelerazione di tre mesi in Silicon Valley. Quali difficoltà avete riscontrato nel vostro percorso di crescita? 

“Il nostro percorso è ancora oggi una montagna russa fatta di saliscendi, ma servono anche quelli. Nel nostro caso la difficoltà principale era, è e sarà sempre quella di trovare le persone giuste che possano aiutarci. A volte l’idea può non essere di semplice attuazione, pur ricevendo molti apprezzamenti, e per questo occorre avere a fianco un team abile ed esperto. Abbiamo spesso la convinzione che le startup, le aziende di successo siano costruite da giovani di vent’anni: in realtà molte di queste sono cresciute grazie a persone con un certo background professionale”.

Il gaming è in continua evoluzione e viene sempre più considerato come un’opportunità dai social media. Questa sinergia che vantaggi può portare e a quali scenari attuali o futuri apre?

“Il legame tra gaming e social è una grandissima opportunità. Se in passato per giocare bisognava munirsi di una PlayStation o avere a disposizione un pc, ora lo smartphone ne favorisce l’accessibilità. Al giorno d’oggi sono quasi 3 miliardi le persone al mondo che utilizzano i videogiochi e, in questo senso, i social rappresentano uno strumento utile a catturare utenti di diverse fasce d’età. La nuova corrente di pensiero considera i videogiochi come nuovi social network proprio perché tante persone, ad esempio tramite Fortnite e Twitch, entrano in contatto con altre all’interno di un’esperienza ludica, di gioco”.

Gamindo ha recentemente lanciato il videogioco ufficiale di Chiara Ferragni: com’è nata l’idea e che impatto ha avuto?

“La storia è simpatica. A settembre 2020, mentre io e il mio socio discutevamo su nuovi progetti, ci siamo soffermati sulle Instagram Stories di Chiara Ferragni ed entrambi abbiamo pensato che sarebbe stato interessante realizzare un gioco per lei. Per mezzo di un passaparola su LinkedIn, mi ha contattato un membro del suo staff rimasto piacevolmente colpito dell’idea e, a quel punto, abbiamo iniziato a sviluppare il videogame. Il gioco è stato scaricato in più di 130 paesi nel mondo e se da un lato ha permesso di far conoscere Gamindo, dall’altro ha contribuito a dare più credibilità e autorevolezza a quello che facciamo”.

Tornassi indietro faresti le cose allo stesso modo? Cosa ti sentiresti di consigliare a un giovane che vorrebbe intraprendere una strada imprenditoriale?

“Tornassi indietro credo che certe cose non le ripeterei. Alcuni step sono andati bene, altri meno ma tutto ci ha aiutato a crescere. Un consiglio, banale quanto importante, è non arrendersi quando dall’altra parte arrivano pareri negativi. Suggerisco anche di non chiudersi in casa, ma di uscire e raccontare la propria idea per comprendere effettivamente se possa avere del potenziale e per trovare qualcuno disposto a supportarne la crescita. Viviamo in una società abbastanza individualista, anche se spesso da soli non si riesce a combinare nulla. E’ diffusa la paura che qualcuno possa copiare le nostre idee: non ragioniamo in quest’ottica, usciamo e condividiamole”.

Qualche progetto in serbo?

“Stiamo chiudendo un aumento di capitale con l’ingresso di nuovi investitori che ci permetterà di lavorare sulla tecnologia alla base di Gamindo. Dopo esserci concentrati sui progetti, ora vogliamo automatizzare lo sviluppo dei giochi che usciranno prossimamente in collaborazione anche con grandi aziende. Il passo più importante sarà quello di passare dal progetto all’impresa: è giunto il momento di affittare un ufficio e lasciare la cucina di casa”.

Contatti

LinkedIn: it.linkedin.com/in/nicolosantin

Gamindo: gamindo.com/

Newsletter

Inserisci la tua e-mail e resta aggiornato sul mondo dell'innovazione in Veneto