Il beachwear sostenibile della startup vicentina SEAY all’insegna del modello di economia circolare Re3

Ho deciso di lasciare una grande multinazionale per avviare un mio progetto“. Raccogliendo il grido di aiuto degli ecosistemi. Soprattutto il mare, con la creazione di una collezione beachwear sostenibile. Dall’intuizione di Alberto Bressan, insieme a Simone Scodellaro, nasce nel 2019 il progetto Soseaty Collective, nome che esprime il manifesto di questa startup innovativa nonchè Società Benefit di Vicenza: S.O.S. + Sea + Society. L’approccio sostenibile di SEAY, si basa sulla responsabilità e sulla coscienza ambientale dell’intero team e degli ambassador, iniziando dalla filiera produttiva e sviluppando un sistema di economia circolare.

I costumi da uomo sono realizzati in poliestere 100% riciclato da scarti della lavorazione industriale e rifiuti di plastica recuperati dai fondali marini, per i capi della linea donna vengono utilizzati filo rigenerato ECONYL®, che proviene da rifiuti di nylon come le reti da pesca, e Lycra. Altri prodotti sono di cotone organico o con certificazione GOTS, che rispettano i criteri sociali e ambientali lungo l’intera catena di approvvigionamento delle fibre tessili. Il 90% della produzione è made in Veneto, chiaramente per ridurre l’impatto ambientale: “Non avrebbe avuto alcun senso produrre a km e km di distanza, aumentando così le emissioni di CO2 a causa della movimentazione della merce“, spiega il founder Alberto Bressan. Allo stesso modo, SEAY si è affidata a un partner logistico in grado di assicurare una distribuzione Carbon neutral. L’attenzione verso la sostenibilità è a 360 gradi: i capi dell’azienda vengono infatti venduti all’interno di un packaging compostabile e biodegradabile (certificato da TUV Austria), che si decompone in circa 90 giorni nei rifiuti organici. “Ma non ci siamo voluti fermare qui“.

Grazie all’ideazione del Modello Re3, SEAY recupera l’usato – di qualsiasi marca – per estenderne il ciclo di vita o per rigenerarlo e quindi riutilizzare i materiali che compongono i capi non più indossabili. A seconda delle caratteristiche estetiche e funzionali dell’usato raccolto, i capi vengono rivenduti (Re-sell) attraverso la cooperativa no-profit partner del progetto, oppure donati per essere riutilizzati (Re-Use). In alternativa, se la qualità dell’usato non è ottimale, il tessuto verrà rigenerato (Re-Generate) in filato per la produzione di nuove pezze di tessuto per creare le collezioni future. I clienti che acquisteranno un prodotto SEAY, online o nei negozi dove il brand è presente, restituendo un vecchio indumento riceveranno un green bonus – uno sconto pari al 20% – e potranno altresì tracciare l’utilizzo di ogni singolo capo reso grazie ad un QR-code.

SEAY ha vinto una delle categorie del Premio Gaetano Marzotto del 2020, partecipando al programma di accelerazione B Heroes e collabora con università, centri di ricerca e aziende consolidate: “Pur essendo una piccola realtà abbiamo avviato un progetto di sostenibilità a 360 gradi con La Rinascente, con focus sui materiali utilizzati e sulla catena di distribuzione per ridurre l’impatto ambientale“, chiude Bressan.

Video presentazione

Riepilogo

Sito web: soseaty.com/it

Settore: fashion

Key figures: Alberto Bressan, Simone Scodellaro

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